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Esito referendum, note di Salvatore Antonacci (Pd) e Lello La Sala (MèL)

Pubblicato in data: 14/6/2011 alle ore:12:54 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

referendum-giugno-2011Quando il 19 maggio dell’anno scorso noi di Territori e nuove generazioni, insieme agli amici di Terra e Libertà di Serino, di A’Potea di Atripalda, di Rosso Fisso di Avellino, di CGIL e UIL provinciali ospitammo per la prima volta padre Alex Zanottelli per lanciare la campagna di raccolte firme per i quesiti referendari, avemmo la netta sensazione che ognuno di noi nel proprio piccolo avesse la responsabilità di provare a costruire un Italia migliore. L’appuntamento referendario appena conclusosi ha confermato quella sensazione, rappresentando di fatto un momento “storico” della vita sociale della nostra nazione.
I quesiti referendari sull’acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento hanno avuto uno straordinario valore ed il superamento del quorum e la vittoria del SI’ di fatto dà valore a chi rivendica con forza la possibilità di vivere in una nazione democratica, moderna e civile.
Vince il popolo italiano, vince l’Italia che non si piega e che ridà un valore incredibile allo strumento referendario che per troppi anni è stato bistrattato ed abusato.
Vince l’idea che un’altra Italia è possibile, un’Italia dove l’acqua è e resta un bene comune, un diritto inalienabile dell’uomo, dove il nucleare sarà per sempre bandito e dove finalmente tutti i cittadini, senza distinzione di casta e di ruoli, sono e saranno uguali di fronte alla legge.
Oggi è la rinascita di una nazione, attraverso una vera e propria riscossa civile gli italiani, hanno dato una risposta veemente a chi li invitava ad andare a mare; l’elettore medio italiano ha avuto piena consapevolezza del valore di questo voto nonostante ci fosse chi ha tentato di eliminare il quesito sul nucleare e nonostante la continua censura dell’informazione referendaria in TV.
L’Italia ha riscoperto di essere uno Stato di diritto e di fronte alla arroganza e al mancato rispetto della Costituzione e delle sue leggi da parte dei suoi governanti ha dato una risposta straordinaria; il voto appena concluso ha rappresentato un vero e proprio argine di difesa contro la pericolosa deviazione populistica e antiliberale di questo governo; è oramai evidente che gli italiani sono stanchi di questo governo grottesco e caciarone.
Il vento è veramente cambiato, l’Italia ha bisogno di ricostruire speranze, di rafforzare il senso civico e sociale di appartenenza, di essere una nazione forte e coesa.
Grazie italiani, grazie Italia per aver riscoperto oggi che un’altra Italia è possibile!!!

COORDINAMENTO TERRITORI E NUOVE GENERAZIONIPovero Bersani, frastornato vincitorepresunto…che non ha vinto le amministrative e non ha vinto neppure i referendum, ma è il primo che si si affretta a cantare vittoria e si riceve subito qualche pillola (o sarà stata una suppostina?) di saggezza di Antonio Di Pietro. Che al confronto rivela astuzia e tempismo.
Qualcuno, prima o poi, dovrà spiegarlo a Bersani che non ha vinto una mazza e lui…dovrà pure farsene una ragione.
Il voto amministrativo, più ancora di quello referendario, ha esaltato una diffusa ed irrinunciabile volontà dell’elettorato di votare i proprio rappresentanti e di decidere -sui grandi temi- il proprio destino. E’ il segnale di un malessere profondo, più che una riposta; il sintomo di una malattia che la politica (di destra, di sinistra e di centro, prigioniera delle s ue nomenclature e nel vuoto pneumatico di idee, prima che di ideologie), non ha saputo diagnosticare, venendo meno alla sua principale missione.
Certo è incontrovertibile che la stagione berlusconiana si stia appannando in un livido crepuscolo. Ma più per una strutturale incapacità di tradurre intuizioni e consenso in una linea politica credibile (vedremo all’opera Alfano, per quanto tardivamente investito del ruolo di capomastro in un cantiere che non c’è) che per una sconfitta elettorale senza veri vincitori.
Si comincia ad affacciare il sospetto che nessuno sia sufficientemente pronto a raccogliere la fragile volontà di cambiamento nel nostro paese, per farne la ragione di una nuova stagione politica. Una condizione che prefigura per ora -Dio non voglia- la paralisi.

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Raffaele La Sala
consigliere Comunale di Atripalda “Merito è Libertà”

 

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