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“In Irpinia”, l’autunno nei versi di Gabriele De Masi

Pubblicato in data: 25/10/2013 alle ore:17:39 • Categoria: CulturaStampa Articolo

castagneIn Irpinia

Incido pancia di castagna,

è ferita al guscio, s’apre

ancor più al calor di fiamma,

prorompe soda polpa dorata

di gonfia caldarrosta, che,

se non segnata, brontola

sulla brace, protesta, scoppia

ed è festa di bimbi al falò

di piccoli legni di fascina

all’improvviso botto, ressa

di mani nel gioco, salta

castagna da palmo a palmo

al vento di bocca che soffia

sul caldo pasto prima

d’essere assaporata, guardo

lontano,s’è vestito d’inverno

il primo tempo d’autunno,

dorme la nocèlla secca nel sacco

all’androne di cantina,

singhiozza il vino, aspettano

le giffoni trasmutarsi in corpo

nuovo, pralina, dolce torrone, bacio

fondente al cioccolato e ancor

nutella bella di sapore, ora

sale dalla valle il compratore,

arranca il camion nei tornanti

sui colli e monti dell’Irpinia,

spiazzo il tempo con curve nuvole

di fumo, respiro ampie boccate,

il noce di fronte è stanco,

schiuma, rilascia da malli acidi

fresche armature di giovani

gherigli, balsamo al fiato nuovo

d’autunno, che nasce e muore

d’improvviso ardore intorno

a una castagna, al vino,

alla nocèlla e al noce.

Gabriele De Masi

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2 Risposte »

  1. Non è un segreto che Gabriele De Masi sia un chirurgo delle parole. Poesia deliziosa!

  2. complimenti Grabriele un saluto…

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