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Caos mercato, rischio chiusura a oltranza. Fumata nera nella riunione al Comune. L’Amministrazione presenta istanza di revoca al Tar. L’Ascom: riportiamolo dov’era. L’opposizione: si convochi il consiglio comunale

Pubblicato in data: 3/9/2010 alle ore:11:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

incontro amministratori commerciantiNel giorno dello stop al mercato del giovedì ad Atripalda si acuisce il braccio di ferro tra Amministrazione comunale e l’imprenditore Attilio Strumolo.
La maggioranza targata Laurenzano, attraverso il proprio legale, professor Michele Sandulli, ha presentato istanza di revoca del provvedimento del presidente del Tar di Salerno per illegittimità che aveva sospeso l’efficacia della delibera di consiglio comunale sulla delocalizzazione della fiera a parco delle Acacie e sulla chiusura al traffico veicolare di via San Lorenzo.
Restano così lontane le posizioni tra Comune ed aziende private ricorrenti (Prosidea Spa e Alto Carburanti Srl), che dalla chiusura di via San Lorenzo si sono dichiarate danneggiate economicamente ma che anche ieri sera, attraverso l’impreditore Strumolo, hanno confermato la propria disponibilità nell’individuare una soluzione concordata che eviti lo scontro giudiziario.
Non è servita la lunga riunione di ieri sera svoltosi a Palazzo di Città tra amministrazione, rappresentata dagli assessori Di Pietro e Aquino, con le associazioni di categoria e le rappresentanze dei commercianti senza posto fisso (Vincenzo Speranza di AssoCampania, Giuseppe Innocente della Confcommercio, Rino Bilotto di Unimpresa e Gerardo Iannaccone di AssoCia).
Assente per l’intero svolgimento dell’incontro il sindaco Laurenzano. Presenti, invece, numerosi consiglieri comunali d’opposizione (Antonio Prezioso, Raffaele La Sala, Antonio Acerra, Massimiliano Del Mauro e Antonio Iannaccone) e lo stesso imprenditore ricorrente Attilio Strumolo.
E così dopo un primo giovedì senza mercato, quello di ieri appunto, si concretizza il rischio che la fiera possa non svolgersi fino al prossimo 23 settembre quando il Tar di Salerno dovrà pronunciarsi in camera di consiglio sul decreto del presidente del Tar.
incontro amministratori commerciantiNella riunione di ieri è emersa la rabbia degli ambulanti. «Per la città di Atripalda rappresenta un giorno triste – commenta Rino Bilotto di Unimpresa -. Una chiusura che potrebbe durare a lungo. Le responsabilità sono dell’Amministrazione comunale che non si era costituita al Tar. Non si possono perdere oggi 200 posti di lavoro e mettere sul lastrico 200 famiglie. Il danno che si arreca non riguarda solo gli operatori commerciali ma anche la cittadina del Sabato, perché un mercato porta valore aggiunto alla città». La Confcommercio, rappresentata da Peppino Innocente, ha proposto «a tutela dell’antica fiera, che il mercato si svolga nei luoghi antecedenti alla delocalizzazione, onde evitare di arrecare ulteriori danni agli operatori e consentire di fornire il servizio alla città. Un mercato deve essere pedonale di conseguanza nell’attuale collocazione non si può più fare. Con un pò di lavoro e buona volontà poteva ritornare al centro. Così si sta creando un pericoloso precedente che rappresenta il fallimento di tutto il consiglio comunale».
Innocente non lesina critiche a tutto il consiglio comunale, maggioranza ed opposizioni, per il disastro annunciato che potrebbe comportare la fine della storica fiera del giovedì in città. «Il fallimento è di tutto il consiglio comunale – attacca Innocente – sia maggioranza che opposizioni. Questo i cittadini lo debbono sapere. Una scelta scellerata». 
 «Non possiamo aspettare più di tanto – ironizza Stabile Filippo in rappresentanza degli ambulanti autonimi -. Mentre il medico studia, l’ammalato muore». 
