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Merito è Libertà, presentazione del volume di Generoso Benigni

Pubblicato in data: 12/3/2010 alle ore:11:53 • Categoria: Politica, Merito è LibertàStampa Articolo

benigni-generosoSarà presentato nella mattinata di martedì, alle ore 11,00, con una conferenza stampa presso il comitato elettorale di Avellino (Galleria di via Mancini) il volume di Generoso Benigni intitolato “Merito è Libertà”. Nel volume, una raccolta di saggi ed interventi, alcuni già noti attraverso la rivista “Nuovo Meridionalismo”, si definiscono le tappe di un impegno politico coerente nella rivendicazione della meritocrazia e dei principi di libertà. Intorno a Generoso Benigni si è organizzato in un vero e proprio movimento di pensiero che raccoglie alcune tra le migliori espressioni del mondo intellettuale e della società irpina e regionale. Il volume dà conto anche anche della qualità e della ricchezza del movimento al quale hanno daro convinta adesione docenti universitari, esponenti del mondo produttivo e del lavoro, professionisti, donne e giovani, che alimen tano un appassionato confronto sulle emergenze regionali (sanità, ambiente, sviluppo), attraverso analisi rigorose e proposte concrete. La stessa scelta di canalizzare i messaggi alla riflessione di un volume, piuttosto che agli slogan elettorali, segna una ‘differenza’ che privilegia la sobrietà, il buon gusto, il ragionamento, che gli elettori, assediati da messaggi ripetitivi ed invadenti, sapranno certamente apprezzare.

Ecco il testo con il quale Raffaele La Sala ha presentato il volume:

Generoso era un giovane avvocato, liberale, per tradizione familiare e per vocazione, insomma una specie di alieno nello scontro ideologico a tinte forti degli anni ’70, nel quale anch’io mi affacciavo acerbamente all’impegno politico.

Solo più tardi imparai ad apprezzare il professionista e poi anche l’intellettuale: appassionato e mite, fermo nei principi e sinceramente aperto al confronto, senza scorciatoie e senza ipocrisie. Idealista? Sì, forse un po’ idealista, come tutti quelli che si impegnano in ciò che fanno con genuino entusiasmo: una qualità sempre più rara, ma che rende plausibile la sfida della vita e tollerabile l’azzardo della politica.

Una politica che Benigni ha vissuto, nei partiti e nelle istituzioni, con la concretezza e la competenza dell’uomo di legge, ma anche con il fervore e la responsabilità di chi la sente come un imprescindibile dovere morale.

Su queste premesse nasceva anche la rivista “Nuovo Meridionalismo”, alla quale la periodicità bimestrale, in oltre venticinque anni di pubblicazione, ha conferito rigore ed autorevolezza.
Una rivista senza orpelli, fatta di idee, sensibilità, prospettive, discutibili tutte, per realizzare approdi provvisori e certezze in fieri senza i compiacimenti di ingannevoli e presunte ‘verità’. A “Nuovo Meridionalismo” Benigni affida le sue principali e meditate riflessioni, cercando di interpretare e dare senso agli eventi. E infatti le pagine raccolte oggi in volume segnano, con efficace immediatezza, le tappe di un percorso coerente, impegnato a realizzare le condizioni di una partecipazione democratica consapevole e di un esercizio responsabile delle libertà.

Mi perdonerà Benigni se mi pare di percepire negli interventi del 2009 le intuizioni più ricche di esiti. E come se le idee si fossero organizzate in una trama più vasta e compiuta, realizzando una proposta politica rigorosa e convincente, concreta per quanto ambiziosa, che nella meritocrazia indica il valore fondante e necessario della libertà.
Così scriveva nell’aprile del 2009, affacciandosi in splendida ed orgogliosa solitudine nella competizione provinciale:

Merito e quindi capacità, per affrontare i grandi temi economici e sociali, che sono di fronte ai cittadini, irpini in particolare.
Merito e quindi coraggio per combattere e vincere le incrostazioni più che decennali del potere clientelare.
Merito e quindi disinteresse nell’amministrazione e nella gestione degli enti locali e della cosa pubblica.
Merito e quindi indipendenza, per proporre e determinare un rinnovamento della classe dirigente.
Merito e quindi libertà da ogni condizionamento per agire solo nell’interesse della collettività.

E nel giugno 2009, intuendo e denunciando, prima di altri, i pericoli impliciti in un centrodestra politicamente in affanno, nonostante i successi elettorali:

Una politica che non si nutre del “merito”, e cioè che non regola la sua scelta parametrandola sul “merito”, non può garantire democrazia e libertà, né all’individuo, né alla comunità.
“Merito è libertà” ha l’ambizione di avviare, almeno in provincia di Avellino, un discorso catartico nell’ambito della coalizione moderata, ed ha l’ambizione di incidere nel processo creativo del Pdl, per evitare che nasca con i difetti che purtroppo già oggi, nella fase di avvio, sembrano emergere con forza.
Sarà difficile perché vi è troppa gente che non vuole ricondurre al “merito” la politica; perché vede nella valorizzazione del merito, la propria personale sconfitta; la sconfitta di chi “senza meriti” si trova a rappresentare decine di migliaia di persone che neppure conosce ed a gestire un potere che dovrebbe essere affidato a ben altre mani, a ben altre intelligenze, ma soprattutto a ben altri cuori.

E’ con questi valori, non estranei alla migliore tradizione politica italiana, che Generoso Benigni, oggi, si rimette in gioco, raccogliendo vecchi e nuovi amici intorno alla coraggiosa intuizione di “Merito è Libertà”. Lo fa con l’entusiasmo e la passione di chi crede ancora, e nonostante tutto, che la politica possa incarnare nella storia una concreta speranza di futuro (e di riscatto).

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