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Comitato per il “No”, Gargani da Atripalda attacca Renzi: «Strumentalizzare la Costituzione per fare campagna elettorale amministrativa è il massimo della mistificazione». FOTO

Pubblicato in data: 27/5/2016 alle ore:09:00 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Primavera Irpinia per il no con Gargani 1«Strumentalizzare la Costituzione per fare campagna elettorale amministrativa è il massimo della mistificazione. L’educazione alla democrazia, che è il presupposto per avere una coscienza politica, consiste prima di tutto nel rispetto alla Costituzione sulla quale si giura per esercitare le funzioni pubbliche». L’affondo è dell’onorevole Giuseppe Gargani intervenuto ieri sera ad Atripalda con l’ex ministro Mario Landolfi per spiegare le ragioni del No alla Riforma Costituzionale. Un  appuntamento promosso da “Primavera Irpinia” per dire No al Referendum del prossimo autunno. Primavera Irpinia per il no con GarganiA moderare l’incontro il giornalista Remo D’Acierno. «I comitati popolari per il “No”, che ho l’onore di presiedere – ha proseguito Gargani – hanno la funzione di riportare il dibattito sul contenuto delle norme, sulle questioni di merito per evitare che il presidente del comitato del si che è anche il Presidente del Consiglio porti avanti davvero una corrida. Tutti implicitamente o esplicitamente ammettono che le modifiche alla Costituzione determineranno un potere anomalo del Governo pericoloso in un periodo di grandi tensioni sul piano interno e internazionale, ma nessuno immaginava che Renzi si facesse personalmente promotore di una ossessiva polemica con l’intenzione di spaccare il Paese». Cita Piero Calamandrei che da componente dell’assemblea costituente sosteneva «che il Governo deve restare fuori quando si discute di Costituzione,il Capo di un Governo deve “stare al di sopra”, deve unire, deve essere mite e non arrogante. Il comportamento di Renzi, che punta ad un rinnovamento senza storia,  invece conferma la volontà di giocare un’avventura personale molto pericolosa. È necessario avere un fronte compatto per il “no” – ha concluso – che come nel 1947 deve diventare una proposta politica per salvare la democrazia parlamentare e la rappresentanza democratica».
Primavera Irpinia per il no con Gargani 4L’ex ministro Mario Landolfi, che ha concluso l’incontro, ne evidenza i limiti: «una riforma propagandistica, Renzi ha detto solo bugie in tv che il Senato è abolito, invece è trasformato. Non è vero che semplifica il rapporto con le Regioni, e né che diminuiranno i costi. Siamo invece in presenza di un imbroglio pericoloso, perché finisce la democrazia. Non c’è più nulla in termini di vigilanza e controllo. Non è più una repubblica parlamentare ma una repubblica di Renzi. Qui si vuole creare una contrapposizione, per cui questo populismo che non promette nulla di buono va fermato. Una riforma che fa letteralmente schifo e che non è un bene per l’Italia. Bisogna ricostruire un equilibrio che si è rotto, c’è una criminalizzazione in atto della politica. E’ un’occasione che non possiamo perdere , è l’ultima. Il Sì non ha ragioni, ma siete voi più di noi a doverlo fare presente».
Primavera Irpinia per il no con Gargani 2Prima di lui l’ex deputato Franco D’Ercole: «corriamo un rischio molto grosso, la Riforma tocca momenti delicati della struttura del nostro paese ma i cittadini non recepiscono questo messaggio ma quello di Renzi di ridurre il numero di parlamentari. Ci sono altre argomentazioni: non possiamo accettare una riforma della Costituzione che venga decisa da un parlamento di nominati, ricattati dal governo, che se non votano sì non saranno ricandidati. Un parlamento che decide secondo le direttive date da Renzi, che voleva più che si approvasse con un’accelerata e non interessato del contenuto. Il Senato potrà comunque bloccare una legge con un continuo palleggio tra i due rami del Parlamento. Se vogliamo un riforma che riduca i costi andavano riviste le regioni con macro-regioni».
Primavera Irpinia per il no con Gargani 3Promotore dell’incontro è Sabino Morano: «la vera battaglia, difficile, è di riavvicinarci alla gente. Il nostro messaggio è più complicato: spiegare che la riforma non semplifica le cose, ma non si toglie il Senato ma gli elettori che non potranno più votarlo. Il presidente del Consiglio oggi ne fa una questione personalistica, con argomentazioni spot mentre si andrà a creare una situazione ancora più ingarbugliata. Come Primavera Irpinia vogliamo girare le piazze per incontrare le persone e spiegare. Vogliamo tornare ad una politica del ragionamento e questo lo si può fare solo discutendo con le persone».
Ettore de Conciliis auspica una coscienza critica sulla Riforma: «un tema rilevante perché quando si parla di Costituzione si parla di regole del gioco. Quello che è allarmante e che dovrebbe sollecitare le coscienze a sostegno del no è che la Carta è stata modificata da una classe dirigente del Pd inadeguata che ha cambiato l’assetto istituzionale del paese e le regole di funzionamento del Parlamento. Il dibattito che assistiamo è privo della forza di un pensiero costituzionale, un dibattito triviale. Visto che Renzi e la Boschi hanno detto che in caso di sconfitta si ritireranno dalla politica, questo deve essere un motivo in più per fare sintesi e compattezza, mobilitandosi per il No». Convinto anche Raffaele Gregorio che ha espresso solidarietà ai lavoratori dell’Ocm di Nusco: «una riforma va condivisa, questa non ha pesi e contrappesi. Per cui va abbattuta questa riforma». Il consigliere provinciale Girolamo Giaquinto: «questa deve essere vistoa anche come occasione per ridare riorganizzazione e momento di confronto al centrodestra che sta diventando sempre più trasparente. Ma non si può dire sì ad una riforma così arruffata. Una riforma lasciata agli spot elettorali e non alla sostanza».
L’introduzione affidata a Massimo Bimonte presidente del circolo territoriale di “Primavera Irpinia” «siamo per il no non alle riforme ma a questa riforma che porta ad una diminuzione della democrazia».

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2 Risposte »

  1. QUA BISOGNEREBBE PENSARE DI RICOSTRUIRE LO STATO DOPO UN VENTENNIO DI SFASCIO

  2. … come al solito sala gremita ….
    manco i parenti li vogliono sentire

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