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La nota – Chi vince e chi perde ad Atripalda

Pubblicato in data: 30/3/2010 alle ore:14:21 • Categoria: EditorialiStampa Articolo

monumento-ai-caduti-21Dallo spoglio delle urne e da una prima analisi del voto ad Atripalda, emergono alcuni dati importanti su cui riflettere.
Innanzitutto il Partito Democratico si conferma primo partito in città: con il 26,37% dei voti e 1354 voti di lista (un +4 rispetto al dato provinciale). La cittadina del Sabato, come il capoluogo avellinese, è ancora una volta roccaforte del Pd.  Nel partito dei Democrat su tutti l’elezione di Rosetta D’Amelio alla Regione (372 voti in città) sancisce la vittoria del consigliere delegato all’urbanistica Luigi Tuccia, che insieme a Antonio Tomasetti ed Enzo Aquino hanno sostenuto la corsa dell’ex sindaco di Lioni.
Il primo cittadino Aldo Laurenzano e il comitato “Atripalda Cammina” (l’ex circolo Civitas), con Penza, Foschi e Troisi, pur esultando per il dato cittadino registrato dal Pd, escono sconfitti avendo puntato su Donato Pennetta che, sebbene risulta il più votato in città con 451 preferenze, non approda alla Regione. 
Il Popolo della Libertà, che in provincia è il primo partito, ancora una volta non riesce a superare il Pd ad Atripalda.
Va male Generoso Cusano (35 voti), che aveva difeso Antonio Prezioso a commissario cittadino del Popolo della Libertà dagli attacchi del Circolo di via Fiume. Franco D’Ercole si ferma a soli 228 voti.
Maria Carmela Valente, portata da Angelo Maietta, ha preso 108 voti. Vola Antonia Ruggiero con  385 voti, eletta alla Regione. Atripalda può dire di avere da oggi una propria rappresentante a Palazzo Santa Lucia: Antonia infatti ha sposato un  atripaldese, Gianni Porcelli, e la mamma è di Atripalda. 
Il “Circolo di via Fiume“, ex dissidenti di Fi, con Attilio Stumolo, Massimiliano Del Mauro, Ermelindo Romano e Mimmo Landi consentono al candidato Vincenzo Lucido (appoggiato dall’onorevole Giuseppe Garagani) di arrivare a solo 244 preferenze nella lista Mpa-Nuovo Psi. Nella stessa lista Generoso Benigni, portato in città dal consigliere Lello La Sala e dalla famiglia Capozzi, raccoglie 152 preferenze. 
Non sfonda l’Udc ad Atripalda che poteva contare su Gerardo e Sergio Capaldo, i consiglieri comunali Paolo Spagnuolo e Antonio Acerra, Santino Barile, Michele Mastroberardino, Flavio Pascorosa, Lello Barbarisi, Gennaro Marena e tanti altri: rispetto al dato provinciale si ferma al 12,11% mentre in Irpinia va oltre il 17% (un – 5% quindi in città). In totale sono 622 voti di lista per l’Unione di Centro: erano attesi invece circa mille voti. Ma il loro candidato, Pietro Foglia, è eletto (in città raccoglie 388 voti).
Bene Italia dei Valori con l’8,53%, +3 punti in più rispetto al dato provinciale.
Buona l’affermazione del grillino atripaldese Francesco Nazzaro, alla sua prima esperienza, che raccoglie 53 preferenze (216 quelle totali in Irpinia) in un movimento che fa flop a livello provinciale e regionale.
Il candidato che ha preso più voti di tutti in città è Donato Pennetta del Pd con  451 preferenze (ma non eletto), secondo l’eletto Pietro Foglia dell’Udc con 388 voti, terza l’eletta Antonia Ruggiero del Pdl con 385 voti, quarta l’eletta al consiglio regionale Rosetta D’Amelio del Pd con 372 voti ed infine quinta Vanda Grassi (l’ex presidente del Piano di Zona Sociale A6 di Atripalda), sempre per il Pd, con 259 preferenze.

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