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Accesso negato agli atti comunali ad Atripalda, nota della federazione provinciale de “La Destra”

Pubblicato in data: 30/11/2012 alle ore:13:14 • Categoria: Politica, La DestraStampa Articolo

logo-la-destraIl potere che è in mano alle amministrazioni comunali è straordinariamente sbilanciato. L’autonomia che gli enti autarchici hanno è frutto della reazione dell’immobilismo pre riforma del 1993, quando i sindaci, presidenti di provincia o regione non erano eletti con procedura indicata e diretta, ma dalle assemblee. Tradotto, erano ostaggio sempre dell’ultimo voto utile per la tenuta delle maggioranze. Immobilismo gestionale totale, e ricambio semestrale dei sindaci. Dopo il 1993 avviene la riforma con la elezione diretta, ma la stessa porta con se uno sbilanciamento notevole dei poteri. I sindaci diventano catalizzatori di potere amministrativo unico, senza contrappesi. Nel 2002 con molta miopia si aboliva la funzione dei Comitati Regionali di Controllo, l’unica sede ispettiva e di controllo degli enti locali. Oggi tale funzione viene lasciata ai consiglieri comunali delle minoranze, se ne hanno voglia, ai dirigenti del comune. Ai cittadini vengono lasciati due compiti: pagare le tasse e rivolgersi solo ed esclusivamente alle procure inquirenti ed a quelle contabili. Nel nostro statuto, si sono individuate funzioni di contrappeso, ma sono di carattere ordinatorio e non perentorio, si “ordina” un’attività amministrativa, indirizzandola verso determinate procedure ma se non si rispetta il termine, ciò non comporta il verificarsi di decadenze e l’applicazione di sanzioni. Un primo Istituto è il Difensore Civico all’art 45. Cosa dovrebbe fare: “di propria iniziativa o a richiesta dei cittadini singoli o associati, nonché di formazioni ed organismi sociali e sindacali, e comunque di chiunque vi abbia interesse, interviene presso l’Amministrazione Comunale, gli Enti o Aziende da essa dipendenti, per assicurare il tempestivo e regolare svolgimento del procedimento amministrativo e l’adozione degli atti e provvedimenti conseguenti.” Non è stata mai eletta tale istituzione, ed ancora, con miopia è stato abrogata con la finanziaria del 2010. Restano in vigore gli articoli dello Statuto ed il loro contenuto circa l’accesso agli atti, le interrogazioni da parte dei cittadini, ma sono sempre e solo funzioni ordinatorie, in pratica il Sindaco ed i dirigenti che non hanno sensibilità o qualcosa da nascondere, possono senza problemi non prendere in esame queste richieste e tirare dritto, non sempre nella direzione della legalità. È quello che avviene ad Atripalda! Il Sindaco, i dirigenti che non vogliono rispondere alle interpellanze o interrogazioni, o rendere opache le procedure amministrative possono farlo a spese dei contribuenti cittadini. Tale comportamento non è negligente, ma aderente ad una funzione ben precisa, piegare la trasparenza ed il buon governo a funzioni di altro interesse, non pubblico! Nel 2011 un cittadino, visto che l’interpretazione che l’Ufficio Tecnico del comune di Atripalda, su di una sua richiesta edile non è corrispondente ai dettami dello stesso ufficio per questione analoga, chiede all’UTC, accesso agli atti circa un progetto. Il dirigente dell’Ufficio Tecnico (che è a 100 passi dal municipio, la casa civica degli atripaldesi) nega l’accesso agli atti. Il privato chiede la tutela dei propri interessi al Tribunale Amministrativo ed a Febbraio 2012 lo stesso tribunale nella sentenza scrive una frase che deve essere di monito a noi cittadini, perché è una sentenza che urla, che ci chiama alla sveglia! Scrive il TAR: “ Il ricorso è fondato e va accolto, come da pacifica giurisprudenza in materia. Ed infatti, ai sensi dell’art. 10, comma 2, TUEL, il normale cittadino può ben accedere agli atti amministrativi dell’ente locale di appartenenza, senza alcun condizionamento e senza necessità della previa indicazione delle ragioni della richiesta, dovendosi cautelare la sola segretezza degli atti la cui esibizione è vietata dalla legge o da esigenze di tutela della riservatezza dei terzi.” Il dirigente ha chiesto all’amministrazione la difesa (l’amministrazione e la difesa sono i nostri soldi). Il dirigente dell’ufficio tecnico esce dall’alveo della trasparenza amministrativa e chiede a noi atripaldesi di pagare la sua opacità! Ma questo può avvenire solo se lo consente la parte elettiva, e questo accade! Alla fine che importa spendere miglia di euro dei cittadini contribuenti, dalle segrete stanze dell’UTC si alza il motto amministrativo con le testuali parole: CHI SE NE FOTTE! Pensate sia l’unico caso, vi sbalgliate. Gli ineffabili dell’Ufficio Tecnico del Comune di nuovo, negano l’accesso ad un privato, richieste di accesso “inserite nell’ambito di un contenzioso civile per danni tra il privato ed il comune di Atripalda”, nello specifico proprio contro dispositivi dell’Ufficio Tecnico. Il TAR ovviamente punisce l’amministrazione, ma attenzione ad essere punite sono le tasche dei cittadini, gli avvocati difensori dell’amministrazione li paghiamo noi, non viene chiesto nulla agli uffici.
Nel caso in cui sarà riconosciuto il danno al cittadino avremmo questa situazione:
1. un cittadino chiede risarcimento danni per questioni tecniche al competente ufficio;
2. un cittadino richiede atti all’ ufficio tecnico, gli vengono negati, il cittadino vince davanti al TAR, ed i cittadini pagano gli avvocati per il Comune.
3. Il cittadino vince la causa per il risarcimento danni provocati dall’Ufficio Tecnico, ed cittadini pagano l’avvocato dell’Ufficio Tecnico, l’avvocato del cittadino, l’avvocato del cittadino per il ricorso al TAR, ed alla fine i danni al cittadino, per una procedura dell’Ufficio Tecnico!
4. Alla fine è vero il motto testuale CHI SE NE FOTTE di perdere davanti al TAR! I soldi sono quelli delle tasse dei cittadini, che importa loro! Questa volta no, a noi la questione importa e vediamo se importa anche alla magistratura contabile della regione Campania. A cosa serve rifiutare l’acceso agli atti? Semplice a far venire meno qualsiasi forma di ispezione e controllo! È prassi di questa amministrazione politica e dirigenziale, rifiutare qualsiasi richiesta di accesso agli atti. Chi scrive ha avito rifiutati o non risposte oltre 50 richieste ed interrogazioni. Vogliamo parlare della pubblicazione delle delibere o dlle determinazioni degli uffici? È prassi di questa amministrazione politica e dirigenziale trattare i cittadini di Atripalda come degli imbecilli da competizione! Non vi è margine di trattativa con una amministrazione che non è al servizio dei cittadini di Atripalda. Nel prendere atto che questa amministrazione non persegue gli interessi dei cittadini ma altri, con un Consiglio Comunale (che delle due l’una: o complice o incapace) tutto ed indifferentemente (il riferimento alle minoranze o opposizioni o maggioranza di complemento, è puramente voluto) che non svolge la sua funzione, è nostro dovere pubblicizzare, mettere in evidenza le storture, le opacità, le distrazioni.
PONIAMO QUESTE DOMANDE ALL’AMMINISTRAZIONE ED AI DIRIGENTI, E NELLE MORE PONIAMO LE STESSE DOMANDE AD ALTRE ISTITUZIONI CON ALTRE FUNZIONI:
1. Perché vengono rifiutate tutte ed indifferentemente le richieste dei cittadini di atti pubblici in possesso dell’amministrazione?
2. Perché a seguito delle sconfitte davanti al TAR le difese sono a carico dei cittadini e non dei dirigenti e degli amministratori che hanno negato contra legem l’accesso agli atti dei cittadini?
3. Perché nel 2012 su 176 determinazioni del Terzo settore Ufficio Tecnico, ben 56 di queste determinazioni non hanno visto la loro pubblicazione?
4. Quante di queste determinazioni hanno come oggetto affidamento di lavori AD AZIENDE DI FIDUCIA DELL’AMMINISTRAZIONE CON PROCEDURA DIRETTA?
5. Tutte queste determinazioni sono rispettose del nostro regolamento di affidamento lavori?
6. Perché non è previsto un archivio storico digitale degli atti pubblici dell’amministrazione?
7. Ci sono in queste determinazioni impegni di spesa di lavori ad affidamento diretto ad aziende di parenti o affini di consiglieri comunali o assessori, in spregio ai vigenti regolamenti economici?
8. Il sig Sindaco è distratto sulla questione o complice?
9. Quali e quanti consiglieri comunali sono disposti a farsi carico di convocare un Consiglio Comunale che abbia come punto all’ordine del giorno la Elezione di una commissione permanente Garanzia e Trasparenza amministrativa per verificare una ricognizione sullo stato dell’arte della gestione?

