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Cinzia Spiniello (SeL) lancia un grido d’allarme sulle gravi condizioni igieniche del canile comunale

Pubblicato in data: 7/7/2011 alle ore:14:23 • Categoria: Politica, Sinistra Ecologia e LibertàStampa Articolo

canile-atripalda1Cinzia Spiniello, componente dell’Assemblea Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà lancia un grido d’allarme sulle gravi condizioni igieniche in cui versa il canile comunale. “La situazione del canile di Atripalda è allarmante – scrive -. Oramai è da lungo tempo che la struttura si trascina nella sua difficoltosa esistenza, grazie esclusivamente al contributo indispensabile dei volontari che vi prestano servizio. Il sovraffollamento della struttura è solo uno dei problemi. Puntualmente, vuoi per carenze strutturali, vuoi per la sua ubicazione, succede che ogni pioggia equivale ad un allagamentoed infatti l’ultimo temporale estivo, con relativa esondazione del fiume che è lì a due passi, ha provocato la morte per annegamento di alcune bestiole; tante altre sono state salvate grazie al tempestivo intervento degli angeli del canile. Molti potrebbero(?) essere spinti a pensare che con tutti i problemi che attanagliano il paese perchè mai ci si dovrebbe preoccupare dei randagi del Canile. Ma esiste una risposta semplice ai mille dubbi , una risposta racchiusa nella storia millenaria dell’ uomo che ha sempre vissuto con gli animali, noi stessi siamo un’evoluzione della specie. Ma senza andare troppo lontano nei tempi, soffermiamoci su ciò che si è sempre detto del cane: il miglior amico dell’uomo. Di sicuro il più fedele. Chiunque abbia potuto fare un’esperienza del genere sa, fortunatamente, che ciò che viene da sempre affermato corrisponde alla verità. Atripalda resta un paese che tradizionalmente convive bene con i cani randagi, che nella maggior parte dei casi sono cani abbandonati al loro destino dai capricci e dalla pigrizia dei padroni, naufraghi spesso provenienti da altri luoghi. Tutti conoscono i cani che gironzolano nelle vie cittadine, hanno tutti un nome e quando li chiami si girano. Un paese che si definisce civile non può non fare i conti con questo. Ed allora ci chiediamo quando è successo che gli amministratori abbiano dimenticato di occuparsi del canile. Quando è successo che gli appelli lanciati, che gli sos siano stati sistematicamente ignorati? Il comune non ha i soldi necessari per aiutare il canile ma evidentemente non ha nemmeno la volontà di impegnarsi a trovarli. Magari dipende dal fatto che il problema canile non rappresenta per chi amministra un tornaconto elettorale, una istanza da inserire nei punti programmatici. É vero che in questo caso il denaro è sempre indispensabile e allora perchè non si è pensato ad una campagna di sensibilizzazione patrocinata dal comune che avrebbe potuto avere un effetto diverso sui cittadini? Perchè non provare a chiedere aiuto a generosi privati come si fa per altre occasioni di sicuro minor valore rispetto alla vita di centinaia di animali in difficoltà? È anche da queste cose che si misura lo spessore di chi amministra una città, dalla capacità di individuare priorità assolute che se rimandate nel tempo possono sono portare ad epiloghi disastrosi. Chiediamo uno sforzo collettivo affinchè quell’oasi di speranza e di civiltà non sia travolta dall’indifferenza che troppo spesso pervade le nostre vite e ci rende un po’ più poveri nell’anima”.

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