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Il segretario cittadino dell’Udc risponde all’amministrazione: “Atripalda per la sua storia non merita tanta mediocrità”

Pubblicato in data: 21/4/2016 alle ore:16:15 • Categoria: Politica, UdcStampa Articolo

Udc, Nino De Vinco segretario«Cari consiglieri di maggioranza grazie per l’interessamento, ma francamente potevate farne a meno. Invece di amministrare questo paese (cosa che avete dimenticato di fare ormai da qualche anno) non trovate di meglio che redigere un farneticante documento con il solo intento di attaccare l’Udc di Atripalda. A dire il vero, comprendiamo le carenze amministrative, la gestione improvvisata della macchina comunale, ma arrivare fino a questo punto… Prendersela con un partito, come dire ci sembra davvero troppo!

Nelle vostre parole, si nota tutto il nervosismo di una maggioranza incapace di amministrare, di dare risposte ai problemi di questa città. In modo a dir poco bizzarro vi rivolgete ai cittadini, ai simpatizzanti, agli iscritti e agli elettori dell’Udc nell’intento di screditarci con una serie di idiozie che non meriterebbero alcuna replica.

La verità invece è un’altra: questi signori folgorati da un “lampo” di lucidità politica, si sono resi conto che l’Udc per loro é un problema serio.

Ci piacerebbe conoscere “il contributo di idee, di progetti e di proposte volti al miglioramento della vivibilità della nostra città”, proposte strombazzate da alcuni consiglieri di maggioranza e assessori, che gravitano in questa risicata maggioranza che si tiene in piedi solo per interessi di bottega.

Udc Atripalda, sede2Ci vogliono fare la lezioncina sull’Area Vasta facendoci passare per coloro i quali non hanno capito quali benefici e opportunità sono in essa contenuti. Conosciamo bene, forse prima di loro, di cosa si tratta e proprio per l’importanza che ad essa riserviamo, abbiamo rappresentato in consiglio comunale la necessità, tramite gli atti che invece mancavano, di conoscere e condividere la programmazione della struttura dell’Area Vasta per dare il nostro contributo e quindi decidere. Ed è lo stesso vicesindaco Tuccia ad ammettere che nel deliberato mancavano atti fondamentali, assumendosi nella seduta consiliare la piena responsabilità dell’accaduto e quindi, della impossibilità di approvare tale provvedimento.

E ora Tuccia che fa? Insieme ai suoi colleghi di maggioranza, ci fa anche la romanzina? Delle due l’una: o non è al corrente del documento dei suoi colleghi o ha qualche problema di natura politica che sinceramente non comprendiamo. Certo dobbiamo essere onesti con la città di Atripalda: ci vuole una bella faccia tosta per fare certe affermazioni e cambiare la realtà dei fatti…

I consiglieri di maggioranza poi, fanno riferimento ad altri comuni della nostra Provincia, ma tralasciano (forse) volutamente un aspetto davvero importante: quei comuni, hanno sicuramente degli amministratori più attenti e meno superficiali. Così come non comprendiamo la storia dei due Capigruppo. In verità, se così fosse, ma non lo è, meglio averne due di capigruppo che non averne affatto, visto che quelli della maggioranza ci risultano affetti da “mutismo” in consiglio comunale, ma per la verità anche in altri contesti. Ecco, ci sarebbe piaciuto conoscere l’opinione dei gruppi che rappresentano rispetto agli argomenti trattati non solo in questo Consiglio ma anche in quelli tenuti fino ad oggi. Ebbene, zero assoluto! Ma non dimentichiamoci che un capogruppo (Pd) fu eletto nelle file dell’opposizione mentre l’altro (?) in quelle dell’Udc, entrambi hanno rinnegato la volontà popolare.

Una cosa però ci sentiamo, in parte, di condividere del vostro documento: “Atripalda ha sempre recitato, nel corso degli anni, un ruolo di primissimo piano” in questa nostra Provincia. Frase che andrebbe però completata: “Oggi è stata relegata ai margini di questa Provincia”.

E allora, un consiglio ci sentiamo di darvelo: pensate ad amministrare invece di occuparvi dell’Udc, dei suoi simpatizzanti, iscritti ed elettori. Risanate la palude in cui avete affogato il personale dipendente (assessore se ci sei batti un colpo!) e smettetela di esaltare l’ovvio.

Atripalda, per la sua storia e per quello che ha rappresentato in questa Provincia, non merita tanta mediocrità».

Il Segretario dell’Udc di Atripalda

Nino De Vinco 

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13 Risposte »

  1. Evidentemente sei molto distratto o assente. Il sottoscritto in ogni seduta di Consiglio comunale ha sempre preso la parola sia per motivi di ordine politico che strettamente amministrativi. Comunque, delle volte è meglio essere affetto da mutismo, e, ribadisco, non è il mio caso, che dire idiozie.
    P.s. in omaggio alla sacralità della lingua italiana si dice “ramanzina” e non romanzina.

  2. Ma come Nino prima ti allei con l’amministrazione di Paolo Spagnuolo e poi lo attacchi, voi dell’ udc

  3. Pascarosa ma Che hai fatto Tu per Atripalda in questi 5 Anni??????

  4. udc siete comici gli atripaldesi vi conoscono bene percio’ vi evitano

  5. http://www.treccani.it/vocabolario/ramanzina
    ramanzina: (da un anteriore romanzina – ancor oggi usato popolarmente – der. di romanzo; cfr. l’espressione fam. ” fare un romanzo nel senso di farla lunga”): ecc.ecc.

    forse la treccani ha abiurato la sacralità della lingua italiana !!!!