Vogliamo essere smentiti, sfidiamo nell’onore questa amministrazione su questi punti! Uno dei manifesti più cari a chi ha militato nei partiti di Destra ritrae Giorgio Almirante con in primo piano i suoi occhi azzurri e la scritta: NOI POSSIAMO GUARDARTI NEGLI OCCHI!

Il commissario Federazione provinciale di Avellino
Ermelindo Romano

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6 Risposte »

  1. Ma io vorrei sapere, oltre al COMMISSARIO, CHI FA PARTE DI QUESTA FEDERAZIONE?
    Ma poi, questa ricerca spasmodica di cariche altisonanti, questo continuo cambio di marchio di fabbrica, questo continuo denunciare e MAI proporre in maniera pacata.
    SIgnor ROmano è da diverse candidature che il popolo le nega il consenso. Lei continua con rabbia a proporsi in modo aggressivo sui giornali, qualsiasi argomento le capiti a tiro.
    Per un pò di anni si fermi, si metta dietro le quinte, la sua ha tutti i connotati di una battaglia personale che non trova seguaci e questo scoccia molto il cittadino (che dovrebbe poi votarla) e poco le istituzioni che si muovono autonomamente anche indipendentemente dalle sue continue recriminazioni.
    Ultimamente, tutto ciò che ha voluto denunciare sui giornali, all’ atto pratico, aveva già una propria risoluzione che ben prescindeva dall’intimidazione delle sue denunce a mezzo stampa. Questo la svilisce e a noi atripaldesi avvilisce. Comunque, riceva le mie più sentite congratulazioni per la nomina di Commissario di questa ridente federezione.

  2. TU PROPRIO NON PUOI GUARDARCI NEGLI OCCHI……………….

  3. Ermeli’ torna allo scoutismo che e’ meglio

  4. finalmente qualcuno inizia ad alzare la tavoletta.

  5. non abbiamo bisogno di questo modo di fare politica.

  6. Ermelindo è meglio che non parli credimi: quando eri consigliere neanche questo non dicevi. Sei andato via da fli, sei andato via dal pdl, cosa vuoi per avere la poltrona dicci tu? ok ciao

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