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Legittimo impedimento bocciato in parte dalla Consulta. Sarà l’atripaldese Sabino Cassese a scrivere le motivazioni

Pubblicato in data: 13/1/2011 alle ore:21:21 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

sabino-casseseDalla Consulta arriva un “no” parziale alla legge sul “legittimo impedimento” per il premier Silvio Berlusconi.
La Corte Costituzionale, con una decisione che in parte boccia e in parte interpreta alcune norme, pone paletti alla legge nata per mettere temporaneamente al riparo il premier Berlusconi dalla ripresa dei suoi tre processi (Mills, Mediaset e Mediatrade).
In particolare, la Consulta ha bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull’impedimento e l’obbligo per il giudice di rinviare l’udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell’art.1 della legge 51 del 2010. E ha bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del “legittimo impedimento”.
Le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale saranno scritte dall’atripaldese Sabino Cassese (foto), giudice della Consulta. Cassese nasce ad Atripalda il 20 ottobre 1935. giurista italiano, attualmente giudice della Corte costituzionale. È considerato uno dei maggiori esperti di diritto amministrativo, ma ha svolto anche ricerche di storia amministrativa e del pensiero giuridico, di scienza dell’amministrazione, di diritto pubblico dell’economia e di diritto comparato: raccogliendo il testimone dai grandi maestri della dottrina amministrativistica italiana (ed in particolare da Massimo Severo Giannini) ha realizzato un precipitato di apertura del diritto alle altre scienze umane che ha reso particolarmente originale la fortunata scuola riunitasi intorno a lui negli anni ottanta e novanta a Roma. Da essa è uscita non soltanto una “covata” di accademici promettenti ma anche pluralità di generazioni di pubblici amministratori che hanno “fecondato” delle concezioni del loro maestro tutte le amministrazioni centrali e periferiche italiane, oltre ad importanti organizzazioni internazionali. La tribuna per tali teoretiche – che hanno ricevuto una prima sistematizzazione nel progetto Finalizzato sull’Organizzazione ed il Funzionamento della Pubblica Amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR – è stata il «Giornale di diritto amministrativo» e la «Rivista trimestrale di diritto pubblico», da lui diretti per molti anni.
Ha contribuito in maniera importante al miglioramento dell’amministrazione pubblica europea, nella veste di Presidente dell’European Group of Public Administration dal 1987 al 1991, collaborando poi con l’OCSE alla riforma delle amministrazioni pubbliche dei paesi dell’Europa centrale ed orientale.
Ha fatto parte e presieduto commissioni ministeriali di studio o di indagine ed ha diretto vari progetti di ricerca e di analisi del Consiglio Nazionale delle Ricerche. È stato Ministro della Funzione Pubblica del 50° governo della Repubblica italiana, presieduto da Carlo Azeglio Ciampi, dal 28 aprile 1993 al 10 maggio 1994.
Tra le cariche pubbliche conseguite nella parte conclusiva della sua carriera accademica, si segnalano (dal 2000 al 2005) l’inclusione nel Consiglio di Amministrazione di Autostrade S.p.A. e nel Consiglio Generale delle Assicurazioni Generali, nonché – proseguendo un’esperienza intrapresa decenni prima con la nomina a commissario straordinario della Cassa di risparmio di Calabria e Lucania (1985 – 1989) e la presidenza della Cassa di risparmio di Roma-Factoring (1989 – 1993) – la presidenza del Banco di Sicilia.
Dal 2004 al 2005 è stato anche membro del Consiglio di amministrazione di Lottomatica e presidente della Fondazione Autostrade.
Nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica Ciampi il 4 novembre 2005, giura il 9 novembre 2005.

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