  6. Potremmo star qui, in contraddittorio, a discutere dei Suoi interventi in c. comunale fino a domani, soprattutto quelli che definisce di natura politica.
    Per Lei parlano i verbali delle sedute consiliari. Se poi si riferisce ad interventi (pochi) strettamente connessi alla Sua delega, mi sembra ovvio che se mancassero anche quelli non si capirebbe il Suo ruolo in Consiglio Comunale.

    P.s. Dal vocabolario Treccani: ramanzina s.f. [da un’anteriore romanzina ( ancor oggi usato popolarmente), derivato di romanzo…..

    Ad onor del vero è più corretto dire ramanzina, visto il contesto nel quale veniva utilizzato il sostantivo di che trattasi.
    Le posso però assicurare che nella bozza originale era scritto proprio ramanzina.

  7. CARO CONSIGLIERE PASCAROSA ELETTO NELLE FILA DELL’UDC, MIGRATO VERSO SCELTA CIVICA ED OGGI FIGLIO DI NESSUNO, CI DICE CHE COSA HA FATTO IN 5 ANNI PER LA SUE DELEGHE AL TURISMO E AL MARKETING STRATEGICO DELLA CITTA’ OLTRE A GIULLARTE ORGANIZZATA GRAZIE A DE MITA CHE POI HA CAPITO CON CHI AVEVA A CHE FARE E A CHIUSO I RUBINETTI!!!!!
    A QUANTO PARE O RISULTA ….ZERO DI ZERO DI ZERO DI SOTTOZERO…
    CI FACCIA IL PIACERE RITORNI A FARE L’AVVOCATO A TEMPO PIENO……!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. Si sì parlate parlate intanto gli incarichi vanno e vengono e le fatture pure.

  9. Credo che gli Atripaldesi non avessero bisogno di questa ulteriore sceneggiata per capire che ormai dalla notte dei tempi nel nostro paese, l’unico esercio che riesce bene ai politici o presunti tali è la retorica. Da tutte le direzioni: maggioranze minoranze liste civiche liste partitiche ognuno trova motivo per ergersi a migliore della classe e apparire come l’oracolo che aveva previsto tutto e detto tutto. Io, molto più umilmente, ritengo che da prima che esistessero ancora i simboli partitici tradizionali, da quando cioè la politica veniva esercitata come obbligo morale nei confonti della città e dei cittadini e non mi riferisco certo al periodo Fascista, gli Atripaldesi non hanno avuto più il piacere di conoscere un primo cittadino ed una amministrazione che fosse lealmente interessato al benessere di Atripalda. Allora mi chiedo: con quale coraggio questo signore parla di mediocrità se egli stesso non sembra uscito da un’alta scuola di formazione politica. Non mi sembra che il simbolo con il quale si fa scudo abbia espresso in Atripalda degli amministratori da prendere ad esempio. Non credo che tolto uno si possa sostituire con l’altro ma ritengo invece che tutti siano mossi da interessi personali, acquisire una quota di prestigio che nel piccolo paese è sempre comoda, privilegi per se amici e famiglia. Basterebbe fare una piccolissima analisi dei cognomi di chi attualmente è occupato in politica, non vi sembra di averli sentiti già da una vita e allora viene da chiedersi: perchè non c’è ricambio nei politicanti atripaldesi? Che si siano fermate già delle caste paesane per cui si esercita potere per discendenza dinastica, visto che l’attuale sindaco venne a battezzarlo il padrino di Nusco? Grazie

  10. CREDO CHE ATRIPALDA non merita dialettica POLITICA falsa,ipocrita
    e vuota.IN PASSATO ha sempre avuto un ruolo in PROVINCIA di ben altro spessore, la
    politica la fanno le idee, le proposte, impegno quotidiano in mezzo alla gente umilmente,
    senza tornaconto ma per il bene Comune.PURTROPPO SI DIMENTICA
    spesso ed in fretta che bisogna dar conto ai CITTADINI DEL PROPRIO OPERATO
    SOLO LORO giudicheranno chi ha sbagliato, personalmente penso che quando si cambia
    linea politica rispetto al consenso richiesto per essere eletti, bisogna avere il coraggio di chiedere
    scusa e dimettersi, dignità in primis.
    GRAZIE

  11. Egregia Sig.ra Paola.
    Il suo intervento non merita replica perché proveniente da chi, con presuntuosa pontificazione, si nasconde dietro l’anonimato.
    Ad ogni buon fine le affido la frase che ha pronunciato il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca il Presidente J.F. kennedy: ” Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”.

  12. Egregio sig. retorico, non mi nascondo dietro a nulla visto che in redazione ho anche dato la mia mail, ma se il mio intervento non merita risposta il fatto che lei abbia ritenuto in qualche modo offendermi vuol dire che ho colto nel segno. Senza nessuna presunzione ho espresso il mio punto di vista, abbiamo ancora la facoltà di esprimere pareri anche se non coincidenti con i suoi? Cosa pensasse Kennedy credo di saperlo meglio di lei avendo anche qualche anno in più ma la cosa invece che non sappiamo è cosa è in grado di fare lei oltre che citare qualche frase letta quà e là e fare la “chiazzera” come tutti i politicanti Atripaldesi. Noto che con molto tatto si è astenuto dal commentare il battezzo dell’attuale sindaco da parte del padrino di Nusco. Ma non appartenevate allo stesso partito?

  13. Egregia Sig.ra Paola.
    Quando troverà il coraggio di firmarsi forse le potrò ancora dedicare qualche minuto rispondendola punto per punto ( il suo indirizzo e-mail, del quale non so cosa farne e tra l’altro coperto dalla privacy, è obbligatorio ai fini della pubblicazione del suo intervento).
    I suoi interventi non sono altro che una raffica di offese. Altro che pareri.
    E la chiudo qui avendole dedicato già troppo del mio tempo.

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