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Troppe divisioni nella maggioranza, fumata nera al Comune per il varo della nuova giunta. Alvino (Pd): «Sarebbe solo l’ennesima ed inutile provocazione del sindaco perché non c’è accordo politico né condivisione su un programma di fine mandato. Esperienza ormai finita, Laurenzano vada in consiglio»

Pubblicato in data: 16/11/2011 alle ore:09:30 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

comune-atripaldaFumata nera al Comune di Atripalda per il varo della nuova giunta. Ieri doveva essere il giorno della nomina del nuovo esecutivo da parte del sindaco Laurenzano pronto a diramare anche un documento di sintesi, ma dopo un incontro nel pomeriggio con una delegazione di consiglieri Pd (Tuccia, Palladino e Landi), tutto è di nuovo slittato.
Una crisi di non facile risoluzione con i tre gruppi che appoggiano Laurenzano, il Pd, il Centrosinistra per Atripalda, Sel e di due indipendenti sempre più divisi tra loro.
Il sindaco si ritrova tra le mani ben tre documenti politici: il suo appello sottoscritto solo dai sei consiglieri del Pd e dai due indipendenti De Vinco e Moschella, il documento politico di Sel e quello infine del «Centrosinistra». Matrice comune delle diverse posizioni in campo la fiducia rinnovata al sindaco ed il desiderio di evitare il commissariamento dell’ente. Ma nella pratica paletti e distinguo rendono tutto più difficile.
Il Pd infatti vorrebbe che a sottoscrivere il documento appello del sindaco fossero tutte le componenti della maggioranza, pena l’indisponibilità a rientrare in giunta come spiega il segretario cittadino del Pd, Federico Alvino: «Premettendo che i consiglieri comunali assumeranno liberamente le decisioni che ritengono più opportune, non posso sottrarmi dal constatare che, alla luce dei documenti prodotti dal gruppo consiliare Centrosinistra e da Sel, non c’è né un accordo politico, né la condivisione di un programma di fine mandato. E, per quanto ci riguarda, come abbiamo più volte ribadito, senza l’uno e l’altro, la crisi non si può chiudere. Aggiungendo, inoltre, che, eventualmente, pur ammettendo che la soluzione ricercata sia da considerarsi esclusivamente un tampone tecnico-amministrativo, alla luce del fatto che il sindaco ha ricevuto un mandato per ricomporre la crisi in Consiglio comunale il 12 ottobre scorso, è al Consiglio comunale che il sindaco è chiamato a riferirne l’esito». Alvino si mostra perciò contrario alla nomina di una nuova giunta: «Mi sembrerebbe solo l’ennesima ed inutile provocazione da parte del sindaco visto che è evidente che l’esperienza politico-amministrativa iniziata nel 2007 è ormai finita ed acclarata. Questa è la conclusione a cui siamo arrivati sabato scorso, al termine di una riunione congiunta fra direttivo e gruppo consiliare. A convincerci di ciò è bastato l’ultimo documento del sindaco. I consiglieri, invece, hanno voluto compiere un ultimo atto di responsabilità sottoscrivendo quel documento».
Una situazione quindi alquanto ingarbugliata e che il sindaco vorrebbe risolvere giocando un’ultima carta: la nomina di un nuovo esecutivo, riconfermando i quattro assessori Pd più l’indipendente De Vinco, sperando così nel sostegno della maggioranza fino alla fine del mandato per scongiurare l’arrivo del commissario prefettizio.
Ma nella maggioranza si è concordi solo sulla fiducia al sindaco e nel no al commissariamento. Poi su tutti gli altri punti, come sul Puc, si è divisi tant’è che il documento del sindaco è stato sottoscritto solo dal Pd più i due indipendenti, mentre il Centrosinistra e Sel, con due distinti documenti, ribadiscono il no al Puc.
A questo punto il sindaco prende tempo e fa slittare il varo della nuova giunta, sebbene i decreti di nomina fossero già stati predisposti lunedì mattina. Potrebbe a questo punto nominare il nuovo esecutivo anche in giornata ma il rischio e che in caso di forzatura, il Pd potrebbe irrigidirsi e disertare la prima riunione, costringendolo così alle dimissioni.

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