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“Buon viaggio Marcello”: l’abbraccio di Atripalda alla salma del giovane nella Chiesa Madre in attesa del funerale. Lo sfogo dello zio Giulio: “Abbandonato dallo Stato italiano”

Pubblicato in data: 18/9/2015 alle ore:07:02 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

IMG_3930Atripalda ha riabbracciato Marcello nella Chiesa Madre di Sant’Ippolisto dove la sorella Clarissa, insieme agli amici più cari, lo ha accolto ieri sera all’arrivo per la veglia notturna in attesa del funerale di questo pomeriggio alle 15. La salma del giovane è rientrata ieri mattina in Italia insieme ai genitori Pasquale e Assunta e allo zio Giulio che per primo volò in Thailandia subito dopo aver appreso la drammatica notizia dell’incidente in cui l’amato nipote ha perso la vita. «Siamo distrutti dal dolore, Marcello ci ha lasciati, era una bella persona mio nipote, io ero il suo padrino non posso credere a cosa gli è accaduto», parole colme di sofferenza quelle dello zio Giulio, consigliere al Comune di Manocalzati e fratello della madre Assunta e di Vittorio e Sabino titolari di noti locali atripaldesi. Ma oltre a provare un lacerante dolore, Giulio è profondamente deluso, amareggiato ma anche allibito dal comportamento dei funzionari dell’Ambasciata Italiana in Thailandia che non gli hanno dato né sostegno, né alcun aiuto concreto in questi otto strazianti giorni trascorsi, da solo, in terra straniera: «Lo Stato Italiano mi ha completamente abbandonato – dichiara – sono partito senza portare nulla con me il più velocemente possibile convinto che lì avrei trovato supporto e, invece, mi hanno lasciato solo senza ricevere alcun tipo di assistenza». Dopo quattro voli che da Napoli lo hanno condotto a Koh Samui passando per Roma, Abu Dhabi e Bangkok, stremato psicologicamente ma anche fisicamente, Giulio non ha trovato alcuno ad attenderlo: «Non mi hanno mai telefonato, sono stato io più volte a cercarli per chiedere informazioni – racconta -. Quando sono arrivato non sapevo nemmeno in quale dei quattro ospedali dell’isola recarmi per raggiungere mio nipote, una volta trovato ho chiesto, per lo meno, di essere annunciato, dato che non conosco la lingua locale, il thai, e lì non parlano inglese. Ma niente da fare, non mi hanno risposto, mi rimbalzavano le telefonate da un ufficio all’altro senza dare risposte per cui ho dovuto rivolgermi ad un interprete privato e contattare l’agenzia internazionale che si è occupata degli incartamenti per il rientro. L’Ambasciata si è ricordata di me solo il settimo giorno, per timbrare le carte». Forte il rammarico e la rabbia per l’inaspettato trattamento ricevuto soprattutto per la drammaticità della situazione: «Al contrario lo Stato Thailandese e quelli Arabi mi hanno dato piena disponibilità e anche conforto a dispetto dell’assenza delle autorità italiane. Sono sicuro che si farà giustizia, è l’unica cosa che adesso desideriamo». L’amministrazione comunale, intanto, d’intesa con il Forum giovanile, l’Asd Abellinum 1912 e la Piazzetta degli Artisti, in segno di cordoglio ha rinviato gli appuntamenti previsti ieri sera nell’ambito della rassegna cinematografica in programma.
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