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La morte del mercato del giovedì, la nota di Antonio Prezioso

Pubblicato in data: 7/9/2010 alle ore:10:53 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

mercato-sospeso5Molto spesso negli ultimi giorni mi sono ritrovato a pensare a cosa sarebbe successo se il Consiglio Comunale di Atripalda avesse recepito il referendum consultivo sul mercato e disposto il ritorno dei commercianti nelle aree che storicamente hanno occupato il giovedì, ovvero piazza Umberto I e strade adiacenti. Innanzitutto avrebbe significato che la mia linea sarebbe stata maggioritaria (ricordo che in quella seduta io votai per il ritorno in piazza), ma purtroppo la ferma convinzione della maggioranza di centrosinistra, unito all’incertezza di alcuni consiglieri comunali di minoranza, hanno fatto sì che il mercato fosse delocalizzato ai confini con Avellino in quella strada, via San Lorenzo, che oggi è al centro di un contenzioso giudiziario tra amministrazione e un imprenditore che si sente in qualche modo danneggiato dalla chiusura di 5 ore della strada al traffico veicolare.
Ma come è “noto” con i “se” e con i “ma” non si è scritto la storia. Ed eccoci qui alle prese con l’ennesima “grana atripaldese” che giovedì scorso ha portato alla sospensione del mercato. Tante parole, tante chiacchiere e tante carte sono state mandate in giro. In un incontro con le associazioni di categoria dei commercianti ambulanti, si è più che altro celebrato un processo, nella sede sbagliata però, dove sono state spiegate le posizioni di tutte le parti in causa, ma nessuno è stato in grado di dirci cosa accadrà giovedì prossimo, se i commercianti devono approvvigionarsi di merce e se i cittadini atripaldesi possono programmare una capatina al mercato per fare le proprie compere alimentari e non, nessuno ci ha spiegato cosa accadrà nell’attesa che la giustizia amministrativa si esprima nel merito della vicenda e parliamo di mesi. Purtroppo questa incapacità di affrontare le cose nel giusto modo, questa incapacità di programmazione e gestione sono il leit motiv di questa Giunta che ormai ci ha abituato ai suoi sfaceli. Ma questa volta la posta in campo è altissima, in quanto non parliamo di tutelare un singolo imprenditore, l’amministrazione o i commercianti che animano la fiera del giovedì, ma parliamo di una TRADIZIONE, di un TRATTO CARATTERISTICO della nostra città, stiamo giocando con l’esistenza dello storico Mercato del giovedì di Atripalda, che nei decenni ha contribuito ad accrescere la fama di Atripalda come città a vocazione commerciale, che per anni ha contribuito ad attirare gente da tutta la provincia, ha contribuito a fare da vetrina per i nostri siti culturali e anche per le attività commerciali a posto fisso.
Ormai ben poche cose caratterizzano in positivo Atripalda, l’ultima la sta sopprimendo lentamente una classe dirigente miope che, chissà per quale ragione ha deciso di marginalizzare questa tradizione centenaria al grido di “ormai la gente va nei supermercati”. Tanto che qualcuno ipotizza una precisa strategia di “assassinare” questa tradizione proprio col fine di favorire i supermercati atripaldesi che evidentemente danno lavoro alle uniche persone che stanno a cuore a questa amministrazione. Vox populi. L’atteggiamento dell’amministrazione comunale è agghiacciante, dopo non aver avuto la “capacità” di nominare, in tempo utile, un legale che tutelasse i nostri interessi dinanzi al TAR, determinando in tal modo il decreto di sospensione della chiusura al traffico della strada e successivamente la dichiarazione di nullità della delibera di consiglio comunale che trasferiva il mercato nell’attuale sede, giovedì scorso, “più veloce della luce”, a mezzogiorno produce, fa stampare e poi affiggere i manifesti che rassicurano tutti gli atripaldesi sull’intenzione di voler tutelare e difendere il Mercato, additando il malvagio imprenditore che vuol far chiudere il Mercato.
Ormai è chiaro a tutti che siamo di fronte alla pura incapacità di chi ci amministra e che l’ennesima debacle dovrebbe indurre la Giunta intera a fare un passo indietro e togliere il disturbo rassegnando le dimissioni, perché vorrei ricordare che, assassinato il Mercato del giovedì, ben poco resterà da amministrare ad Atripalda.

Antonio Prezioso
Consigliere Comunale Atripalda

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