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Comitato di quartiere Alvanite, il presidente Massimo Marrano rassegna le dimissioni in una lettera aperta

Pubblicato in data: 17/2/2011 alle ore:10:31 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

massimo_marranoCari cittadini, caro sindaco, cari Amministratori e Consiglieri tutti, scrivo queste parole per comunicarvi che non ci sono più presupposti per continuare a compiere il mio ruolo di presidente di Comitato di Quartiere.
La decisione di queste dimissioni non è stata semplice ma quando il “governo” scappa dalla sue responsabilità non resta altro da fare.
Da quando il Comitato si è inserito non ha dovuto solo combattere con le problematiche del Quartiere ma ha dovuto combattere – soprattutto – con un’amministrazione interessata per demagogia alla soluzione dei problemi di una contrada esclusa, allontanata dalla vita cittadina senza alcuna colpa.
Quando il comitato ha iniziato a dare prova di “autonomia di pensiero” – ovvero, quando è diventato scomodo – è stato gradualmente allontanato fino all’emarginazione.
I “poteri” principali attribuiti ad un Comitato di quartiere sono quelli consultivi e propositivi ma quando viene negata la partecipazione alle decisioni relative al destino del quartiere, non riesco a capire quale può essere il motivo della mia permanenza all’interno di questa consulta prevista da Statuto comunale.
Da due anni abbiamo creato un doposcuola gratuito ed ogni volta i problemi sono sempre gli stessi: “trovare i soldi per l’assicurazione”, “trovare il materiale di cancelleria”, “trovare l’amministrazione dalla tua parte”. A tal proposito mi viene soltanto da ringraziare tutti i professori che volontariamente ogni giorno si sono recati nella sede del comitato per aiutare i bambini e i ragazzi nello svolgimento dei compiti.
Abbiamo cercato di dar vita ad un censimento per fotografare la reale situazione di questo quartiere e, invece, di essere incoraggiati cosa abbiamo ottenuto? Una vera e propria censura, consumata nell’indifferenza della politica e degli amministratori.Ma con forza, caparbietà e decisione abbiamo portato avanti il progetto contro ogni ostruzionismo, scomodando addirittura il Garante della Privacy al quale ci siamo rivolti per garantire in modo trasparente i diritti e la tutela dei cittadini del quartiere. Oggi siamo in attesa di discutere i risultati in una Pubblica Assemblea con la speranza che prima o poi tutti i nostri interlocutori politici, tecnici ed amministrativi, accolgano il nostro invito a parteciparvi, finalmente liberi da reticenze e impegni personali.
Un altra questione che qualcuno prima o poi dovrà spiegare ai cittadini è l’esito del progetto “ALVANITE QUARTIERE LABORATORIO / Intervento di Rigenerazione Urbana”. Il Comitato e il Quartiere hanno partecipato attivamente alle fasi iniziali della progettazione, ma, in seguito, non sono stati aggiornati sulle scelte amministrative e neanche hanno potuto visionare e valutare il progetto approvato dalla giunta comunale. Abbiamo saputo dalla stampa locale che il quartiere sarà “demolito” e ricostruito. Io mi chiedo a cosa sono servite quelle giornate di incontro con i cittadini se la loro voce non è stata ascoltata: cari amministratori vi risulta che qualche abitante abbia richiesto la demolizione? Vi assicuro che non è affatto così e ve lo dimostreremo con i risultati del suddetto censimento. Inoltre, mi piacerebbe sapere dagli amministratori dove credono di trovare – in periodo di recessione e senza una vera strategia di sviluppo economico – i fondi necessari per questo lavoro di demolizione e ricostruzione? Il Piano Casa, infatti, da solo non può garantire i costi di realizzo, a meno che non diventi uno strumento di speculazione edilizia che non di sicuro non arreca vantaggi ai residenti.
