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“Gianni, Pierino e il lupo cattivo: gli abusi sui minori. Dalla violenza al disagio”, lunedì convegno alla De Amicis

Pubblicato in data: 23/4/2010 alle ore:10:03 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Convegno abuso sui minori De AmicisGianni, Pierino e il lupo cattivo: gli abusi sui minori. Dalla violenza al disagio“, questo il tema del convegno organizzato dalla Direzione Didattica Statale di Atripalda in collaborazione con la Uisp di Avellino. L’incontro previsto per lunedì 26 aprile alle 16.30 sarà ospitato nell’auditorium della scuola De Amicis di via Roma. Dopo il saluto del Dirigente Scolastico Elio Parziale sono previsti gli interventi di docenti ed esperti, l’insegnante Tina Zirpoli, il professore Domenico Cerullo e l’architetto Carmine Soricelli.

Episodi di violenza sui minori sono ormai all’ordine del giorno e sembra ormai che una sorta di assuefazione regni nel paese: stiamo facendo il callo a tutto, non ci indigna più nulla, il male ci accerchia da tutte le parti e noi come gli struzzi ci rinchiudiamo sempre più nel nostro privato come se non ci riguardasse come se non potesse raggiungerci. Il male può raggiungerci ovunque, sia esso in forma di sopruso, sia di azione malavitosa, sia incuria verso la sicurezza o l’ambiente, sia come violenza sul bene più caro che tutti abbiamo: i figli. Oggi sono proprio i bambini, i famosi cittadini di serie A ad essere bersaglio di attenzioni malevoli di vario genere, la cronaca ogni giorno sciorina le sue ipocrite giaculatorie su neonati uccisi, su bambini rapiti, su minori abusati.
Eppure i rapporti di polizia, le indagini sociologiche parlano chiaro: il maggior numero di episodi di violenza sui minori si consuma tra le tiepide e sicure pareti domestiche: da parte di un genitore, di un familiare, di un intimo amico o delle persone di fiducia a noi vicine.
Il pedofilo è un malato, la violenza stessa è una patologia quando significa incapacità di relazionarsi agli altri nelle forme e nei modo consentiti da un’etica umana superiore. Perché tutto questo accade? Perché ora, nella nostra tecnologica civiltà? Perché a noi, il paese dei figli “piezz ‘e core“? La nostra istituzione scolastica, nel solco delle consuete iniziative dedicate alla sicurezza e non nuova a questo tipo di riflessione, ancora una volta si interroga, ci chiama ad un ripensamento collettivo. Incontriamoci, discutiamo, analizziamo fatti e paure sia per dare un senso al nostro agire, sia perché è solo guardando in faccia la realtà che possiamo provare a controllarla, a dirigere le nostre azioni, a parare certi disastri. Il convegno fornirà a tutti l’occasione di parlare e di confrontarci, modestamente, su tematiche delicate ma attuali.

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