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Lotta all’evasione tributaria, inviati 300 avvisi di accertamento per 250 mila euro

Pubblicato in data: 29/1/2011 alle ore:12:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

piazza-umberto-i1Lotta all’evasione tributaria ad Atripalda, dalla verifica sugli immobili inviati oltre 300 avvisi di accertamento per 250 mila euro.
I controlli in corso sugli stabili nella cittadina del Sabato ai fini della riscossione di Tarsu, Tosap ed Icp (imposta comunale sulla pubblicità) stanno iniziando a produrre i primi frutti. Sono stati infatti spediti accertamenti per circa 250mila euro.
La task-force realizzata dall’Assessorato al Patrimonio, ha il compito infatti di effettuare sopralluoghi presso le unità immobiliari private site sul territorio comunale alla ricerca di quelle che sfuggono in parte o totalmente all’imposizione fiscale, in quanto accatastati in modo non conforme alla realtà oppure alle destinazioni d’uso reali o addirittura per niente accatastati.
municipioLa verifica elaborata dall’assessore Luigi Adamo in collaborazione con il secondo settore economico-finanziario dell’Ente, diretto dal dottor Paolo De Giuseppe ed il responsabile dell’ufficio tributi Walter Iannaccone, sta riguardando la Tarsu (Tassa per la raccolta e smaltimento dei rifiuti), la Tosap (Tassa Occupazione spazi ed aree pubbliche) ed infine Icp, imposta comunale sulla pubblicità. Nel mirino negozi, case, garage e cantine.
Un complesso progetto approvato dall’esecutivo comunale che si pone quindi l’obiettivo di evitare che vi siano immobili che sfuggono in parte o totalmente all’imposizione fiscale.
I cittadini che hanno ricevuto l’avviso hanno sessanta giorni di tempo per pagare, abbattendo così le sanzioni per il 75%, oppure di produrre presso l’ufficio reclamo di Palazzo di città la documentazione idonea che attesti il regolare pagamento di quanto dovuto.
L’obiettivo, non dichiarato però dall’ufficio tributi, è di poter riuscire ad incassare un gettito complessivo di un milione di euro dalle verifiche, in base alla proiezione dei dati forniti dalla rilevazione svolta su un quarto del territorio comunale.
Gli anni passati al setaccio sono quelli che vanno dal 2005 al 2009 e gli uffici prevedono di riuscire a definire tutto entro la fine di quest’anno.
Dai primi trecento avvisi inviati quello che emerge è che accanto ad evasori parziali, in città ci sono evasori tributari totali che finora non hanno mai pagato un euro di imposta al comune.
luigi-adamo«Stiamo cominciando a vedere i primi frutti – afferma soddisfatto l’assessore al Patrimonio, Luigi Adamo (foto) – su un controllo che sta interessando non solo famiglie, ma anche interi settori. Sono soddisfatto del lavoro svolto dagli uffici e dal personale, con un riscontro puntuale casa per casa e verifiche sul posto. Di quest’azione l’importante non è solo l’accertamento del pregresso, ma di poter disporre finalmente di una banca dati aggiornata ed allineata rispetto al passato. Sicuramente non solo ci interessa che alla fine dell’operazione ci sia una maggiore liquidità possibile, ma che venga ristabilita equità e correttezza tra chi ha avuto sempre la buona fede di farsi carico di pagare e chi, anche in buona fede, non ha pagato in parte o in tutto».
Tuttavia non mancano lamentele e proteste sulle modalità di rilevazione effettuate. «E’ chiaro che ci possono essere degli errori su un’operazione così vasta – conclude Adamo – ma ciò che sta venendo fuori è quello che ci aspettavamo: che le banche dati del Comune erano un pò datate sia per il mancato aggiornamento in questi anni che per la non correttezza dei dati contenuti. Infatti oggi si sono evolute le tecniche di misurazione, dalle quali sono emerse una serie di evasori che non hanno dichiarato somme abbastanza cospicue».

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