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Cinzia Spiniello: “Atripalda, un paese senza memoria”

Pubblicato in data: 15/5/2010 alle ore:10:11 • Categoria: Politica, Sinistra e LibertàStampa Articolo

sinistra-ecologia-e-libertaAtripalda è un paese dalla memoria corta, dove sentimenti essenziali per la vita collettiva come il ricordo, la riconoscenza, la gratitudine e la speranza sono oscurati da una mentalità imperante che impone oblio, egoismoe indifferenza. Un paese senza memoria stenta a riconoscersi e a riconoscere, destina il suo essere a un’anonimità che lo rende banale, privo di personalità, che ti fa sentire lontano dal mondo, come un esiliato in patria. La politica degli ultimi ..diciamo dieci anni, aveva registrato una novità; il post ’68, gli anni del terrorismo, la fine del comunismo con il crollo del muro di Berlino..tutto si era svolto seguendo una scaletta comune in Italia e poi la svolta di Occhetto che decretò la scomparsa del PCI e la relativa scissione, ma ad Atripalda non causò l’effetto per alcuni versi sperato, in blocco i compagni aderirono al mutamento e alla trasformazione da PCI in PDS e pensarono che fosse finita qui. Ed ecco che la storia si fa più recente, due, tre o forse quattro uomini, poco importa, credettero che un’esperienza non si fosse conclusa e che il comunismo rimanesse ancora l’unico modello di società futuribile, così diedero vita ad Atripalda al PRC. Questa è la storia fatta da chi ha lasciato, a differenza di chi pensa il contrario, tracce indelebili. Tracce di mutamento che in quegli anni si sono avute in questo paese; non le costruzioni di cattedrali nel deserto, perchè quelle sono toccate a chi di volta in volta si è avvicendato sui banchi consiliari, ma di voci libere, critiche, che avevano rotto una sorta di pensiero unico che si era impossessato della politica atripaldese. Non lo chiameremo coraggio, la chiameremo necessità, imposta dai tempi, quelli in cui coloro che si erano contrapposti per lunghi anni ritenendosi nemici politici ,finalmente appagati potevano mettersi insieme, finalmente ciò che avevano intravisto da lontano: il potere, era a portata di mano ..bastava allungarla…la mano. Conoscete il gioco infantile che si compie con le dita della mano? Vola gigino..vola gigetto? Ecco questa, per un usare una metafora comprensibile a tutti come un gioco di bambini, è stata la politica atripaldese di questi ultimi anni e ci dispiace solo per chi ancora non l’avesse capito…ma capirà. Dieci anni e passa in cui un manipolo di uomini, non asserviti al potere, hanno svolto la funzione di informazione, di protesta, causando non pochi problemi a chi pensava di governare indisturbato. Si ritornava a fare la politica, quella di strada, volantinaggi, banchetti, comizi, dibattiti, raccolte firme, su e giu instancabilmente per le strade, nei vicoli e nelle piazze, senza mai chiedere in cambio nulla…neanche i voti!!! Negare tutto questo è negare la storia. Sicuramente avremmo commesso tanti errori, errori che ci sono costati cari, anche a livello personale, sicuramente siamo sembrati più un’armata di brancaleone che un’esercito di Napoleone, sicuramente, per tutti quelli che riferendoci alla premessa hanno la memoria corta, siamo già dimenticati, ma noi siamo ancora qua, non lasciamo, non abdichiamo, non dimentichiamo,anzi rilanciamo, come direbbe uno scaltro giocatore di poker. C’è un nuovo progetto politico, che parla di sud, che parla di mezzoggiorno, che parla in dialetto pugliese, c’è la fabbrica di Nichi Vendola, che è capace ancora di ridare speranza, entusiamo, dignità ai cittadini, che è capace di trascinare la parte buona del paese, quella che non vuole smettere di lottare, di credere ancora che un futuro migliore non è solo una necessità, ma un’imposizione dei tempi per le future generazioni. Il nostro sguardo cari “colleghi”, a differenza del vostro, è lo sguardo di chi impegnato in una corsa a staffetta è concentrato a guardare avanti, ma pronto a girarsi indietro e a consegnare il testimone.

Cinzia Spiniello– Sinistra Ecologia e Libertà – Atripalda.

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