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La nota – Sul mercato prevalga la ragionevolezza

Pubblicato in data: 22/9/2010 alle ore:09:18 • Categoria: EditorialiStampa Articolo

Ci siamo. Manca solo un giorno al 23 settembre quando il Tar di Salerno dovrà pronunciarsi nel merito, si spera, sulla chiusura al traffico di via San Lorenzo il giovedì mattina e pochi giorni al 28 settembre per la discussione in appello al Consiglio di Stato riguardo la sospensione della delibera di consiglio comunale con la quale fu deciso a novembre lo spostamento della fiera e del provvedimento di chiusura al traffico di via San Lorenzo.
Uno spostamento legato al sopralluogo dei Nas che, sollecitati da esposti di cittadini alla Procura, avevano decretato l’inidoneità dal punto di vista igienico-sanitario dell’ area di contrada Santissimo ad ospitare gli alimentaristi.
Un decisione che doveva avere carattere temporaneo e che invece ha infilato l’Amministrazione comunale, il Consiglio tutto e la città in una querelle giudiziaria che dopo due mesi appare ancora senza via d’uscita ed il cui esito è stato solo quello di impedire lo svolgimento della fiera per ben tre giovedì di seguito. E domani sarà il quarto giovedì senza mercato. Un fatto mai accaduto prima nella storia. Un duro colpo che ne mette a rischio la stessa esistenza ed importanza.
Prima che si scriva perciò la parola fine ad una storia centenaria prevalga la ragionevolezza. Prima di proseguire nel braccio di ferro non si faccia cadere nel vuoto la disponibiltà del privato ricorrente a ricercare una soluzione che possa accontentare tutte le parti in causa.
Oppure si apra subito una discussione in consiglio comunale su dove ubicarlo, senza mortificare ulteriormente l’esito del primo referendum consultivo della cittadina del Sabato. 
Al più presto c’è bisogno anche di un intervento chiaro e deciso che vada nella direzione di razionalizzare la fiera. In questi  anni sono mancati i controlli a contrada Santissimo, così come sono mancati oggi a via San Lorenzo. Si facciano rispettare i regolomenti approvati.
In questo momento la città non ha bisogno di altre tensioni.

A. P.

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