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domenica 25 febbraio 2018

Sentenza Tar parcheggio a pagamento Asl, il sindaco avvia indagine interna dopo la condanna incassata dal Comune: «si verifichi se ci sono stati ritardi e responsabilità e a carico di chi nell’emissione del decreto di esproprio»

Pubblicato in data: 4/1/2015 alle ore:08:30 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

spagnuolo-3«Domani mattina avvierò una richiesta formare al segretario comunale affinché verifichi se ci sono stati ritardi e responsabilità e a carico di chi nell’emissione del decreto di esproprio da parte degli Uffici preposti ». Ci vuole vedere chiaro il sindaco Paolo Spagnuolo dopo la sentenza emessa dal Tar di Salerno che ha ritenuto fondato il ricorso del signor Francesco Sellitto che aveva impugnato il decreto di esproprio dei diritti di servitù di cui è titolare emesso in data 17 ottobre 2014 dai responsabili del settore V Urbanistica dell’Utc, geometra Raffaele Nevola e del settore III Lavori Pubblici, ingegnere Silvestro Aquino, per consentire alla famiglia Palma, proprietaria dell’area, di realizzare un parcheggio pubblico di 1500 mq. a pagamento a servizio dell’Asl di via Manfredi, con l’installazione di due sbarre automatizzate, all’ingresso e all’uscita dell’area, per circa 40 posti auto con tariffa oraria di 50 centesimi, applicando la stessa prevista per i parcheggi comunali nel centro.
La sezione staccata di Salerno del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha infatti annullato il decreto di esproprio in quanto non vi erano motivi oggettivamente validi per prorogare i termini di emissione dello stesso, dichiarando così illegittima la proroga concessa dal settore Urbanistica dell’Utc sulla scorta di «sopravvenute difficoltà organizzative dell’ufficio». Quest’ultimo, quindi, doveva necessariamente essere emesso entro il termine previsto dalla delibera di Giunta 117/2013 e cioè il 10/07/2014. La sua emissione tardiva pertanto, ne ha determinato la sua decadenza. Il Tar ha inoltre condannato il Comune di Atripalda alla refusione delle spese giudiziarie sostenute dalla parte ricorrente, nella complessiva misura di 2.000 euro, oltre oneri di leggi, nonché al rimborso del contributo unificato, nella misura di 1.800 euro, il tutto con attribuzione agli avvocati anticipatari.
A questo punto il Comune dovrà ripetere tutta la procedura ex novo, con nuova approvazione del progetto, con dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e, quindi, nuova fissazione del termine di emissione del decreto di esproprio. Un stop per il progetto che ha spinto giorni fa la famiglia Palma a quantificare i danni accusando il Comune «di comportamento omissivo e irresponsabile».
«Si può tollerare un decreto di esproprio dichiarato illegittimo nel merito allora a quel punto la responsabilità sarebbe stata anche di chi ha dato quell’indirizzo politico – sbotta il primo cittadino -. Ma se il Tar dice che nel merito il decreto è apposto ma il problema è il ritardo nella sua emissione e notifica, allora la situazione cambia». Da qui l’avvio dell’inchiesta interna: «Una sentenza che sottolinea la tardività dell’esproprio. Sentenza chiara ed inequivocabile che fa riferimento ad un ritardo che c’è stato nella fase gestionale. Dopo la nostra delibera di giunta non capisco perché poi ci sono stati dei ritardi nella fase di esecuzione della delibera stessa. Un fatto assolutamente grave. Non posso che dare atto alla famiglia Palma. C’è stato un ritardo che procurerà un esborso da parte della famiglia stessa. Debbo anche difendere con forza l’amministrazione perché quello che dovevamo fare noi in base alla Bassanini l’abbiamo fatto in modo concordato con la famiglia Palma perché condividevamo quel tipo di intervento ritenendolo di utilità per la collettività atripaldese. Dopo di che purtroppo la Bassanini, ed io sono tra i sindaci che la detestano e vorrebbero assumersi la responsabilità fino in fondo dei procedimenti, crea una zona invalicabile perché poi la parte politica non può più interferire e condizionare gli uffici che debbono poi in piena autonomia dare esecuzione all’indirizzo della parte politica. E rispetto alla questione Palma l’episodio si è verificato nella zona invalicabile. Quindi è bene chiarire ai cittadini, prima ancora che alla famiglia Palma che certe dinamiche li conosce bene, che non c’è nessuna responsabilità politica e o giuridica dell’amministrazione. Se c’è un problema di ritardi ingiustificati, almeno questo è stato il verdetto del Tar, sono da ricercare da chi aveva il dovere di dare esecuzione a quella delibera di giunta. E su questo anticipo formalmente che lunedì chiederò alla segreteria comunale di avviare un’indagine interna per stabile se ci sono responsabilità e a carico di chi rispetto al ritardo dichiarato ingiustificato dal Tar. Detesto la Bassanini, ma rispetto ad un passo del genere il rischio è che l’opinione pubblica possa imputare il ritardo alla parte politica, mentre alla stessa parte politica, spesso da parte dei dirigenti della pubblica amministrazione viene opposto uno stop perentorio rispetto alla fase gestionale, cioè tutto ciò che si svolge in quella zona invalicabile. E  allora è evidente che siamo arrivati al punto che se è vigente la Bassanini è giusto che la netta separazione dei potere, poteri di indirizzo a carico della parte politica e potere gestionale a carico degli uffici, si traduca anche in precise assunzioni di responsabilità che rispettino questa separazione di poteri».

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5 Risposte »

  1. SINDACO SECONDO ME LA SOLUZIONE E MOLTO SEMPLICE ,CHI SBAGLIA PAGA.

  2. Mi meraviglia che il Sindaco alla domanda che fa alla segretaria generale, anteponga il ” SE” . Evidentemente non ha ” capito” che la sentenza dice chiaramente che qualcuno ha fatto ” male” il suo lavoro. Allora la domanda che dovrebbe fare è: individuami il responsabile. Siamo curiosi di sapere l’esito dell’indagine. Comunque vada, sono sempre i cittadini che ne pagheranno le conseguenze.

  3. Andatevene tutti a casa. Incompetenti.

  4. Per Enrico.
    Così dovrebbe essere per tutti, dipendenti ed amministratori.

  5. ritengo che all’asl il parcheggio dovrebbe essere gratis in quanto l’asl essere un servizio di pubblica utilità (o necessità dir si voglia): sono alquanto meravigliato che altri non pensato cosi

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