«Quella del decentramento è una situazione comune a centinaia di paesi in Italia – dichiara il vice sindaco Enzo Aquinouna scelta amministrativa dovuta a motivazioni di ordine igienico-sanitario e di sicurezza voluti dal ministro Sirchia nel 2003. Nel caso in cui l’Amministrazione dovesse soccombere in giudizio, allora ci attiveremo per trovare un’altra allocazione per la fiera». 
L’assessore al Commercio invece chiede scusa ai commercianti e alla città per il mancato svolgimento della fiera. Ripercorre tutto l’iter sin dal 3 settembre 2009 con l’ispezione dei Nas. «Abbiamo sempre lavorato per garantire il mercato in un periodo di crisi generale – dice Elio Di Pietronon ci siamo costituiti in giudizio al Tar per un ritardo della macchina amministrativa e un contemporaneo giudizio sorprendentemente veloce del Tribunale amministrativo di Salerno. Alla decisione del Tar abbiamo subito fatto opposizione al Consilgio di Stato. Pensavamo che la questione si potesse risolvere, dato che la chiusura della strada era solo per poche ore a settimana, la controparte, invece, ha voluto procedere». 
«L’Amministrazione cerca ora di giustificare la propria condotta – risponde Attilio Strumoloma, mesi fa, quando ho capito le intenzioni comunali ho contattato il sindaco e gli assessori Aquino e Tomasetti per dare la mia massima collaborazione per trovare un accordo e non chiudere la strada attraverso un ampliamento e un adeguamento della stessa. Vi avevo detto: non costringetemi a difendermi. Ma voi mi avete trascinato per i capelli. La nostra attività in via San Lorenzo ha dato lustro alla zona, rendendola vivibile. Dove prima c’era un deposito giudiziario e carcasse di auto vecchie ora vediamo un’area vivibile e di passaggio. Per quanto riguarda le ore di chiusura al traffico il giovedì, la realtà è diversa: esiste un effetto espansivo che coinvolge chi non è locale, un effetto che, creando confusione sulla giornata del mercato, spinge le persone non atripaldesi a non passare a priori su questa strada. Ciò per l’azienda si tramuta in danni seri. E’ la prima volta che mi trovo a parlare qui, perchè prima non mi avete mai convocato, nonostante avessi comunicato le mie intenzioni e il risultato del 31 agosto avvalora e dimostra le mie ragioni. Non facciamo muro contro muro». «Qui viene elusa una questione vera che riguarda un’area a vocazione industriale – dice Raffaele La Sala -. La data del 23 settembre è solo una data fittizia, interlocutoria con la disucssione nel mertio che potrebbe slittare oltre. E nel frattempo cosa succede? Cosa succederà dopo? In che modo l’Amministrazione mi vuole coinvolgere? Chiedo consiglio comunale». Ricompattata, infatti,  la minoranza, i sette membri hanno fatto richiesta di convocazione urgente di civico consesso per discutere dello scottante argomento.
In mattinata era rimasto vuoto parco delle Acacie e via San Lorenzo: nel giorno della sospensione del mercato forte era la rabbia: monta la delusione e la paura dei commercianti per l’incertezza del proprio futuro. «E’ inammissibile un comportamento del genere da parte dell’Amministrazione – dichiara il capogruppo consiliare Massimiliano Del Mauro -. E’ scellerato che davanti alla possibilità di comporre bonariamente la controversia, l’Amministrazione preferisca continuare il braccio di ferro, ignorando ogni tipo di appello alla mediazione. E’ necessario chiarire di chi sono le responsabilità di questa scelta effettuata senza possibilità di dialogo lo scorso 23 novembre. Era un dovere cercare un accordo con la controparte e una grave colpa aver ignorato ogni appello di dialogo». «Un disastro previsto ormai da un anno – continua Paolo Spagnuolo, consigliere comunale in quota Udc – siamo arrivati oggi alla chiusura del mercato a causa delle scelte di chi è in maggioranza, chi ha sbagliato deve pagare, ci dovremmo aspettare le dimissioni dell’assessore al Commercio Elio Di Pietro».

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