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Al via la vendita degli alloggi comunali in via San Giacomo. Adamo: «Facciamo cassa risparmiando i costi di manutenzione»

Pubblicato in data: 12/1/2011 alle ore:12:39 • Categoria: ComuneStampa Articolo

case-popolari-via-san-giacomo2 Al via le procedure di vendita degli alloggi popolari Erp in via San Giacomo ad Atripalda.
Alla base della decisione di procedere alla dismissione degli immobili la volontà dell’Amministrazione comunale di fare cassa e risanare il bilancio pubblico. La vendita riguarda in tutto trentadue alloggi e 29 box-garage. Il ricavato della cessione sarà utilizzato per il 75% per finanziare piani di recupero che soddisfino le necessità abitative del territorio. La restante parte del ricavato della vendita sarà invece utilizzata per ripianare il deficit delle casse comunali.
Un piano di alienazione da 1,4 milioni di euro che riguarda 32 alloggi di via San Giacomo e 29 box-garage di via Fiumitello. Prezzi bassi ed agevolazioni per gli attuali 32 assegnatari delle case comunali: il prezzo medio di vendita ad abitazione si aggira infatti sui 45mila euro e gli assegnatari potranno inoltre acquistare le case con pagamenti agevolati e dilazionati. Ventinove appartamenti sono ubicati in via San Giacomo, altri tre appartamenti in via Fiumitello. «La vendita degli alloggi popolari di via San Giacomo consentirà al Comune di Atripalda di risparmiare i costi di gestione e manutenzione. Tali uscite, infatti, erano nettamente superiori alle entrate soprattutto perché i canoni di locazione sono bassissimi. In questo momento sostenere questa spesa è impossibile per qualunque ente pubblico», così l’assessore delegato al Patrimonio Luigi Adamo.
«A queste esigenze si unisce quella dell’Amministrazione comunale di fare cassa, alla luce delle indicazioni dello Stato che, indipendentemente dalla volontà dei Comuni, offre la possibilità agli assegnatari regolari di alloggi popolari che vi abitino da almeno cinque anni di riscattare l’appartamento – continua l’assessore Adamo – anche per quanto riguarda i prezzi, che oscillano tra i quaranta e i cinquantamila euro, non è il Comune o l’Amministrazione a decidere ma lo Stato. Vorrei chiarire che quella che da molti è stata definita una vendita, in realtà è un riscatto vero e proprio. Tant’è che non si è proceduto alla realizzazione di un bando di vendita ma è stato pubblicato un elenco dei soggetti che potevano sfruttare tale possibilità perché in possesso di caratteristiche particolari. Per quanto concerne il prezzo, lo stesso non è certamente quello di mercato ma è stabilito dalle rendite catastali degli immobili stessi. E’ quindi logico e normale che il rapporto sia ben diverso tra questi e altri immobili della stessa grandezza e qualità». Un discorso simile potrebbe essere applicato anche per gli alloggi di contrada Alvanite, anche se con modalità diverse: «Per fare la stessa cosa anche ad Alvanite si dovrebbe prendere una posizione politica ben precisa soprattutto perché la condizione di molti appartamenti non è delle migliori. La tecnica di costruzione, infatti, non è la stessa di quella adoperata per gli appartamenti di via San Giacomo che sono di qualità superiore. E’ una situazione molto complessa. Va detto, comunque, che come Amministrazione abbiamo fatto prendere coscienza a tutti gli assegnatari di essere in tale condizione e abbiamo deliberato che chi voglia agire direttamente sugli immobili con lavori a scopo manutentivo lo può fare facendo domanda all’ufficio tecnico che è in possesso di un prezziario. I costi degli interventi saranno decurtati dai canoni degli alloggi».

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