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I martiri delle foibe, incontro ad Avellino questo pomeriggio promosso da Generazione Futuro

Pubblicato in data: 10/2/2011 alle ore:09:30 • Categoria: Attualità, Politica, Futuro e Libertà per l'ItaliaStampa Articolo

salme_foibeGenerazione Futuro Avellino (movimento giovanile di Fli) terrà giovedì 10 febbraio 2011 ore 18 al Centro Sociale “Samantha Della Porta” una video-conferenza dal titolo “I giovani s’interrogano” che avrà come tema i martiri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata in occasione della giornata di commemorazione nazionale dell’evento.
Sarà l’occasione per fare chiarezza su questo sterminio il più delle volte trascurato dalle pagine di storia e a cui noi, giovani di Fli, abbiamo deciso di dare una giusta e dignitosa attenzione.
Per l’evento sono stati invitati a partecipare tutti i movimenti giovanili presenti ad Avellino: “Questo perché noi amiamo confrontarci anche con chi ha idee diverse dalle nostre, siamo felici che tutti i ragazzi sia di destra che di sinistra stiano rispondendo in maniera positiva, ciò a testimoniare che non ci si può dividere anche sul ricordo di nostri connazionali morti per assurde idee  – così commenta il Coordinatore provinciale di Generazione futuro Paolo Paradiso, che aggiunge: “Bisogna che nulla, della nostra storia, del nostro passato vada dimenticato, il futuro non dimentica è il motto dei giovani futuristi. E’ necessario creare una memoria sociale che dia dignità e coscienza alle generazioni che verranno. Invito, perciò, tutti i giovani a partecipare allevento perché finalmente riescano a ritagliarsi lo spazio che spetta loro e che permetta un dialogo costruttivo aperto a tutti”.

preziosoAnche Antonio Prezioso (foto), consigliere comunale di Atripalda di Fli, vuole ricordare la tragedie delle foibe, “Una volta tanto mi sento orgoglioso di fare parte di questo consiglio comunale. È ormai qualche anno che Atripalda celebra la Giornata del Ricordo, affiggendo in questa data un apposito manifesto ed è il segno più tangibile del superamento di antiche contrapposizione ideologiche su argomenti come questo, la cui memoria deve essere patrimonio comune di ogni parte politica Istituita nel 2004 la Giornata del Ricordo, mira a “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Dopo tanti anni di assordante silenzio da parte dei libri di storia e dello Stato su una delle più tragiche vicende della Seconda Guerra mondiale, finalmente si è cominciato a far luce sulla strage di tanti innocenti trucidati al confine orientale e sull’esodo di 350.000 italiani costretti ad abbandonare le terre natia di Fiume, Istria e Dalmazia per sfuggire alla repressione dei partigiani del Maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica attuata nei confronti dei cittadini italiani“. A tal proposito il consigliere ricorda un brano pubblicato dall’associazione il 10 febbraio:
“Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una foiba, seppelliti vivi tra i morti. Perché si risparmiassero le pallottole. Ricordo maestri, preti, soldati, operai, studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole, in strada, in chiesa, in casa propria. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d’Italia. Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. Ricordo quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall’accusa di sterminio per aver operato in territorio “extranazionale” o mai neanche processati. Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell’Istria, della Dalmazia. Costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Ricordo migliaia di persone scomparse nel nulla che l’Italia, l’Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. Ricordo il silenzio degli storici di partito e l’omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero. Il 10 febbraio di ogni anno, nel “Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano – dalmata e delle vicende del confine orientale” io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento a questi Figli d’Italia troppo a lungo dimenticati. Io ricordo. E tu?”

 

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