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Udc Atripalda: «Progetto per Contrada Alvanite irrealizzabile»

Pubblicato in data: 22/2/2011 alle ore:17:50 • Categoria: Attualità, Politica, UdcStampa Articolo

alvanite4Relativamente al progetto di riqualificazione di C/da Alvanite (foto), manifestiamo innanzitutto grosse perplessità sul modus procedendi che la maggioranza ha adottato.
Non contestiamo la competenza della Giunta a deliberare, ma riteniamo che un intervento di circa 7 milioni di Euro debba essere il frutto di un confronto non solo iniziale, ma duraturo sia con i soggetti direttamente interessati (abitanti del Quartiere), sia con l’intera città attraverso il contributo del consiglio comunale.
Lungi da noi fare riferimenti allo spiacevole episodio delle dimissioni del Presidente del Comitato di Quartiere, l’amico Marrano, e di quelle successive dell’intero consesso, perché riteniamo che ogni considerazione sulla questione possa essere considerata come una strumentalizzazione politica e costituirebbe un’offesa alla intelligenza delle persone coinvolte.
In linea di massima siamo parzialmente e responsabilmente d’accordo con l’esigenza che ha ispirato il progetto: aumentare gli spazi attrezzati, gli esercizi commerciali (sull’area nei insiste solo uno), aumentare la dotazione complessiva degli alloggi, creare percorsi ciclo – pedonali, ripristinare il senso di appartenenza al proprio quartiere.
Non siamo assolutamente d’accordo sulla risposta che la maggioranza ha inteso dare alle predette esigenze perché, diciamolo francamente, siamo di fronte ad un progetto ab initio impossibile, quindi irrealizzabile e che costituisce, soprattutto per i residenti, una mera illusione.
L’intervento dei privati (pari al 47% dell’intervento complessivo) rappresenta una mera speranza, anche al cospetto dell’attuale crisi finanziaria, della crisi del mercato immobiliare e della difficoltà per le imprese di accedere al credito presso le banche.
La quota parte spettante al Comune, pari ad € 450.000,00, anche alla luce dei minori trasferimenti statali, non potrà essere reperita in alcun modo.
Insomma la lettura del progetto preliminare in discorso rievoca alla mente un celebre film in cui Totò presentava al (più benestante) fratello di finanziare il progetto di costruzione della cappella di famiglia, simile a quello di realizzazione di un tempio greco.
Insomma per l’UDC c/da Alvanite non deve essere bacino di voti, ma sinonimo di legalità e vivibilità.
Con un intervento più circoscritto e fattibile è possibile mutare il destino del quartiere e dei suoi abitanti.
Occorre innanzitutto procedere ad un serio censimento, con coraggio e lasciando da parte la logica del consenso elettorale che anima l’azione degli amministratori. Gli sforzi degli atripaldesi devono essere destinati a chi effettivamente ha diritto all’abitazione ed a chi occupa gli immobili ottemperando prima di tutto ai doveri di onesti cittadini.
Si deve, in secondo luogo, dare seguito alle circa 180 richieste di trasferimento gratuito della proprietà degli immobili, in attuazione della c.d. legge De Simone.
In tal modo il Comune si sgraverebbe del costo eccessivo della manutenzione degli immobili e si responsabilizzerebbero gli attuali assegnatari.
A tal proposito il gruppo consiliare UDC ha fatto richiesta, da circa un anno, dell’elenco degli assegnatari che proposero istanza di trasferimento, ma l’arroganza del potere degli attuali amministratori non ha consentito di ottenere risposta.
L’intervento più importante resta, tuttavia, quello della realizzazione della viabilità intorno al quartiere Alvanite. Attualmente ci si reca nella popolosa contrada solo se si deve incontrare un residente; viceversa, onde favorire una seria integrazione con il centro città, occorre fare in modo che Alvanite diventi punto di transito obbligato per il raggiungimento di altre mete e zona di espansione di paesi limitrofi.
Il modello che possiamo utilizzare quale paradigma è vicino e si chiama Q9; crediamo che nessuno avrebbe mai immaginato che nel popoloso e ghettizzato quartiere, al ridosso della variante 7 bis, si potessero sviluppare insediamenti commerciali come Expert e Conad ed insediamenti residenziali di qualità perché costruiti da imprese di primissimo livello.
Solo attraverso la viabilità di collegamento di Alvanite a Cesinali ed Aiello, nonché al centro cittadino di Atripalda, ci saranno naturalmente più attività commerciali ed i privati saranno incentivati a costruire villette a schiera.
Più insediamenti significheranno anche più controlli delle forze dell’ordine e degli svariati istituti di vigilanza privata presenti nella nostra Provincia, quindi maggiore legalità, un più alto livello di qualità della vita per i residenti ed una vera e concreta integrazione con il resto della comunità.
Quindi non un intervento isolato e faraonico, ma una seria sistemazione della viabilità attraverso l’approvando PUC, tenendo anche conto, come si legge nel progetto preliminare, della prossimità a reti di trasporto su ferro di collegamento con i capoluoghi.

Avv. Paolo Spagnuolo
Antonio Acerra

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