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Le opposizioni fanno venire meno il numero legale, salta il Consiglio: è bagarre. FOTO

Pubblicato in data: 22/7/2016 alle ore:08:56 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Consiglio comunale senza numero legale1Le opposizioni si allontanano dall’aula, richiedono la conta al segretario e fanno venire meno il numero legale. Salta così il Consiglio comunale convocato ieri sera per discutere di importanti punti all’ordine del giorno quali l’informativa sulla causa con la Impregilo Spa che ha visto soccombere l’Ente di piazza municipio che dovrà pagare circa 950mila euro oltre interessi per la sentenza emessa dal Tribunale di Napoli sulla realizzazione degli alloggi popolari a contrada Alvanite. Ed ancora in agenda c’era l’Assestamento generale e la salvaguardia degli equilibri di bilancio 2016 – 2018, l’informativa del primo cittadino sull’incendio che ha distrutto la scorsa settimana parte del Centro Autodemolizioni Urciuoli in contrada Giacchi ed infine le polemiche sull’isola pedonale di domenica in piazza Umberto.
Ma le opposizioni compatte con Fi, Udc e Psi si allontano e la maggioranza (presenti solo in 8 consiglieri su 9) non riescono a garantire il numero legale e la seduta viene sciolta in un minuto. Un’opposizione agguerrita che “vendica” così l’ultima riunione sprint del parlamentino cittadino, durata solo nove minuti e finita tra le polemiche sollevate dalle minoranze  che non erano ancora giunti in aula vista la concomitanza  degli ottavi dell’Italia agli Europei di Francia. «Noi no giochiamo con le istituzioni come hanno fatto loro l’ultima volta portando avanti un consiglio comunale farsa  durato solo 5 minuti – attacca il capogruppo di Fi Massimiliano Del Mauro – sancendo una volta per tutte che non posso esserci più rapporti fra le minoranze e questa maggioranza. Abbiamo a cuore le sorti della città e proprio per questo il segnale che vogliamo dare agli atripaldesi è che diciamo chiaramente per l’ennesima volta che non hanno i numeri e le condizioni per poter amministrare. Faccio notare inoltre che da statuto e regolamento le sedute consiliari da svolgersi nel periodo estivo vanno calendarizzate riunendo i capigruppo, cosa che con quest’amministrazione non è mai avvenuto». Anche l’Udc ci va giù duro con il capogruppo Dimitri Musto: «la figura del presidente del consiglio comunale, ricoperta dal sindaco, ancora una volta viene ridotta al minimo in quanto le sedute consiliari estive devono essere concordare con i capigruppo. Nel merito la seduta di stasera fa capire chiaramente che questo sindaco tira a campare ormai da quasi due anni perché basta che manchi un consigliere alla maggioranza per paralizzare il Consiglio. Noi non abbandoniamo il Consiglio perché siamo irresponsabili verso al città, come loro più di una volta hanno tentato di far capire, ma semplicemente perché la democrazia ha un fondamento importantissimo: per governare bisogna avere i numeri e il sindaco Paolo Spagnuolo non li ha più, ma pensa solo a salvarsi lo scranno».
Consiglo comunale senza numero legale2Ma il primo cittadino Paolo Spagnuolo replica così: «L’assenza dell’assessore Valentina Aquino è dipesa da un impegno personale sopravvenuto visto che la data era stata concordata con lei. Eravamo tranquilli. Ma sopravvenuto questo impegno siamo venuti per senso e per rispetto del mandato ricevuto. Immaginando anche che non ci sarebbero stati problemi visto che la data è stata concordata con il capo dell’opposizione, il consigliere Pacia che aveva avuto impegni importanti fuori nazione. Ho notato un senso di imbarazzo. Ci sarà un nuovo consiglio comunale in cui dobbiamo spiegare quello che faremo per la città. Qualcosa già lo si sta vendendo , come le giostrine, interventi sull’asfalto e altro. Nonostante le vicissitudine finanziarie, riusciamo comunque  ad offrire alla città un importante riqualificazione. E poi c’è la sentenza Impregilo che va spiegata alla città e il luogo migliore per farlo era il Consiglio comunale. Una sentenza che può avere conseguenze negative, come se tutti gli sforzi profusi da quest’amministrazione in questi 4 anni siano andati al vento. Non voglio fare una ricerca di responsabilità per quanto accaduto, ma certo credo che se fosse capitato la gestione di un appalto a quest’amministrazione, tutti avrebbero chiesto le dimissioni e fatti esposti alla Corte dei Conti. Per fatti risalenti agli anni 80 oggi alle case comunali saranno sottratti più di un milione di euro che potevano essere utilizzati per migliorare la vivibilità cittadina. Stasera volevamo confrontarci con le opposizioni anche sulle modalità di pagamento chiedendo soluzioni e suggerimenti. Avremmo preferito una più ampia condivisione, ma li troveremo noi».

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4 Risposte »

  1. andatevene a casa tutti quanti , si parla di una sentenza a danno di quasi un milione di euro ! E’ sto del mauro se ne viene che per senzo del dovere ??? siete da prendere in toto a MELONI MARCI, TOGLIETEVI DAI PIEDI IN TOTO .

  2. cari signori con le istituzioni non si scherza,non si gioca a fare i capricci,anzi questa poteva essere l’occasione per dimostrare da parte vostra un diverso rispetto del consiglio comunale, invece voi non trovate di meglio che abbandonare l’aula con quale risultato,che il c.c. verrà riconvocato, aggiungendo solo inutili spese a danno della comunità,be se voi volete essere l’alternativa stiamo freschi.

  3. Cinque stelle anche ad Atripalda.

  4. Amor, con amor si paga. Brava stavolta l’opposizione.
    Sempre così. Io 5 stelle e ruspa.

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