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Amministrazione comunale, Luigi Caputo (Prc): “Ecco i primati della Giunta Spagnuolo”

Pubblicato in data: 15/8/2012 alle ore:00:33 • Categoria: Attualità, Politica, Partito della Rifondazione ComunistaStampa Articolo

prc_logoUn primato la Giunta Spagnuolo l’ha già conquistato: quello dell’addizionale IRPEF più alta, lo 0,8%, il livello massimo consentito dalla legge: ampiamente preannunciata dal solerte delegato Landi, votata dal Consiglio Comunale di Atripalda nell’ultima seduta del 31 luglio, tale scelta è stata presentata, con un impegno dialettico degno di miglior causa, come la scelta “più costituzionale possibile”. Le nozioni dei componenti dell’A.C. atripaldese in materia costituzionale debbono essere davvero vaghe ed approssimative, se essi continuano ad invocare la carta fondamentale per coprire manovre che di costituzionale  hanno ben poco. Considerato, infatti, che secondo la Costituzione italiana il sistema tributario deve essere caratterizzato dal criterio della progressività, che cosa vi è di costituzionale nel fissare un’aliquota unica dello 0,8%? E’ appena il caso di ricordare che molti Comuni italiani, di ogni dimensione ed area geografica, hanno disposto una diversificazione dell’aliquota stessa per fasce di reddito, rispettando, essi sì, il principio di progressività. O forse con questa mossa si intende preparare per Atripalda, senza colpo ferire, la strada alla dichiarazione di dissesto finanziario, la quale impone, com’è noto, l’applicazione di tutte le imposte secondo i parametri massimi?  E’ socialmente accettabile, poi, concentrare nella massima misura il prelievo sull’IRPEF, imposta che coinvolge l’intera platea dei contribuenti, inclusi quelli che si collocano sulla soglia della povertà, risparmiando invece i pluriproprietari di immobili, beneficiati dal mancato aumento dell’IMU sulla seconda casa (tabù, quest’ultimo, tutto atripaldese) ? La verità è che dietro l’invocato stato di necessità si cela un ben preciso intento politico di natura classista: tutelare gli interessi della borghesia proprietaria e, segnatamente, della lobby dei costruttori, a cui questa Amministrazione si dimostra subalterna, non esitando a tal fine a schiacciare ulteriormente gli strati sociali meno abbienti, già colpiti in maniera devastante dalla politica economica dei governi Berlusconi e Monti. L’operazione dell’A.C. di Atripalda  è formalmente legittima, ma, sia consentito dirlo, nella sostanza ripugnante. In ogni caso, si abbia almeno il ritegno, nel compierla, di  non invocare la Costituzione, dalla cui lettera e dal cui spirito, questa amministrazione è lontana in maniera siderale.

Luigi Caputo

Partito della Rifondazione Comunista/FdS Atripalda

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2 Risposte »

  1. A Caputo vorrei ricordare i suoi silenzi nel periodo del disastro amministrativo a cui a preso parte il suo compagno Adamo. Quello è stato il vero campionario delle scelleratezze, amministrative e politIche, guidato dal podestà Laurenzano e assecondato dalla rifondazione del comunismo (senza mai dissentire). Adesso Caputo ha ripreso la parola? Questo ci fa piacere, perché mostra interesse per Atripalda e aggiunge intelligenza e impegno disinteressato al dibattito politico, ma non faccia l’errore di mettersi sul “cirasiello” a pontificare vuote ideologie di classe.

  2. Caro Lapalisse, il nick che hai scelto nel tuo caso è molto appropriato. Lapalissiano si dice di un discorso che presenta “affermazioni superflue o addirittura stupide”. Senza essere il difensore d’ufficio di nessuno ma per obiettività e correttezza, prima di tutto va chiarito che mai nulla ha accomunato Adamo e Caputo, il primo ha un percorso politico che dal P.C.I. attraverso i D.S. lo ha portato a SeL, il secondo dal P.S.I. è approdato a Rifondazione Comunista, quindi due percorsi politicamente distanti. Poi, per quanto riguarda le “…scelleratezze amministrative e politiche…” a cui ti riferisci, erano altri, forse tuoi amici, che praticavano un silenzio assordante se non addirittura complice. Caputo io lo ricordo per i suoi puntuali e incisivi interventi in Consiglio comunale e sulla stampa, quando il bilancio veniva redatto e presentato da un tale Gerardo Capaldo, che penso se ne intendesse. Non entrando nel merito delle questioni e passando disinvoltamente da un tono amicale al pluralis maiestatis dimostri di essere tu seduto su un moncone di “cirasiello”. “…Natura classista…” non significa, nello specifico caso, lotta di classe, ma una precisa scelta politica a favore di un ceto sociale. La precisazione non è per far capire te, obiettivo molto arduo, ma ripeto serve per una necessaria chiarezza.

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