sabato 19 agosto 2017
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Lavoro nero, preoccupanti i dati dell’ultimo rapporto Uil sulla nostra provincia

Pubblicato in data: 4/2/2010 alle ore:15:50 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

lavoro-neroPreoccupanti i dati dell’ultimo rapporto UIL sul lavoro sommerso in Italia di confronto tra il 2008 ed il 2009. Il lavoro nero è una piaga che dilania, da sempre, il nostro Paese. Pur essendo un fenomeno “invisibile” i suoi effetti sono “reali” e devastanti. É causa di assenza di tutele per i lavoratori, di concorrenza sleale tra le imprese e di minori entrate per l’erario. Nel 2009 il tasso di irregolarità lavorativa nazionale si è attestato al 15,6% sul totale degli occupati e, con una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente dello 0,4%, il fenomeno ha coinvolto complessivamente oltre 3,7 milioni di lavoratori. Non deve sorprendere il dato del leggero calo dell’irregolarità nel 2009 sul 2008: è in gran parte frutto della diminuzione della ricchezza prodotta, per la crisi economica in atto, (meno 4,8% il calo del PIL nel 2009 rispetto all’anno precedente) e, comunque, lo stesso calo è inferiore a quello dell’occupazione regolare che, nell’anno appena trascorso, registra un segno negativo del 2,1%.
In ogni caso siamo in presenza di un aumento del lavoro irregolare in 7 Regioni e 31 Province.
L’economia sommersa ha prodotto nel 2009 un fatturato di oltre 154 miliardi di euro, sottratti ad ogni tipo di tassazione, con un’incidenza sul Prodotto Interno Lordo (PIL) del 10,3% (era il 10,9% nel 2008).
Di 4 punti percentuali sopra la media nazionale, si attesta il Mezzogiorno dove 21 lavoratori su 100 lavorano nel sommerso, con un fatturato di oltre 52,3 miliardi di euro pari al 10,3% del PIL del Sud.
irpiniaPreoccupanti anche i dati riferibili alla provincia di Avellino. Nel 2008 i lavoratori irregolari sono stimati in 34.682 e il tasso di irregolarità ha raggiunto il 22,9%. Il fatturato del lavoro sommerso si aggira intorno al miliardo e mezzo di euro, per un incidenza sul Pil del 19,6%. Nel 2009 il numero di lavoratori irregolari sono 34.675, con un tasso del 22,9%. Il fatturato sommerso si è attestato sulla stessa cifra dell’anno precedente con un’incidenza percentuale uguale. “I dati forniti dallo studio della UIL – ha dichiarato il segretario generale della Uil di Avellino Franco De Feosono oltremodo preoccupanti e confermano una tendenza al consolidarsi del fenomeno nei due anni presi in esame. Considerando anche che la provincia di Avellino non è molto distante nei dati dalle peggiori del Sud Italia in fatto di lavoro sommerso. E la crisi che stiamo vivendo non ha fatto altro che peggiorare una situazione già grave“.
É positiva – ha spiegato De Feo – l’approvazione del Piano anti sommerso nel Mezzogiorno, deciso dal Governo nei giorni scorsi, ma non bisogna mai dimenticare che il lavoro nero è un dramma che riguarda tutto il Paese ed investe, soprattutto, i più deboli ed indifesi, risultando sempre più collegato al fenomeno dell’immigrazione, e confermando che la stessa immigrazione irregolare è l’effetto e non la causa dell’economia sommersa. Occorrono controlli ispettivi di maggiore intensità, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, ma ciò non sarà risolutivo senza la partecipazione di tutte le Istituzioni: nazionali e locali. Non convince, in questo quadro drammatico, l’orientamento del Governo di diminuire l’attività ispettiva nel corso del 2009, e, non è estendendo a tutto campo il sistema dei buoni lavoro (voucher), che si combatte il sommerso, perché questo strumento rischia, al contrario, di produrre un effetto “negativo” per chi ha un lavoro regolato senza far emergere il sommerso vero e proprio“.
Al contrario riteniamo assolutamente positiva l’intesa per la costituzione in Prefettura del Tavolo permanente per il contrasto al lavoro sommerso e per la salvaguardia dei livelli di sicurezza sui posti di lavoro. Le parti sociali, unitamente al Prefetto ed alle Forze dell’Ordine ed alla Direzione del Lavoro, hanno concordato un indirizzo di maggiore valenza politica del Tavolo Istituzionale, attivando confronti con i Comuni e le stazioni appaltanti per determinare maggiori controlli a mezzo della Polizia Municipale e le Direzioni dei Lavori dei cantieri in attività. Allo stesso modo sarà importante addivenire alla sottoscrizione di un Protocollo per la Legalità da inviare alle stazioni appaltanti per il formale recepimento ai livelli amministrativi competenti.

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