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Festività di San Sabino, stasera i falò tra la delusione dei fedeli per l’ordinanza di Arpac e Comune che hanno spento una tradizione secolare. Domani processione di pomeriggio non senza proteste

Pubblicato in data: 8/2/2013 alle ore:09:06 • Categoria: CulturaStampa Articolo

foto-falo-san-sabino-2013E’ la sera dei falò di San Sabino. Alle ore 19.30, in piazza Umberto ( nelle Foto la preparazione del falò), sarà acceso dal sindaco Spagnuolo e benedetto da Don Enzo De Stefano il grande falò in onore del Santo Patrono. Una tradizione secolare che si tramanda negli anni che quest’anno però rischia di essere giunta al capolinea.

Non ci sarà infatti, come tutti gli anni, la gara tra i vari quartieri nell’allestire quello più grande, segno della devozione verso il Santo.
Le limitazioni imposte dall’Arpac e rese note con una circolare dal primo cittadino nella quale si comunica che bisogna chiedere autorizzazione sindacale ed utilizzare solo ed esclusivamente legna vergine da ardere non trattata (certificata da documentazione), niente scarti e rifiuti dei lavori dei campi e delle potature, ha spento gli entusiasmi e la passione degli atripaldesi. E montano ancora le polemiche. Perciò i
l rischio concreto è che alla fine questa sera l’unico focarone che si accenderà, insieme a qualche altro isolato falò, sarà quello allestito in piazza Umberto curato dai dipendenti dell’Amministrazione comunale.
Proteste che non mancano anche per la decisione assunta quest’anno di far uscire la processione in onore del Santo Patrono Sabino e San Romolo, il giorno 9 febbraio,  non di mattina come accaduto sempre subito dopo la messa, ma di spostarla nel tardo pomeriggio. Sono diverse le segnalazioni di protesta giunte in redazione.
Domani mattina
, alle ore 10, presso la chiesa madre di S.Ippolisto Martire, Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E.Mons. Francesco Marino, vescovo di Avellino. Nel pomeriggio, alle ore 17, Solenne processione per le vie della città con le statue dei due santi. Sempre in serata infine, alle ore 18, nella chiesa di S.Ippolisto Martire, Don Enzo De Stefano, distribuirà ai tantissimi fedeli la Santa Manna, altra antichissima tradizione. Il parroco, infatti, segna la fronte dei fedeli con la Santa Manna, un liquido con poteri miracolosi che si dice, sia il sudore delle ossa di S.Sabino.
falò san sabino
foto2-falo-san-sabino-2013

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9 Risposte »

  1. e mai possibile che siamo diventati un popolo di lamentosi. Io non credo perchè il falò lo si può fare anche in forma ridotta in segno di devozione al Santo e rispettare le norme che le leggi impongono oltretutto sono convinto chè anche in altri posti del paese ci sarà la consueta tradizione e solo questione di buona volontà

  2. Caro Direttore e’ pur vero che con queste ordinanze si e’ spenta una tradizione ma purtroppo questo giorno dedicato ai falò diventava per molti il modo di disfarsi di vecchi mobili e materiale di scarto non pensando all’ambiente. Non dimentichiamo il falò di Alvanite fatto interamente di bancali di legno impregnati di olio e scarti di fabbrica. Allora mi fermò a riflettere e penso forse e stato meglio così!!!

  3. Il problema è che prima tali ordinanze non c’erano perché veramente la gente accendeva il falò per tradizione, sia anche con legna tossica, e non se ne importava se per il falò succedeva qualcosa alla sua salute. Oggi invece è tradizione che ci si scagli l’un contro l’altro, fratello contro fratello, e quindi siamo noi a demolire le tradizioni costringendo comune e arpac ad emanare certe direttive. Per quanto riguarda la processione, per me è importante farla, sia di pomeriggio o di mattina, sia il 9 febbraio o un altro giorno. Ogni occasione è buona per fare chiasso e criticare.

  4. d.enzo non ti ci mettere pure tu. la processione era di mattina e di mattina dovrebbe restare. i parroci passano le tradizioni restano. per favore riaggiusta le cose.

  5. VERGOGNATEVI AVETE DISTRUTTO UNA TRADIZIONE, MENTRE NEGLI ALTRI PAESI, COME NUSCO CASTELFRANCI E LA BARONIA FANNO LA NOTTE DEI FALò SENZA TUTTI STI PROBLEMI TUTTO A CARICO DELL’AMMINISTRAZIONE COSE CHE SUCCEDONO SOLO AD ATRIPALDA!!!

  6. caro don enzo, caro sindaco, arpac, polizia municipale, carabinieri e chi piu’ ne ha ne metta ,tutti voi insieme state rovinando quelle che erano le tradizioni di questo paese…. in altri paesi il sindaco mette tutti a tacere qui purtroppo no…. brutta fine……viviamo in un paese dove l’ inquinamento e’ altissimo voi che fate andate a vedere i falo’, penso che l’arpac dovrebbe farsi un giro laddove ci sia un camino, perche’ la maggior parte dei cittadini ,nei termocamini brucia sole pedane,mobili, e quant’altro ……

  7. cari amici non e’ stata distrutta solo una tradizione, ma piu di una. atripalda era un paese da fare invidia a tutta l’irpinia e ora cosa abbiamo da farci invidiare?… niente, tutti le nostre usanze muoiono con la nostra vecchiaia. I giovani pensono solo a dettare nuove leggi, tanti anni fa c’era solo rispetto e povertà. Il falo’ e’ una tradizione che si manifesta per tutti i rioni del paese era ed e’ una tradizione che non puo’ finire a causa di leggi e denari. Penso che ci sono cose molto piu disperate del falo’ guardate a quelle. Lasciate che il paese mio e vostro sia sempre classificato numero uno da tutti i vicinati. gianni

  8. qui non si tratta di distruggere una tradizioni ma di far rispettare delle regole che sono a beneficio della nostra salute. a tutti noi piace il falò di san Sabino, basta usare il materiale giusto.

  9. Sono dello stesso parere di Giovanni Giannitti (anche non conoscendolo).
    Voglio soltanto dire : A Napoli se spostassimo l’orario e l’evento del “sangue” di san Gennaro, cosa direbbero anzi farebbero i napoletani? La cultura e la tradizione di un popolo vanno sempre rispettate; le ordinanze devono essere redatte ma sopratutto serve il controllo. Vigilare sempre, non soltanto secondo i propri gusti !

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