sabato 26 maggio 2018
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Festa di San Sabino, l’ex Comitato fa chiarezza

Pubblicato in data: 23/8/2014 alle ore:17:14 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

san-sabinoLa necessità di scrivere alcune righe su quanto accaduto in relazione alle dimissioni del comitato festa San Sabino nasce dall’ esigenza di fare chiarezza sulle ragioni e sulle motivazioni che hanno portato allo stallo in cui pare essere caduta l’organizzazione della tradizionale festa civile del Santo Patrono. Le dimissioni dell’intero comitato sono scaturite dalla volontà di dare giustamente spazio a coloro che da tempo reclamavano la libertà di poter costituire un nuovo gruppo di lavoro per l’organizzazione della suddetta festa. Sulle squallide insinuazioni apportate a sostegno del presunto progetto di libertà da tali sedicenti perbenisti non pare opportuno dilungarsi, perché la povertà d’animo delle loro intenzioni, la piccolezza mentale e di contenuti delle loro inconsistenti proposte, la bassezza delle accuse mosse sono sotto gli occhi di tutti. Quando è arrivato, infatti, il momento di farsi avanti e dimostrare tutto il loro millantato saper fare, è mancato quello che è proprio dei grandi uomini: IL CORAGGIO. Poiché ciò che interessa a chi ha ratificato le proprie dimissioni è consegnare un documento che attesti l’andamento dell’operato di tanti anni dedicati ad un servizio pubblico, svolto con grande dedizione, e con dispendio di energie e forze personali, a coloro che hanno nel tempo affidato le proprie offerte alla gestione del comitato festa San Sabino, pare opportuno premettere brevi cenni su cosa siano un comitato e le sue regole. Il comitato è un’organizzazione volontaria di persone che intendono promuovere il perseguimento di scopi collettivi ed esterni ai promotori, utilizzando mezzi finanziari raccolti mediante oblazioni o pubbliche sottoscrizioni. Ciò che caratterizza il comitato è il vincolo reale impresso sui fondi raccolti, i quali devono essere, cioè, destinati esclusivamente allo scopo per il quale sono stati raccolti, in virtù di una personale responsabilità in tal senso degli organizzatori. La scelta delle regole organizzative del comitato è lasciata alla libertà dei suoi membri, cui spetta il potere-dovere di concorrerne al governo. Ebbene, il comitato festa San Sabino è stato proprio questo: un’organizzazione volontaria di persone che intendevano promuovere l’organizzazione della festa civile e religiosa del Santo Patrono, utilizzando i mezzi finanziari raccolti mediante la questua cittadina. Negli anni di sua attività il comitato festa San Sabino ha raccolto fondi, destinandoli allo scopo annunziato, e conservando la gestione di quelli residuati nel tempo. Al momento delle dimissioni, il comitato ha consegnato al presidente religioso, don Enzo De Stefano, l’attivo di cassa, perché ne curasse la gestione, manifestandogli al contempo la propria disponibilità ad organizzare la festa religiosa, qualora nessuno si fosse presentato per formare un nuovo comitato.All’indomani della scadenza del termine ultimo per la formazione del nuovo comitato, il parroco ha riconvocato i membri del comitato dimissionario per chiederne la collaborazione per la organizzazione della sola festa religiosa e ha ritenuto opportuno chiarire che la riconvocazione non aveva lo scopo di ricostituire il comitato festa, ma quello di formare un gruppo di semplici collaboratori, senza alcun potere di raccolta di fondi mediante la questua cittadina. La disponibilità dei membri dimissionari non è stata premiata con la chiarezza dell’informazione su ciò che è realmente accaduto, e che, a malincuore, si è “costretti” a riportare pubblicamente sulle pagine di un giornale, in nome esclusivamente della tutela della dignità e dell’onestà con le quali l’intero comitato ha sempre svolto il proprio servizio a favore dei concittadini atripaldesi. All’invito del sindaco, avente ad oggetto l’organizzazione della festa civile, i cosiddetti collaboratori hanno deciso, dunque, di rispondere delegando il parroco a rappresentarli, essenzialmente per due motivi: 1) il comitato festa San Sabino si è dimesso già dal mese di maggio 2014; 2) il sindaco ha ritenuto opportuno invitare, a titolo personale, solo alcuni dei membri del comitato dimissionario. Il comitato uscente accoglie con gioia l’iniziativa dell’amministrazione comunale relativa ai festeggiamenti civili in onore del Santo Patrono e si augura che essi possano continuare negli anni ed essere vissuti non nel parco delle Acacie, ma nel loro luogo storico: FORE O’ MERCATO. Ringrazia, inoltre, la cittadinanza, che per molti anni lo ha onorato della fiducia nella gestione delle oblazioni date con grande senso di devozione nei confronti del Santo Patrono, e spera che non si attribuisca ad un presunto disinteresse dei suoi ex componenti il mancato svolgimento della tradizionale festa civile in onore di San Sabino, Patrono e Protettore di Atripalda. I dimissionari tutti salutano gli atripaldesi , dicendo a gran voce: W SAN SABINO!

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6 Risposte »

  1. Il comitato ha fatto bene a chiarire la propria posizione così mette fine alle illazioni che in queste sere d’agosto hanno animato le discussioni di piazza. Una cosa è chiara : il parroco non ha inteso rinnovare la fiducia al vecchio comitato.
    Eppure il comitato, per quanto si evince nella chiarificazione, si è attenuto scrupolosamente alle regole. La conferma di tutto questo è la consegna della rimanenza di cassa. Sarebbe stato anche giusto, vista la volontà del comitato di salvaguardare la propria onorabilità e trasparenza, dichiarare l’ammontare di cassa consegnato al parroco. Solo così i cittadini si sarebbero resi conto dello scrupolo che il comitato ha profuso nella gestione dei soldi loro affidati.

  2. Non ho capito niente, ma certamente é colpa mia!

  3. Brutta razza, voi atripaldesi: presuntuosi, vili, saccenti, ed incapaci (oltre che non desiderosi) di risolvere qualsivoglia problema, refrattari all’idea di una comunità funzionante in cui ognuno deve sentirsi chiamato a far qualcosa per il proprio problema.

    FIRMA. Abitante di un paese limitrofo che funziona dal punto di vista della collettività.

  4. Ottimo commento.
    La festa va fatta in Piazza. Che c’azzecca il parco delle Acacie.

  5. A me risulta che i signori del comitato si siano irreversibilmente dimessi già da parecchio tempo, durante il quale il parroco ha cercato un nuovo presidente sotto la cui guida reintegrare tutti i dimissionari (ma qualcuno ha rinunciato dicendo che interpreta diversamente il potenziale ruolo…). Non poteva dunque rinnovar loro la fiducia senza un presidente.
    Quanto alla questione dei soldi, più che interessarmi della cifra (credo sia esigua, e comunque è successo svariate volte nella storia del comitato), vorrei capire come è stato possibile raggiungere certe cifre e pagare diversi complessi e cantanti, se periodicamente Don Enzo o il comitato lamentavano la mancanza di “finanziamenti” da parte dei cittadini e, per la crisi, mi vengono in mente anche i commercianti.

  6. D’ Agostino che prende le distanze dal Comitato. Boh.

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