domenica 23 settembre 2018
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Tumori, dati allarmanti per Atripalda. Spagnuolo: “necessita bonifica del Sabato e rimozione delle ecoballe da Pianodardine”

Pubblicato in data: 23/10/2014 alle ore:18:59 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

crom-mercogliano1Preoccupa lo studio del Crom di Mercogliano (Centro di ricerche oncologiche) che ha tracciato una mappa del cancro.
Sebbene la mortalità in Irpinia sia al di sotto della media nazionale, sono emerse alcune criticità e campanelli d’allarme. Solofra, Avella e d Atripalda sono i comuni dove si è registrata, soprattutto tra la popolazione, una maggiore mortalità per cancro. Partendo dalla deadline nazionale, soglia da non oltrepassare il cui valore standard è indicato a 100, la città di Atripalda arriva a 102,4 superando così il valore massimo di ben 2,4.
Dati allarmanti legati all’inquinamento della valle del Sabato e alla vicinanza con il nucleo industriale che il sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo, commenta così: «I dati sono importanti perché partiamo da un punto fermo che è fondamentale. Si riscontra cioè che là dove si registra uno sviluppo industriale ci sono problemi di naturale ambientale. Questo naturalmente vale per Solofra, questo vale anche per Atripalda che è a ridosso del nucleo industriale di Pianodardine, a ridosso dello Stir  e dell’Isochimica. C’è stato un ritardo di anni se non di decenni rispetto alla consapevolezza soprattutto dell’Isochimica ma guardiamo al futuro con maggior ottimismo. C’è da risolvere il problema del fiume Sabato, ma la presenza in seno al nuovo Consiglio provinciale di due nostri consiglieri porremo la questione della bonifica con forza al presidente Gambacorta visto che le risorse in Provincia ci sono, visto che anche il fiume Sabato, così com’è rappresenta un problema di tipo ambientale».
Il primo cittadino si rivolge anche all’assessore regionale all’Ambiente Romano: «Bisogna iniziare ad eliminare urgentemente le ecoballe dallo Stir di Pianodardine. Non bastano più rassicurazioni. Sono una bomba ecologica a cielo aperto. Atripalda è a ridosso dell’Isochimica, quindi non ha senso limitare lo screening solo alle persone di borgo Ferrovia, ma ad un passo si trovano i cittadini di Atripalda. L’Isochimica sostanzialmente si trova ad Atripalda quindi chiederemo questa espansione dei controlli così avremo una mappatura ancora più certa e veritiera».

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12 Risposte »

  1. Vi siete svegliati un poco tardi.

  2. Parlatene con Caldoro, lui subito vi accontenterà.

  3. Se non martellasse LAMBERTI, nessuno si muoverebbe. Se ci si muove oggi, gli interventi comunque sono tardivi. Prima nessuno parlava o sapeva niente dell’Isochimica. Se non si sarebbero eletti due consiglieri di Atripalda alla Provincia, tutto sarebbe rimasto o rimarrà come prima, e di tempo ne è passato e nessuno ha detto niente.
    Il solito scarica barile.

  4. Chiamate le tv nazionali e fate vedere all’Italia intera come stanno le cose prima che ci classificheranno la terra dei fuochi 2

  5. Ricordo a giusy il convegno sui Tumori organizzato dal Comune più di un anno fa.

  6. Intervento tardivo.

  7. Ma prima cosa avete fatto. Non lo sapevate il problema dell’Isochimica e della Monnezza?

  8. Questi sono i problemi seri di Atripalda, non il Palazzo Caracciolo e il centro servizi.

  9. Se se…Buongiorno!!!!!! Intanto LORO pensano di buttare altro cemento. Le isole pedonali e le giornate ecologiche con la chiusura al traffico NO. Se ne sta parlando da anni, Atripalda è ALTAMENTE inquinata, cosa ancora più grave dal momento che non ha insediamenti industriali particolarmente rilevanti. Gira e rigira è sempre la politica la principale responsabile , con scelte sbagliate, scelte non fatte, scelte di parte. Ma Spagnuolo non è solo, anzi si potrebbe dire che ha sfortunatamente ereditato una situazione già a livelli critici. Peggio hanno fatto in precedenza , sottovalutando i disastri ambientali legati all’amianto di Borgo Ferrovia e all’incendio dell’IRM. E non dimentichiamo l’incendio ai capannoni di via Tufarole , altro “giallo” su cui poco si è saputo , nemmeno il tipo di materiali andati in fiamme. Tantomeno si è mai pensato di “ripensare” il Piano Traffico, lasciando così il paese totalmente congestionato in alcune zone nevralgiche , dentro e fuori le ore di punta. Non si è mai pensato ad esempio di costituire un’isola pedonale a ridosso delle scuole elementari e medie, una zona libera dagli scarichi delle auto dei genitori che ancora si ostinano ad accompagnare i bambini con l’auto , quasi fin dentro i cancelli, lasciandoli respirare di buon mattino una quantità i smog elevata. Basterebbe lasciare le auto a 500 metri dagli edifici scolastici. Detta così sembra fantascienza in un’epoca dai ritmi elevati che genera stress e malanni. Ma se i genitori pensassero solo per un attimo che i gas più pericolosi emessi dalle loro stesse automobili permangono proprio ad altezza naso/bocca dei bambini, forse un serio dubbio nascerebbe. Le “occasioni” di mostrarsi pratici ed efficaci contro l’inquinamento che genera morte e malattie ci sono, ed in abbondanza. Ad esempio un nuovo PIANO DEL VERDE PUBBLICO che preveda l’impianto di alberi in tutte le zone demaniali e nelle strutture (parchi, ville) gestite e controllate dal Comune.
    Non si tratta di diventare la Terra dei Fuochi PARTE SECONDA, si tratta piuttosto di invertire una tendenza, fare informazione e prevenzione, migliorare i rapporti e la comunicazione con ARPAC e ASL coinvolgendo tali enti nello SCREENING aggiornato dei livelli di inquinamento e del tasso di incidenza su tutte le forme neoplastiche tumorali in crescente aumento ( si consiglia il REGISTRO DEI TUMORI) . Sarebbe inoltre consigliabile il coinvolgimento di tutti i MEDICI DI BASE operanti sul territorio per avere un dato più preciso ed attendibile del fenomeno. Mi auguro che le istituzioni facciano il loro dovere. Adesso che c’è di mezzo anche la LORO salute.
    Cordialmente

  10. O vero s’adda bonificà l’area.
    Sulo mo se ne so accuorti.

  11. Per Adolf:
    E dopo il convegno ci dici cosa si è fatto?

  12. Solo bla bla bla bla……….?

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