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Falò di San Sabino, il sindaco diffonde le prescrizioni da rispettare per l’accensione dei “focaroni”. Meno di una decina le richieste

Pubblicato in data: 6/2/2015 alle ore:10:00 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

falò san sabino 2012Falò di San Sabino, il Comune diffonde le prescrizioni da rispettare per l’accensione dei “focaroni” in onore del Santo Patrono. In occasione della festività che, come da antichissima tradizione, prevede per la sera di domenica 8 febbraio l’accensione dei falò in aree pubbliche e private, il sindaco Paolo Spagnuolo ha emesso un’ordinanza. Dopo le polemiche degli anni passati legati all’l’inasprimento della normativa sulla combustione di materiali, il primo cittadino ha emanato un’ordinanza con quale detta le condizioni per l’accensione dei falò, semplificando la lista delle diciotto prescrizioni predisposte lo scorso anno dall’ex comandante della Polizia municipale, tenente Giannetta, che avevano scoraggiato più d’uno. Un vademecum composto da 8 step «per garantire ogni forma di tutela della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente al fine di evitare ogni possibile danno».
Sarà perciò necessario: dotarsi di licenza rilasciata dal sindaco come previsto dal Tulps decreto n.773 del 1931; bruciare soltanto legna di essenze arboree naturali non trattate, con esclusione di materiali plastici, pneumatici e simili; effettuare le accensioni  in condizioni di sicurezza tali da non costituire pericolo, danni o molestia alle persone, evitando anche quindi l’immissione di fumi e vapori negli ambienti abitativi; effettuare lo spegnimento laddove per qualsiasi causa, anche naturale, il fuoco accesso dovesse produrre in quantità eccessiva o ristagno dello stesso a livello del suolo; evitare che possa essere fatto uso di torce e gas; accendere lontano da siepi, alberi, fienili, abitazioni, garage, tende, gazebo, ombrelloni e strutture infiammabili; segnalare e opportunamente lasciare libere possibili vie di fuga; avere particolare cura nella bonifica del terreno a termine della combustione ed infine presentare autocertificazione di quanto disposto anche su apposito modello di denuncia disponibile presso il Comando di polizia municipale. «Basta seguire le prescrizioni – spiega il neo comandante della Polizia municipale, tenente Enrico Reppucci –. Quest’anno c’è un’ordinanza sindacale più snella per la documentazione che si deve presentare. Verranno utilizzati anche i bracieri, come l’anno scorso, per evitare che le ceneri possano restare a lungo per terra».
Prescrizioni e limitazioni che però con gli anni stanno compromettendo l’esistenza stessa della secolare tradizione, spegnendo gli entusiasmi e la passione degli atripaldesi.
Oltre a quello di piazza Umberto, allestito dai dipendenti comunali che sarà acceso dal primo cittadino alle ore 19.30 di domenica, dopo al benedizione del parroco Don Enzo De Stefano, non ci sarà infatti, come tanti anni fa, la gara tra i vari quartieri nell’allestire quello più grande, segno della devozione verso il Santo. Sono finora meno di una decina (tra 7 ed 8) le richieste giunte al Comune tra cui piazza Vittorio Veneto (organizzato dalla Confraternita di Santa Monica), piazza Tempio Maggiore (dinanzi la chiesa madre di S.Ippolisto), quello della Misericordia a via Pianodardine, quello della Pro Loco a contrada San Gregorio ed infine quello dei Boy Scout a rampa S.Pasquale

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