sabato 18 novembre 2017
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Prezioso lascia il Pdl per aderire a Futuro e Libertà di Fini. Le ragioni in una nota

Pubblicato in data: 13/9/2010 alle ore:15:24 • Categoria: Politica, Futuro e Libertà per l'Italia, PdlStampa Articolo

antonio-preziosoAntonio Prezioso sceglie Fini, ufficializzate sabato le dimissioni dal Pdl. Dopo il discorso del Presidente della Camera a Mirabello, il commissario cittadino del Pdl ha le idee chiare. Giovedì scorso, infatti, nella sede del Pdl cittadina di via Sant’Ippolisto si è tenuto l’incontro tra militanti ed ex dirigenti di Alleanza Nazionale provenienti da tutto il territorio provinciale. Vertice decisivo, guidato da Prezioso, per la nascita del nuovo movimento Futuro e Libertà per l’Irpinia, nuovo punto di riferimento per tutti coloro che pensano che dopo Mirabello, il Pdl non esista più. Resta  la volontà di fondo di continuare ad agire in sintonia con le rappresentanze istituzionali del Popolo della Libertà per rafforzare il centrodestra locale.

Di seguito la lunga nota in cui spiega i motivi di questa scelta, in linea, peraltro, con quelle di molti altri ex appartenenti alla vecchia An. 

“È innegabile che a Mirabello alla festa di Futuro e Libertà, l’intervento di Fini ha cambiato le sorti e la natura del Pdl. Partito nato dalla fusione di An e Fi ma che man mano ha sempre più assunto l’aspetto di una F.I. allargata, come ha affermato lo stesso Fini. Purtroppo il maggior partito italiano, forse perfetta macchina elettorale, non è riuscito ad assumere la strutturazione o almeno le sembianze di un partito come lo concepisce chi proviene dall’esperienza di Alleanza Nazionale. Un partito strutturato con una gerarchia ben precisa, con ruoli ben definiti, che tralasciando la fase iniziale, ovviamente gestita con nomine dirette, si sarebbe dovuta preparare al momento congressuale, innanzitutto con un tesseramento. Cosa che a quanto mi risulta è restato un momento affidato solo alla virtualità. Gianfranco Fini con la sua presa di posizione, non ha fatto altro che far venire alla luce una situazione di scollamento esistente nel Pdl, cosa che anche ad Avellino abbiamo potuto facilmente notare: tutta la campagna elettorale delle ultime Regionali si è condotta con due sedi che non erano altro che quelle precedenti di Fi e An. Situazione che simbolicamente incarnava lo stato del partito. Diciamocelo francamente la reale amalgama tra i due schieramenti non si è mai realizzata.
Sempre nel discorso di Mirabello Fini ha evidenziato le grosse lacune di un governo che si è dimostrato troppo piegato al volere della Lega di Bossi, che essendo un partito regionale non fa altro che chiedere ed ottenere favori per le regioni che rappresentano il suo bacino elettorale. Troppo evidente è la mancanza di una politica a favore del mezzogiorno, non intesa come neoassistenzialismo, ma come una politica che miri a colmare quel gap che lo divide dal resto d’Italia e che un federalismo dettato dalla Lega Nord rischia di aumentare. Tanto, troppo tempo speso per un inutile, quanto non prioritario dibattito sulle intercettazioni, sul legittimo impedimento, sul processo breve, quando siamo di fronte ad un’economia nazionale stagnante. Il presidente Fini ha anche ribadito che non sarà lui ed i deputati che lo hanno seguito a far mancare la fiducia al Governo e soprattutto al programma sottoscritto alle ultime elezioni, solo che lo continuerà a fare come alleato e non come parte organica del Pdl, dal quale è stato allontanato con un documento dell’ufficio di presidenza del partito, che ha simili solo nel Pcus. Questi gli argomenti dibattuti e affrontati nella riunione tenutasi giovedì 12 ad Atripalda presso la sede di via San Ippolisto, dove numerosi convenuti da tutta la provincia, provenienti da passate esperienze in An hanno deciso di dar vita al movimento Futuro e Libertà per l’Irpinia, onde costituire un punto riferimento per quanti pensano che dopo Mirabello il Pdl è diventato un’altra cosa. Inoltre è stata ribadita la vicinanza, la sintonia e la voglia di collaborare con i rappresentanti istituzionali del Pdl, onde rafforzare il centro destra nella nostra provincia, negli enti locali e nelle varie istituzioni
“.

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