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L’analisi del voto di Gargani sulle regionali. Strumolo e Del Mauro tra gli interventi

Pubblicato in data: 13/4/2010 alle ore:09:00 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

gargani1«Il problema cardine resta quello dello sviluppo del Mezzogiorno che si sviluppa solo se collegato all’Europa. Se si torna a parlare di partito del Sud si sbaglia, così come se si vuole essere in contrapposizione alla Lega. Bisogna invece federare i partitini avendo un’unica idea guida che è appunto mettere il problema del Sud collegato con l’Europa al centro dell’azione di governo regionale e nazionale. E su questo mi impegnerò nei prossimi giorni avviando un’iniziativa per aggregare tutte le posizioni, liste, movimenti per metterle insieme». E’ questo il messaggio e il metodo da seguire che l’onorevole Giuseppe Gargani lancia in occasione dell’analisi sul voto durante l’incontro promosso dall’associazione «Progetto Sud Europa, La Campania al Centro», ieri all’hotel de La Ville di Avellino. Proprio il deputato di Morra De Sanctis ha concluso i lavori auspicando una federazione tra i piccoli partiti che puntano alla difesa del Sud. «Aspettiamo anche i risultati ufficiali – ha spiegato l’europarlamentare -. Lucido ha presentato ricorso per prospettare all’ufficio circoscrizionale un’interpretazione della legge che lo vedrebbe eletto. Ora dobbiamo attendere come lo interpreterà l’Ufficio elettorale centrale. Siamo perciò vicinissimi anche ad un risultato formale oltre a quello sostanziale già raggiunto con il voto che ha espresso una fetta della popolazione della nostra provincia che non trova comprensione e collocazione nel Pdl. Ci auguriamo ora che a questo risultato di voto intelligente, possa seguire anche quello formale con l’elezione di Lucido a Palazzo Santa Lucia».
gargani2Per Gargani alla Regione c’è necessità «di un governo di discontinuità rispetto al passato e capace di realizzare le cose che con l’associazione Sud Europa vogliamo portare avanti. Non sono mai stato preoccupato della vittoria, che ho sempre ritenuto a portata di mano. Che De Luca potesse rappresentare la maggioranza della popolazione campana mi pareva impossibile. Il problema ora è governare. La difficoltà non era vincere ma è governare».
Una regione, che secondo l’analisi dell’europarlamentare, è rimasta immobile per oltre 5 anni, perdendo il passo anche rispetto alle altre regioni meridionali per «incapacità di governare della sinistra. La macchina è rimasta ferma mentre i problemi si sono aggravati. Un governo che non ha governato, che ha dimenticato le province, pensando solo a Napoli. Ora la sfida nuova e far diventare protagoniste le province e da qui far decollare tutta la regione. C’è bisogno perciò di un gruppo dirigente capace e politicamente avvertito, di grandi professionalità». Per Gargani la risoluzione dei gravi problemi della sanità, dei rifiuti, dello sforamento del Patto di stabilità non può passare attraverso la nomina di tecnici ma «con iniziative politiche. Caldoro ritiene che il problema del Mezzogiorno è un problema importante e di collegarsi all’Europa per fare del Sud un problema nazionale come lo era vent’anni fa. Un problema di cui si deve fare carico anche la Lega».
Gargani perciò dichiara di guardare con fiducia alla formazione dell’esecutivo targato Stefano Caldoro. Su un suo ritorno a Bruxelles infine, il politico di Morra Se Sanctis appare certo: «A giugno avrò il riconoscimento del seggio che l’anno scorso mi è stato tolto».
Ha tracciato un bilancio sull’ultima tornata elettorale anche Vincenzo Lucido, candidato alle regionali nella lista «Per Caldoro Presidente» che dichiara: «Abbiamo conseguito un risultato straordinario senza partito e senza strutture di potere. Siamo stati gli unici a proporre soluzioni ai problemi. Ringrazio tutti e Gargani per l’intuizione di rimarcare la nostra autonomia dal Pdl. Ho presentato ricorso perché in percentuale con 5.10% sono il terzo resto in Regione che elegge 4 seggi per la lista Caldoro».
Questi gli altri interventi. «Abbiamo sentito il dovere di fare un’analisi del voto, cosa che dovrebbe fare ogni partito – ha esordito Antonio De Mizio -. Ci rammarica che non l’abbia fatta il Pdl, un non partito che governando la Provincia fa passi indietro nel consenso. Il nostro risultato è invece soddisfacente».
«Al nostro movimento deve essere riconosciuta una grande dose di coraggio – ha esclamato invece Attilio Strumoloche ha dimostrato di esistere sul territorio nonostante gli ostracismi dei dirigenti del Pdl, che registra invece un risultato molto deludente. Un Pdl assolutamente assente che si riconosce solo in logiche di mero potere. Continueremo perciò a far valere la nostra posizione nel centrodestra affinché il Pdl si renda conto di dover cambiare rotta».
«Non è una novità che il Pdl non fa l’analisi del voto: non l’ha fatta ora dopo le regionali, non la fece dopo le provinciali ne dopo le politiche. Anche perché chi dovrebbe indire la riunione? Cosenza e Cusano che poi si smentirebbero a vicenda? Il Pdl non sfonda, non riesce a riportare a livello locale i risultati che consegue invece in ambito nazionale. Un partito in cui non c’è la volontà di discutere e di selezionare la classe dirigente con il confronto e non con la nomina» infine per il consigliere comunale Massimiliano Del Mauro.

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