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L’appello del presidente del Coni, Giuseppe Saviano: «Salviamo il cuore agonistico di Atripalda»

Pubblicato in data: 20/5/2011 alle ore:08:36 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

giuseppe saviano«Salviamo il cuore sportivo di Atripalda», questo l’appello del presidente del Coni di Avellino Giuseppe Saviano che torna a parlare della città tra progetti da prendere al volo e occasioni di rilancio commerciale attraverso lo sport. Intanto dal 27 maggio al 15 giugno parte la X edizione SportDays e XXV edizione Meeting Internazionale di Atletica Leggera.
Presidente, lo sport cittadino sta vivendo un periodo critico segnato dall’inadeguatezza delle strutture sportive. Qual è, secondo lei, la soluzione?
«Esiste un Pon Sicurezza (Programmi Operativi Nazionali) che prevede la realizzazione di un certo numero di impianti sportivi gratuiti. Certamente questa non sarebbe la soluzione definitiva poiché il progetto del Ministero prevede strutture coperte ma senza tribune. Ma è comunque un’occasione da non perdere: ad eccezione del terreno su cui sorgerà l’impianto, è tutto gratuito. I promotori sono gli enti locali, io stesso ho inviato la comunicazione a tutti i sindaci, compreso Aldo Laurenzano, per far presente questa possibilità».
Che tipo di struttura andrebbe ad essere realizzata?
«Il progetto, che interessa Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, prevede due tipi di impianti: uno polivalente per pallavolo, basket, calcetto all’aperto e una tendostruttura. La capienza è valutata dalla Commissione di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli e dal Prefetto mentre il progetto è già realizzato: una struttura 24×44 ampliabile, a proprie spese, con l’installazione delle tribune per il pubblico. L’handicap è la crisi economica che ha investito non solo Atripalda. La mancanza di liquidità ha frenato qualunque impegno di spesa come il progetto di ampliamento della palestra della scuola media Masi».
Investire oggi per raccogliere frutti in futuro anche sotto l’aspetto commerciale?
«Se si creano una serie di attività sportive si dà potenziamento anche al commercio. Atripalda, cittadina virtuosa e attiva sotto l’aspetto commerciale, non si è dotata di infrastrutture che possano potenziarne il ruolo commerciale. Oltretutto c’è attivismo non solo nella pallavolo ma in tutte le discipline sportive. Favorevole anche la posizione geografica, strategica rispetto agli altri comuni della valle del Sabato di cui potrebbe essere centro propulsore. Oggi, invece, è una realtà strozzata rispetto a quello che potrebbe esprimere come dimostra, ad esempio, l’occasione persa di riqualificazione del fiume».
Al tal proposito c’è chi avanza proposte di copertura del Sabato, che ne pensa?
«Non sono d’accordo, il fiume va riqualificato. Ogni città ha utilizzato i fiumi come mezzo di svago e aggregazione. La natura deve essere esaltata perché vada favore dell’uomo. Occorre agevolare la rinaturalizzazione dell’alveo fluviale affinché diventi ricchezza se adeguatamente valorizzato e non coperto per fare parcheggi. Immagino sempre la pesca sportiva o il canottaggio per rilanciare il fiume. Perché non è possibile fare qui quello che si fa al Nord? Sono gli amministratori a dover trovare la strada per un finanziamento così importante. Sarebbe opportuno ipotizzare una polisportiva per sport dilettantistici dal basket, al ciclismo passando per calcio e pallavolo fino agli sport meno conosciuti come il Field Target».
Che consiglio si sente di dare a chi è impegnato nelle attività sportive cittadine?
«E’ un peccato anche sotto l’aspetto etico che dopo tutti gli sforzi fatti dai cittadini, si debba emigrare. Il rischio è concreto. La Pallavolo Atripalda se sarà promossa non potrà, per legge, giocare più nella palestra “Adamo”. In A2 ci sono altri parametri da rispettare per avere la licenza. Per ogni tipo di sport esiste una regolamentazione per campo e servizi: dal numero di spettatori, ai bagni fino ai parcheggi».
Stadio “Valleverde”, cosa si potrebbe fare?
«Con una richiesta di finanziamenti agli istituti bancari si possono avere soldi in quindici giorni, se si ha la volontà e l’opportunità di chiedere un prestito. Il Comune ha un tasso agevolato, in ogni caso si può ovviare con convenzioni provinciali e regionali per contributi sugli interessi. Non voglio entrare nei fatti amministrativi ma se c’è la volontà si può fare in questo modo, presentando progetti validi».
Come presidenti del Coni è disponibile ad avere un ruolo attivo per risolvere la questione strutture?
«Diamo consulenza gratuita per l’impiantistica, mettiamo a disposizione i nostri tecnici e siamo in contatto con l’Istituto del Credito Sportivo. Gli investimenti umani ed economici ci sono, occorre rispetto per questi sforzi. Perdere l’opportunità della A2 sarebbe una sconfitta per chi ha speso in termini umani ed economici. Atripalda deve avere un’ulteriore fase di sviluppo e superare la mancanza di infrastrutture perché ha dimostrato anche per altri sport come la maratona, il ciclismo, il calcio di saperci fare sia dal punto di vista tecnico che dirigenziale. Impegni, ora, mortificati da queste mancanze».

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