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Nuove regole per le attività commerciali, arriva l’ordinanza del sindaco Spagnuolo

Pubblicato in data: 30/8/2012 alle ore:13:15 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

via-roma-negoziNuova ordinanza del sindaco Paolo Spagnuolo per la disciplina delle attività commerciali ad Atripalda. Anzitutto in materia di liberalizzazione. Infatti, il provvedimento recepisce le disposizioni dell’ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi ed «al fine di garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità ed il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonché di assicurare ai consumatori finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di accessibilità all’acquisto di prodotti e servizio».
In base alla normativa «eventuali limitazioni di orario o aperture differenziate correlate alle tipologie degli esercizi con provvedimenti specifici, possono essere introdotte soltanto per evitare atti di “danno alla sicurezza…e indispensabili per la protezione della salute umana…dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale”, cioè per la tutela di interessi generali della comunità amministrata e non per interessi di alcune categorie economiche».
L’Amministrazione ha preso in considerazione il fatto che numerose iniziative con finalità di svago, intrattenimento e socializzazione per la cittadinanza sono organizzate su aree pubbliche e/o nei locali dei pubblici esercizi. Occorre, da un canto, favorire le iniziative economiche e la realizzazione di attività ricreative, dall’altro garantire la vivibilità urbana, le esigenze di igiene e il valore della quiete pubblica quale interesse collettivo.
Il provvedimento riguarda tutte le attività di commercio al dettaglio in sede fissa, sia del settore alimentare che del settore non alimentare; le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande comprese le trattorie, ristoranti, pizzerie, bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari e quelle di di tipo “C” e “D”: sale da gioco, circoli, locali notturni, in cui la somministrazione di alimenti e bevande viene effettuata congiuntamente ad attività di trattenimento e svago.
Ricompresi infine nel provvedimento anche gli esercizi con attività artigianale prevalente che esercitano attività di somministrazione: pizzerie da asporto, rosticcerie, kebab. Queste attività possono essere svolte senza il rispetto degli orari di apertura e chiusura; l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, compresi i giorni del Santo Patrono o festività speciali; l’obbligo della mezza giornata di chiusura infrasettimanale.
Resta però obbligatorio segnalare al pubblico mediante cartelli ben visibili anche all’esterno o altri mezzi idonei a tale scopo gli orari scelti e i giorni di effettiva apertura e chiusura, qualora osservati; l’eventuale chiusura infrasettimanale è determinata liberamente dai singoli esercenti.
L’orario scelto può essere variato ed è consentita la scelta di orari differenti nei vari periodi dell’anno o giorni della settimana.
Sono vietate l’apertura anticipata o la chiusura posticipata rispetto a quanto segnalato ad avventori e autorità.
Gli esercizi al dettaglio in sede fissa sono obbligati a interrompere la vendita per asporto di bevande alcoliche e non in contenitori di vetro e in lattine di metallo e di bevande alcoliche e superalcooliche dalle ore 23,00 fino alla chiusura.
I pubblici esercizi di somministrazione sono obbligati a: comunicare preventivamente al Comune -S.U.A.P. – gli orari ed eventuali turni di chiusura effettuati,sia in caso di nuova apertura dell’esercizio che di subingresso o di trasferimento in altra sede. Tale comunicazione deve essere effettuata prima dell’inizio dell’attività.
Inoltre è vietata, la somministrazione di bevande alcooliche e superalcooliche alle ore 03:00 e non possono riprenderla nelle tre ore successive. Tale divieto è esteso anche agli esercizi temporanei di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di manifestazioni, sagre, spettacoli, etc.
Infine nell’ordinanza è fatto obbligo di cessare, per motivi di ordine pubblico, la diffusione di musica e canti nel locale, a qualsiasi titolo esercitati, entro le ore 01:00 anche per gli esercizi che protraggono l’orario di chiusura.

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