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Evasione fiscale da 12 milioni di euro, nei guai società informatica atripaldese

Pubblicato in data: 13/6/2011 alle ore:14:06 • Categoria: CronacaStampa Articolo

guardia di finanzaContinua senza soste l’attività della Guardia di Finanza che, a seguito di una complessa verifica fiscale protrattasi per ben cinque mesi, è pervenuta alla quantificazione in quasi 12 milioni di euro di un’evasione perpetrata da una società con sede in Atripalda, operante nel settore del commercio di prodotti tecnologici e informatici.
Il brillante risultato è stato conseguito dagli uomini della Compagnia di Avellino, agli ordini del capitano Salvatore Serra, ed è scaturito da un iniziale controllo finalizzato alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi previsti in materia di I.V.A. in ambito europeo con particolare riferimento alla commercializzazione di materiale informatico acquistato da paesi comunitari ed immesso nel sistema economico nazionale.
Il 10 dicembre del 2010, all’atto dell’iniziale accesso presso la ditta, una società a responsabilità limitata operante nel settore la vendita di prodotti informatici, i militari constatavano come il legale rappresentante dell’impresa, non essendo in grado di esibire alcuna documentazione amministrativo-contabile, si qualificasse da un punto di vista fiscale quale un vero e proprio evasore totale. Iniziava quindi la parte più difficile dell’attività di verifica, quella della ricostruzione degli importi introitati a seguito dell’attività economica cui la società aveva pure aveva sviluppato nel tempo, ancorché del tutto in nero.
La complessa attività di ricostruzione, oltre che di ogni possibile elemento extra-contabile, si giovava delle risultanze acquisite mediante la consultazione delle banche-dati in uso alle Fiamme Gialle e della efficace rete a disposizione del Corpo per quanto attiene l’interscambio informativo in ambito europeo.
La prima fase d’accertamento, partendo dalle comunicazioni di volta in volta inoltrate dalle ditte straniere venditrici, consentiva di quantificare tutti gli acquisti che la società aveva effettuato, pur omettendone la registrazione ai fini fiscali. Maggiormente nel dettaglio la società di Atripalda, con riferimento all’anno 2009, risultava aver acquistato merci per euro 2.307.342 da imprese ubicate in Slovenia e per euro 621.102 da imprese ubicate in San Marino.
Dopo tale prima parte dell’accertamento, in relazione all’accertato status di “evasore totale”, il controllo si tramutava in vera a propria verifica ai fini fiscali, finalizzata alla ricostruzione dell’intero volume d’affari conseguito nel periodo che non era stato oggetto di dichiarane ai fini delle imposte sui redditi.
Partendo dalla constatazione dell’omessa presentazione della dichiarazione annuale per l’anno 2009, sulla base della mancata giustificazione delle movimentazioni contabili (sia per quanto attiene i prelevamenti che con riferimento ai versamenti) rilevate a seguito di mirati accertamenti bancari, la verifica si con la quantificazione di ricavi non contabilizzati né dichiarati per quasi 12 milioni di euro, come da specifica segnalazione inoltrata all’Agenzia delle Entrate di Avellino.
Quanto rilevato non poteva non far scattare anche una segnalazione all’autorità giudiziaria per la rilevanza penale, ai sensi dell’articolo 5 (primo comma) del decreto legislativo nr. 74/2000, connessa alla condotta di colui che aveva ricoperto la carica di amministratore della società nel periodo oggetto del controllo, identificato per tale P.D. (di anni 32 ), originario della Polonia ma residente a Nola (NA).

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