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Dopo 28 anni le Misericordie d’Italia e la Misericordia di Atripalda incontrano il Santo Padre in Piazza S. Pietro

Pubblicato in data: 16/6/2014 alle ore:00:24 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

pro-loco-dal-papa-8La confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia è una delle più grandi e antiche entità federative del Paese nell’ambito del volontariato. Ente morale con sede a Firenze, la Confederazione riunisce oggi oltre 700 Misericordie, tra arciconfraternite, confraternite e fraternità, alle quali aderiscono circa 670 mila iscritti, dei quali oltre 100 mila attivamente impegnati in opere di carità. Da ben 8 secoli, infatti, la loro azione è diretta a soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto, sia materiale che morale. Le Misericordie nascono on Toscana, a Firenze, nel 1244 e oggi compiono 770 anni. Hanno le loro origini nelle prime forme di partecipazione dei cittadini alla vita della comunità che presero il nome di Confraternite. Dalla Toscana, le Misericordie si sono diffuse in tutta Italia e oggi sono presenti in ogni regione con particolare sviluppo nel Centro-Sud. Questo è dovuto all’impegno, alla motivazione e ai valori che le Misericordie toscane, in passato, hanno saputo testimoniare e trasmettere durante i loro interventi a favore delle popolazioni colpite da eventi calamitosi, infatti la Misericordia di Atripalda nasce infatti dopo il terremoto del 1980 esattamente il 25 ottobre 1985. Oggi la Misericordia è una realtà opera in molteplici e complessi servizi nell’ambito socio-sanitario. I principali settori sono: trasporti sanitari e sociali, emergenza/ urgenza e pronto soccorso, operatività 24h, Protezione Civile, con gruppi attrezzati e specificamente addestrati, assistenza domiciliare, telesoccorso, aiuto alimentare, gestione informa giovani in convenzione con il Comune. E’ d’avvero una grande gioia per me e per tutta la Misericordia e per la comunità Atripaldese incontrare il Santo Padre. “ La misericordia cambia il mondo “ : fin dal primo Angelus del Santo Padre, la “ Misericordia del Signore “ è stata sempre al centro delle sue riflessioni. Questo, se da un lato ci fa pensare al “ peso “ e alla grande responsabilità insiti nel nome stesso del nostro movimento, dall’altro ci riporta alla scelta significativa che i nostri padri hanno fatto 8 secoli fa, dandosi proprio questo nome che è segno di un aiuto non solo materiale ma anche morale, di cui ancora oggi , e forse oggi più che mai la nostra società ha bisogno – spiega il Presidente Vincenzo Aquino,una carità sconfinata, la nostra non si fa bella, non è mai vanitosa né arrogante, non si riempie la bocca con i bisognosi: è una carità umile, silenziosa, nascosta dalla “ buffa “, il cappuccio nero della nostra veste storica, quella che 770 anni i confratelli indossano, per garantire l’anonimato della propria opera, svolta nel nome di Gesù. Per me è stato un incontro emozionante – spiega il Consigliere Segretario Giovanni D’Agostino, avere di fronte a me il Santo Padre Francesco a nemmeno a 1 metro, e poi vedere in Piazza San Pietro 60mila volontari è stato ancora più significativo. L’incontro, tra l’altro, – continua il Consigliere- avviene in un giorno molto particolare, il 14 giugno 1986, circa 10 mila fratelli delle Misericordie italiane vennero ricevuti in udienza dal Santo Padre, nell’aula “ Paolo VI “ , l’ oggi San Giovanni Paolo II tracciò una svolta nella vita del movimento, indicando con chiarezza la vita della carità che le Misericordie dovevano far propria : ” Ecco la consegna che vi affido… siate i promotori e fautori della civiltà dell’amore, siate testimoni infaticabili della cultura della carità “, queste parole costituirono per le Misericordie una vera e propria svolta, oggi a distanza di 28 anni il Santo Padre Francesco ci ricorda che tutto il nostro servizio prende senso e forma dalla parola Misericordia che, etimologicamente, significa donare il cuore ai miseri, a quelli che hanno bisogno. Ed è quello che fatto Gesù ha spalancato il cuore a chi ha bisogno, poi Papa Francesco ha ammonito dal rischio di “ di essere spettatori informatissimi e disincarnati “ di restare cioè passivi davanti alle “ tantissime statistiche sulla povertà “ che abbiamo a disposizione. “ Troppe parole, troppe parole, troppo parole, non si fa niente ! “ Questo è un rischio. Non è il vostro, voi lavorate, lavorate bene, bene ! Ma c’è il rischio… Quando io sento alcune conversazioni tra persone che conoscono le statistiche : “ che barbarie, Padre ! Che barbarie, che barbarie ! “ “ Ma cosa fai tu per queste barbarie ?”. Niente , parlo ! E questo non risolve niente! Di parole ne abbiamo sentite tante ! Quello che serve è l’operare, l’operato vostro, la testimonianza cristiana, andare dai sofferenti come Gesù ha fatto. Egli va per le strade e non ha pianificato né poveri, né i malati, né gli invalidi che incontra lungo il cammino. Ma con il primo che incontra si ferma, diventando presenza che soccorre, segno della vicinanza di Dio, che è bontà, provvidenza e amore. Infine conclude, “ Vi incoraggio a portare avanti con gioia la vostra azione e a modellarla su quella di Cristo. Lasciando che tutti i sofferenti possano incontrarvi e contare su di voi nel momento del bisogno. Cari fratelli e sorelle grazie, grazie di nuovo a tutti voi per quello che fate. Grazie “, il Signore vi benedica e la madonna vi protegga!Grazie, e per favore non dimenticatevi di pregare per me. Ne ho bisogno anch’io!Grazie !

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Una Risposta »

  1. In questo articolo, che ha tracciato la storia della Misericordia di Atripalda, è stato trascurato l’evento più importante. Giusto sarebbe stato dare il merito a chi ebbe l’idea di istituire anche ad Atripalda la Misericordia. Siete del parere che è stata fatta una grave omissione? La Misericordia, dalla istituzione, è stata una realtà. Quindi è errato dire : che oggi è una realtà. La verità è che oggi arrivano più soldi, quindi occorre solo saperli gestire. Il cinque per mille aiuta tanto. Prima non c’era. Colgo l’occasione per consigliare, per l’anno prossimo, l’invio a tutte le famiglie di una locandina pubblicitaria con il numero di partita iva . I cittadini non saranno insensibili.

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