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Terremoto nel Pdl – La nota di Massimiliano Del Mauro

Pubblicato in data: 6/5/2010 alle ore:14:24 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

delmauroHo sentito e risentito il discorso fatto da Fini davanti ad un’improvvisata e non so fino a che punto legittimata assemblea. Non so come veniva gestita AN, sò però come viene gestito il PdL e, oggettivamente, bisogna dire che le cose denunciate dal Presidente della Camera sono, purtroppo, tutte vere. E’ vero che questo è un partito in cui non esiste la dialettica interna, è vero che non è legittimato chi, ai più vari livelli, lo gestisce, è vero che non ha una linea politica, non è ben radicato sul territorio, ha enorme difficoltà a realizzare quanto esposto in campagna elettorale. Spero però non sia drammaticamente vero che non esiste la volontà di correggere questi difetti. Le difficoltà (per non dire gli imbarazzi) che vive Fini a Roma, sono le stesse che si vivono in provincia e ad Atripalda. Credo che tutti coloro i quali hanno oggi un ruolo nel partito e condividono quanto detto dal leader di AN, salvo non vivano nell’ammirazione dei se stessi, non possono non porsi il problema della assoluta mancanza di democrazia interna. Non voglio provocare, nè strumentalizzare il momento oggettivamente difficile che vive il partito, ma ora credo sia necessario ascoltare tutte le anime che fanno parte del PdL, senza mortificazioni ed ostracismi. Organizzare in tempi brevissimi i congressi è, ora più che mai, di vitale importanza. Chiarisco fin d’ora che non sono disponibile a ricoprire ruoli nel PdL atripaldese, quindi non proporrò la mia candidatura a coordinatore e rifiuterei una nomina calata dall’alto perchè sono convinto che chi rappresenta il partito nelle istituzioni deve limitarsi a farlo in quella sede. Mi auguro che Fini ed i suoi amici non vadano via (o se volete non siano messi nelle condizioni di farlo) perchè diversamente sarebbe la fine del PdL. Nella confusione di questi giorni abbiamo notizie anche di un tentativo, chissà fino a che punto autonomo, da parte dell’onorevole La Russa di formare una propria corrente che dovrebbe chiamarsi Nostra Destra ed ha, a mio parere, il malcelato compito di intercettare quanti si avvicinerebbero a Fini per mantenere le condizioni di “silenzio” che le cosiddette correnti potrebbero rompere. Sbagliò il leader di AN a definire metastasi le correnti che sono invece necessarie in un partito che punta al 40%. Le piccole realtà politiche possono identificarsi in una sola persona, ma un partito grande diventa anche un grande partito se riesce sul piano politico e della presenza a rappresentare tutti, uomini e donne, vecchi e giovani, impiegati ed imprenditori, disoccupati o casalinghe. Noi sul piano nazionale abbiamo la fortuna di avere un leader-locomotiva con una capacità che oggi non ha eguali al mondo. Sarebbe folle non farsi trainare, ma farsi schiacciare dalla locomotiva stessa. In Irpinia invece questa figura manca, ecco perche è ancora più incomprensibile questa situazione. Io, come tanti altri amici, reclamo solo spazi per poter fare politica e spero che questo diritto venga riconosciuto a tutti. Diversamente credo si continueranno a perdere pezzi, ed è vero che c’è chi festeggia ad ogni partenza, ma via un mattone oggi, uno domani e crolla il muro con tutta la casa. In conclusione se esistono in questa provincia persone vicine al pensiero di Fini,che condividono la sua richiesta di confronto interno al partito, spero siano coerenti e sono sicuro che avranno la condivisione dei tanti che hanno a cuore le sorti del partito.

 

Massimiliano Del Mauro, Consigliere Comunale

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