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sabato 24 febbraio 2018

Giovanni D’Agostino prende le distanze dal comunicato dell’ex comitato San Sabino

Pubblicato in data: 24/8/2014 alle ore:23:36 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

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Ad Atripalda a tenere banco è ancora la vicenda della festa di S. Sabino.
Ieri i componenti dell’ex comitato festa hanno inviato una nota agli organi d’informazione in cui chiarivano le ragioni dello scioglimento dello stesso, dopo le dimissioni del coordinatore Giovanni D’Agostino.
Oggi  è invece lo stesso D’Agostino ad intervenire e a specificare, con una breve dichiarazione: “di non essere d’accordo con la nota e di prendere le distanze da quanto espresso dall’ex comitato“.

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8 Risposte »

  1. Che la festa civile di San. Sabino ritorni in piazza Umberto I°, anche se in tono minore la sua sede storica e la piazza, ma quale parco delle acacie, ma siamo alla frutta signori che vogliamo fare? sostituire la festa civile del nostro caro Santo Patrono con la festa della pizza, e’ inaudito; Carissimi la festa di San. Sabino e’ questa: le luminarie, i fuochi pirotecnici, la banda musicale, il concerto, la processione, se avete deciso di sostituire tutto questo con la festa della pizza con relativi sponsor, e’ meglio non fare la festa civile di San. Sabino per quest’ anno, risparmiamoci una figuraccia con i nostri paesi limitrofi che con 1000 abitanti o poco piu’ organizzano bellissimi festoni patronali, invece noi circa 12.000 abitanti con questi programmi relativi alla festa civile del nostro amato San. Sabino dobbiamo solo vergognarci; Abbiamo molto tempo a disposizione per organizzare un serio comitato festa per settembre dell’ anno prossimo, basta fare queste inaudite figuracce, basta e poi basta, la festa deve restare nella piazza Umberto I°, se dovete fare la festa della pizza, fatela pure al parco delle acacie, ma per favore non la mischiate con la festa patronale perche’ non ci sono fondi a disposizione; Non comprendo perche’ il sindaco e il parroco non ci hanno pensato prima, magari nel mese di giugno di organizzare un comitato del municipio, cosa buona e giusta che l’ organizzazione dei festeggiamenti ritorna ad essere programmata dal comune come si faceva tanti anni fa’ un orgoglio per Atripalda; Quindi o la festa si fa’ come si e’ sempre fatta in piazza o eliminatela.

  2. Ma chi è stò D’Agostino che prende le distanze dal comitato festa.

  3. Prima convive per anni con il Comitato festa e poi prende le distanze.

  4. A Giugno nessuno ha risposto all’invito del parroco per la formazione di un nuovo comitato. 11000 atripaldesi morti viventi.
    Altra sterile ed inopportuna polemica, quella del sibillino “La piazza”.

  5. Eh no, c’ e’ ne fossero di persone oneste come Giovanni, se lo lasciavano lavorare in santa pace, potevate stare tranquilli che la festa di San. Sabino ritornava bella come era tanti anni fa’; Giovanni ha lasciato perche’ parte del comitato festa pensavano solo ai fatti loro e non a collaborare per la riuscita dei festeggiamenti; Giovanni sei un grande, un sincero, un bravo ragazzo, non le calcolare proprio queste persone che criticano sempre, questi non ti meritano, ma una parte di Atripalda ti e’ vicina e ti vuole bene e sta con te dalla tua parte.

  6. Caro Errico, se sei Atripaldese e fai parte dei 11.000 residenti perche’ non ti sei presentato tu all’ invito del parroco che lui ha fatto a giugno, allora anche tu fai parte della schiera dei morti viventi, il sibillino la piazza ti dice impegnati invece di criticare un commento veritiero, e ricordati che la festa religiosa la deve organizzare il parroco e basta, invece la festa civile la deve organizzare un comitato festa, bene se il presidente e’ il sindaco, quindi ti ripeto la chiesa non deve intromettersi nelle decisioni di un comitato festa, vedi che se sara’ cosi la festa di San. Sabino saranno in molti che la vorranno organizzare, senza rancore, la piazza.

  7. Caro “La piazza”, classifico come “deplorevole confusione” quella che crei tra le parti lottanti nel tuo commento. Esistono forse due san Sabino, uno civile e uno religioso? Ti risulta normale che la festa religiosa sia scissa da quella civile? Il sindaco presidente (istituzionalmente e personalmente evitabile)?
    Che la festa civile sia ormai diventata misera adorazione del dio consumismo, è incontestabile: ma se tu confondi San Sabino con la piazza (del cui nome ti fregi, reificando il tuo pensiero e la tua persona), un santo con un idolo, e di contro scindi la società civile dalla comunità cristiana quando esse, in linea di massima, sono assimilabili, stabilendo che ognuna deve organizzare la propria festa, la consistenza del tuo ragionamento, in valore assoluto, è pulviscolare.

    A parte questo, toccando qualche aspetto positivo della tua risposta, mi sento giustamente chiamato in causa e rispondo chiarendoti la mia posizione:
    1- Per qualche tempo sono stato anche io nel Comitato Festa, proprio perché desideravo impegnarmi in prima persona, poi ho lasciato per sopravvenute difficoltà di tempo (infatti io non critico chi non ha tempo); posso permettermi di fare certe osservazioni perché ho visto in prima persona sia la squallida inerzia dei saccenti atripaldesi (di cui per fortuna non faccio parte se non per trapianto nella zona), sia il politico modo di fare degli appartenenti al comitato (oggetto delle mie critiche), su cui puoi riscontrare, in articoli di questo giornale, talune considerazioni;
    2- Il mio impegno è tuttora profuso nello svolgimento della festa religiosa, a causa del ruolo che svolgo nella parrocchia madre di Atripalda, il cui parecchio tempo lo offro volentieri al Signore come indegno sacrificio per la salvezza dell’umanità e per i bisogni della Chiesa. Ciò mi consente di osservare da vicino tutte le mosse del parroco, ingiustamente accusato di non aver voluto rinnovare la fiducia al vecchio comitato (a tal proposito vi inviterei a parlare con Marena).

    Ringraziandoti della provocazione, spero tu non sia (ma ho ingenti dubbi) tra i morti viventi, indegni di avere per antenati un vescovo del calibro di San Sabino, un diacono come San Romolo, e soprattutto i nostri martiri, che con il sangue hanno testimoniato Cristo ed hanno alimentato la fede irpina, e si rivoltano nella tomba a sentire certe sterili interpretazioni non meglio definite.

  8. Caro Errico, ok. ho letto il tuo commento, auguriamoci che tutto sia piu’ chiaro con i mesi che verranno e che ritorni fra’ noi Atripaldesi la Festa di San. Sabino, cordiali saluti, la piazza.

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