sabato 18 novembre 2017
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Case fantasma, la provincia di Avellino al quarto posto

Pubblicato in data: 27/6/2011 alle ore:20:00 • Categoria: CronacaStampa Articolo

case-fantasma-sanzioniL’Irpinia si conferma tra le province italiane con il più alto numero di case fantasma. Nell’edizione di ieri, «Il Sole 24ore» ha pubblicato un report relativo ai controlli scattano dopo l’ultima proroga per la regolarizzazione. Nella graduatoria nazionale la provincia di Avellino si conferma al quarto posto anche sul versante delle irregolarità riscontrate dopo l’avvio del monitoraggio da parte dell’Agenzia del territorio, un tempo noto come Catasto. Dalla sovrapposizione di mappe catastali e censimento fatto dall’alto con aerofotogrammetria, sono emerse sul territorio provinciale ben 55mila particelle con edifici fantasma. Ma è la percentuale di irregolarità sul totale degli immobili accatasti che costa all’Irpinia l’ennesima maglia nera. Il 13,6% di irregolarità. Peggio di noi solo Benevento con il 14,9%. Al secondo posto c’è Nuoro con il 13,9%. Sesto posto per Salerno (11%) che ha invece il primato italiano per numero di case fantasma: 105mila. Bisogna scendere più giù per trovare le altre province campane. Caserta è al 30esimo posto con 41mila case fantasma e il 5,8% di irregolarità. Infine Napoli con poco meno del tre per cento. Chiude la classifica Milano (0,3%). La drammaticità del dato irpino emerge in tutta la chiarezza se lo si confronta con la media nazionale che è del 3,7% di irregolarità. In provincia di Avellino restano da esaminare ancora poche situazione anomale: il 28,4%. Fino ad ora, impiegati e funzionari dell’Agenzia del territorio hanno già passato oltre 30mila particelle. Sul piano nazionale le cose sono diverse. Su un totale di 2,2 milioni di potenziali immobili fantasma individuati dal Catasto, ne resta poco più di metà da esaminare. Non mancano, però, le situazione critiche. In diverse province la quota da smaltire si avvicina al 100%: Crotone ha il record di particelle ancora da esaminare (il 90,9%), ma anche Vibo Valentia, Catanzaro, Potenza, Cagliari, Benevento, Taranto e Siracusa sono oltre l’80 per cento. Ed in questo senso potrà essere decisiva l’operazione annunciata dall’Agenzia del territorio: saranno raggiunti letteralmente tutti gli immobili che saranno visionati almeno dall’esterno per attribuire la rendita catastale presunta. Un compito per il quale diventa indispensabile l’aiuto dei geometri e degli altri professionisti coinvolti dall’Agenzia che ha sottoscritto protocolli d’intesa con il Consiglio nazionale dei geometri e con gli Ordini nazionali dei periti agrari e dei dottori agronomi e forestali, più quello dei periti industriali in relazione agli iscritti con la specializzazione di perito edile. Stando alle stime fatte fino ad ora tra le case fantasma c’è il 35% di abitazioni, il 29% di magazzini, il 21% di box e il 15% delle restanti tipologie immobiliari. Secondo i calcoli fatti dal quotidiano di Confindustria «partendo da questi dati, e sottraendo le case che costituiscono l’abitazione principale, si può stimare la base imponibile ai fini Ici: più di 800 milioni di rendita catastale aggiornata, per un’imposta che potrebbe oscillare tra i 520 e i 550 milioni. Una boccata d’ossigeno per i Comuni».

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