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Sabato e domenica al Teatro Carlo Gesualdo protagonista la grande danza con Rossella Brescia

Pubblicato in data: 15/2/2010 alle ore:09:00 • Categoria: CulturaStampa Articolo

carmenSabato e domenica al “Carlo Gesualdo” di Avellino protagonista la Grande Danza per la stagione “Grande Teatro” del massimo irpino. Daniele Cipriani Entertainment presenta Rossella Brescia in Carmen, balletto in due atti di Luciano Cannito. Sabato 20, alle 21 per gli abbonati di turno A, e domenica 21 febbraio alle 18,30 per gli abbonati di turno B, di scena la “Carmen” passionale e ribella di Luciano Cannito, interpretata magistralmente da Rossella Brescia.
La forza di una musica immortale, la creatività di un talento indiscusso della coreografia italiana e la solidità di un’interprete famelica di danza che “buca” la scena quanto il video. Nasce così l’allestimento della “Carmen” di Bizet riletta con l’arguzia contemporanea di Luciano Cannito ed affidata alla carica espressiva di Rossella Brescia. L’originale rielaborazione dell’opera e del balletto di repertorio trasmigra l’eroina lirica in una delle pagine più drammatiche e costantemente attuali dei giorni nostri: l’esodo clandestino. Il racconto danzato in due atti si svolge sull’isola di Lampedusa, dove sbarca un gruppo di profughi, tra cui Carmen, sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere Don Josè. L’amore travolge Carmen e Don Josè, ma presto la passione si trasforma in noia e angoscia, complice il tentativo dell’uomo di piegare lo spirito ribelle della sua amata ad una vita fatta di routine; così Carmen torna dai suoi amici al campo profughi, tra le braccia di Escamillo, dritta al suo terribile destino.
Già Direttore del corpo di ballo del Teatro San Carlo, oggi al Teatro Massimo di Palermo, Luciano Cannito ha al suo attivo già più di 60 creazioni alle quali si aggiunge anche questa sua personalissima rilettura del mito di Bizet affidato alla Brescia, «incarnazione perfetta di Carmen perché è, come lei, uno spirito libero» spiega il regista. Diplomata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma Ballerina classica, Rossella Brescia si impone da tempo all’attenzione del grande pubblico televisivo anche grazie alla sua verve comica, ma è al teatro come prima ballerina, che la bella ed eclettica artista riserva le sue più belle esibizioni sulle punte.

 

TUTTE LE CARMEN DEL MONDO
Di Luciano Cannito

Un gruppo di profughi sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante, sfruttati dallo scafista-“Escamillo” e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere “Don Josè”.
L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè, il tentativo di quest’ultimo di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione.
La passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia.
Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità.
Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta…

La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare il nome “Carmen” un archetipo universale della cultura dell’Occidente.
Dire Carmen è un po’ come dire passione estrema, voluttà, forza e istinto.
Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà.
La mia Carmen è forse semplicemente questo. Immaginata nell’isola di Lampedusa, isola del Sud per la ricca e annoiata Europa, mitico Nord per centinaia di disperati e profughi in fuga chissà da dove e chissà per quanto tempo.
Storie, del resto, sotto i nostri occhi dalla mattina alla sera.

Carmen può essere oggi una sudanese, una kurda, un’afghana, una kosovara, una pakistana, e non ha paura di rischiare tutto per la propria libertà. E’ una giovane donna che, come una leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza e libertà.
Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può comprare.

E’ invece l’uomo-Don Josè ad essere un poveraccio imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio occidentale ad avere tutto da perdere contro chi non ha nulla da perdere.
E poi c’è l’Escamillo dell’Opera di Bizet. Il grande torero. Il “macho”, diremmo noi oggi. Straordinario ritratto anche questo, di personaggio archetipo. L’uomo del successo, l’uomo della gloria effimera. Tutto sommato l’uomo della superficialità.

La storia termina con la morte di Carmen. Ma perché non ci chiediamo che fine farà Don Josè? Chi è il vero perdente? Chi muore o chi resta vivo, ucciso nell’anima, nella fede, nell’orgoglio, nella speranza?

 
Avellino, 17 febbraio, 2010

Ufficio Comunicazione
Teatro Carlo Gesualdo

Musiche
Georges Bizet e Marco Schiavoni

Coreografia e regia
Luciano Cannito

Costumi
Marja Hoffmann

Luci
Carlo Cerri

Assistente alla coreografia
Luigi Neri

Adattamento Luci
Marco Policastro

Ufficio Stampa
Alessio Piccirillo

Tour manager
Tania Mastrangioli

Lo spettacolo, i premi

PREMIO BUCCHI 2008
MIGLIOR COREOGRAFIA

PREMIO DANZA & DANZA
MIGLIOR COLONNA SONORA DI BALLETTO

PREMIO GINESTRA D’ORO

Carmen
Rossella Brescia

Don Josè
da comunicare

Escamillo
Antonio Aguila

Micaela
Daniela Filangeri

Appuntato
Riccardo Riccio

Profughi
Placida Celentano, Andrea Condorelli, Daniela Filangeri, Diego Millesimo, Eliana Oliva, Tommaso Petrolo, Riccardo Riccio, Valentina Valenti

Si ringrazia il Teatro Massimo di Palermo e il Centro di danza Balletto di Roma

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