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Antonio Acerra(Udc): «Nello scudocrociato ho ritrovato i miei valori»

Pubblicato in data: 25/2/2011 alle ore:13:45 • Categoria: Politica, UdcStampa Articolo

acerraConsigliere, partiamo dallo strappo con il Pd e la decisione di aderire all’Udc. Quali le ragioni?
«Gli avvenimenti accaduti nel Pd negli ultimi anni e quello che sta succedendo in questi giorni, mi inducono a dire senza presunzione che avevo visto bene, che sono stato lungimirante sotto questo aspetto. Del partito che immaginavo e per cui mi ero tanto impegnato, nemmeno l’ombra. Dopo una lunga pausa di riflessione ho aderito all’Udc perché l’ho ritenuto un partito a me più vicino dal punto di vista ideale e in linea con la mia formazione politico-culturale. Non ultimo ho ritrovato un gruppo di amici e di conseguenza valori quali stima reciproca e affetto, elementi fondamentali dello stare insieme, cosa che non c’era nel Pd».
Che cosa nel Partito democratico cittadino e provinciale non l’ha convinta a restare?
«Per me è stato fondamentale il rapporto umano. Ho assistito a troppe cose che, per motivi di spazio, non posso elencarvi. Esse hanno contribuito a far crescere in me una serie di dubbi, aggravati da vicende provinciali dove io ero dirigente. Insomma, le tante belle premesse che mi avevano affascinato, non si sono avverate. Rinnovamento, buona politica, progetto comune di due grandi identità che volevano far crescere il nostro paese in senso lato: zero assoluto».
Di lei si era parlato come possibile presidente del consiglio comunale, in che stato di salute si trova oggi il parlamentino cittadino?
«La ringrazio per questa domanda perché mi dà l’opportunità di chiarire il mio rapporto con la politica. D’altronde parla chiaro anche la mia modesta storia personale. Io la politica l’ho sempre servita e non me ne sono mai servito. Ad una comoda posizione di comando e di prestigio, e per la verità non mi era stata offerta solo quella, sia sul piano locale che provinciale, ho preferito dire di no per salvaguardare la mia dignità e seguire le ragioni dei miei sentimenti. Altri, invece, criticano, contestano, non condividono ma restano saldamente al loro posto di comando. Credo sia una questione di spina dorsale: o ce l’hai o no. E questo contribuisce a far stare il civico consesso nelle condizioni in cui si trova».
Che giudizio dà su questi quattro anni di amministrazione Laurenzano?
«Come sezione e gruppo Udc abbiamo stilato un documento in cui io mi ritrovo perfettamente. Un giudizio su un’amministrazione si dà sulle cose che è capace di fare. Giudicate in questi circa quattro anni cosa è stato fatto. Ecco perché il mio, o meglio ancora il nostro, è un giudizio negativo».
Il sindaco in una nota di fine anno ha affermato di aver sanato i conti e salvato Atripalda, senza lesinare stoccate alle passate esperienze amministrative. Cosa ne pensa?
«Non basta uno scarno comunicato. Certe affermazioni vanno fatte con dovizia di documentazione. Il sindaco sia più chiaro e la smetta di scaricare le responsabilità sugli altri. Io, in tanti anni di impegno politico, non mi sono mai trovato di fronte a chi, ad una gravità, non essendo capace di dare risposte, chiama in causa altri. Mi sembra, oltre che poverile, anche ingiusto, soprattutto ribadendo al sindaco da chi è circondato e chi sono i suoi più stretti collaboratori».
Al Comune si assiste ad una crescente litigiosità tra i dipendenti. Secondo lei perchè?
«Quando al comando di una nave non c’è un bravo capitano, il rischio dell’ammutinamento dell’equipaggio è grande».
Di cosa ha bisogna Atripalda?
«Mi auguro che soprattutto si inizino a ritrovare quei valori tipici di una comunità come la nostra, così come era nel passato: solidarietà, amicizia, ragioni dello stare insieme. Spero che a questo disegno concorrano tutti, istituzioni, forze politiche e sociali, giovani imprenditori, insomma la famosa società civile».
Infine cosa si augura per la città in vista delle amministrative 2012? Che ruolo l’Udc intende portare avanti?
«Abbiamo assistito in questi anni ad un’amministrazione che si è contraddistinta per fin troppa litigiosità, troppa bagarre, troppi dualismi che in qualche modo ne hanno condizionato l’andamento. A mio avviso il sindaco doveva avere, sotto questo punto di vista, maggiore coraggio. L’augurio è che la prossima amministrazione invece si contraddistingua per efficienza, capacità di rispondere ai problemi della gente e far riconquistare alla nostra città il ruolo che le spetta anche sul piano più generale. Perciò l’invito a quanti, forze politiche e sociali, vogliano condividere il nostro progetto, iniziando un cammino insieme a noi».

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