Altra questione che sta sollevando polemiche infinite nel Quartiere è la manutenzione del Verde. Ricordo alla cittadinanza che stiamo chiedendo da quando ci siamo insediati un piano di manutenzione programmata del verde pubblico ma senza ottenere mai una risposta. Ora l’amministrazione ha avviato un “piano” per il taglio degli alberi cercando di coinvolgere – in modo ambiguo ed opaco – il Comitato di Quartiere ma, cogliamo l’occasione per precisare che il Comitato non ha nulla a che vedere con le barbarie ambientali che sta subendo la Contrada in questi giorni. Chi sta tagliando gli alberi ad Alvanite? Una ditta incaricata dall’Amministrazione o privati cittadini? Se è stata incaricata una ditta sarebbe bene capire in base a quali presupposti, autorizzazioni e progetti è stato deciso quali e quanti alberi vanno abbattuti. Se invece come temo, la “febbre del taglio” ha colpito privati cittadini, evidentemente esasperati dalle lungaggini amministrative, se non anche, da vane promesse di risoluzione dei problemi derivanti dalla manutenzione del verde pubblico, sarebbe opportuno prendere gli opportuni provvedimenti per un gesto comprensibile ma non giustificabile. E’ piuttosto incomprensibile la negligenza e la superficialità con cui le amministrazioni che si sono succedute negli anni hanno inteso affrontare le problematiche del quartiere. Assurda è la pratica del “non fare” per ragioni di economia di spesa; senza pensare che in questo modo si alimenta il degrado e si producono maggiori e ulteriori costi.
Il mio dovere verso gli elettori, mi obbliga a prendere le distanze da qualunque astuzia finalizzata ad ottenere il consenso in base al principio dello scambio di favori. Ritengo necessario, invece, assumersi le proprie responsabilità, ciascuno per la parte che gli compete affinché si realizzi una pratica amministrativa lungimirante, fondata sul dialogo e sul coinvolgimento dei cittadini, che educhi alla democrazia e ricusi la politica dei piccoli privilegi.
L”unità” è un valore fatto di ascolto reciproco e non è un ricatto da tirare fuori ad ogni opinione non condivisa.
Sono indignato perché osservo comportamenti incongruenti e subisco metodi che nulla hanno a che vedere con la buona politica. Sono ancor più ferito dall’indifferenza e deluso dal pressappochismo dei quanti considerano la cosa pubblica un affare privato, senza curarsi minimamente delle conseguenze.
Con amministratori senza motivazioni è impossibile “ricucire” quel rapporto tra la contrada e la “politica”, è impossibile realizzare un efficace progetto di “rinascita” della zona. Alvanite è un quartiere complesso e come tale richiede l’interazione fra diversi attori: abitanti, politici, istituzioni, organizzazioni, associazioni ecc. al fine di incentivare lo sviluppo di progetti che migliorino la qualità della vita al suo interno.
È completamente inutile che il comitato si sforzi a progettare, a lavorare se dall’altra parte c’è chi fa orecchio da mercante per convenienza, per indifferenza o per timore.
Per realizzare specifici progetti di intervento occorre innanzitutto coraggio, oltre che specifici strumenti di intervento. Ma ci vuole anche dignità e coerenza, affinché si possa avere piena consapevolezza delle proprie scelte, anche quando queste dovessero rivelarsi dolorose.
Con tale consapevolezza ho deciso di rimettere il mio mandato, ma non rinuncio, per l’ultima volta a chiederLe Signor Sindaco, di rivolgere la Sua attenzione alle problematiche del mio quartiere, esortandola ad agire con decisione tanto per il futuro, quanto per il presente, per far luce sulle vicende accadute ai danni del verde di quartiere, affinché i cittadini possano comprendere e giudicare gli uomini dalle loro azioni.Ringrazio coloro che hanno creduto in me e che mi hanno sostenuto in questi anni.

Massimo Marrano
Presidente Comitato di Quartiere
Contrada Alvanite

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