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Referendum, Alberta De Simone presenta il Comitato del centro sinistra per il No: “Dal Governo riforma pastrocchio da bocciare”

Pubblicato in data: 24/9/2016 alle ore:09:00 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

riunione-pd-de-simone-2Scelgo No“, è il Comitato nato in senso al centro sinistra di area riformista per bocciare la riforma costituzionale del Governo Renzi. Questa mattina la presentazione in conferenza stampa dell’organizzazione nata su iniziativa di Gerardo Adiglietti, Alberta De Simone e Domenico Sarno, che già conta molte adesioni da parte di ex amministratori, professionisti, lavoratori. Una conferenza che ha affidato la presidenza del Comitato a Rossella Grasso, irpina attuale segretario generale del Comune di Montesarchio. Ad entrare nel merito dell’argomento, l’ex numero uno di Palazzo Caracciolo, già sindaco di Atripalda e deputato, Alberta De Simone: «con la modifica peggiorativa di quarantanove articoli si stravolge la Costituzione sia sul piano formale, le modifiche risultano incomprensibili in barba a quanto voluto dai padri costituenti, sia sul piano sostanziale. Basta fare l’esempio del Senato – spiega De Simone – che verrà eletto dai consigli regionali che eleggeranno anche i sindaci che sarà composto da consiglieri regionali, determinerà il doppio incarico e avrà competenze che non riguardano i territori come ad esempio la politica europea ed internazionale. Avrà senatori che decadono in caso venga meno il mandato territoriale, in questo modo viene tolto il potere di voto e di scelta del popolo. Falsa la tesi secondo cui questa riforma genera risparmio economico. Restano in piedi tutti i palazzi, i dipendenti, e i 100 senatori potranno deliberare liberamente le proprie diarie nonostante la legge vieti le doppie indennità. E’ un pastrocchio, lo stesso, pur dichiarando che l’avrebbe votata temendo la minaccia della crisi di Governo, l’ha definita una schifezza».
De Simone interviene anche da ex docente di diritto costituzionale nei licei: «non si può somministrare come cambiamento una riforma pessima. Bastava dimezzare il numero dei parlamentari di Camera e Senato, invece si è preferito affidare alle caste politiche e agli accordi tra gruppi ristretti, i nomi dei futuri senatori. Siamo di fronte ad un presidenzialismo sottaciuto: viene inserita la terza elezione, quella del ballottaggio tra i primi due premier votati. Un’ipocrisia perché è evidente che se due candidati si confrontano al ballottaggio, chi prende un solo voto in più risulterà presidente eletto dal popolo». Poi l’appello al voto libero: «su grandi temi, come l’aborto e il divorzio, l’Italia ha sempre dimostrato di saper rifiutare interferenze e condizionamenti».
Un Comitato di scopo che, subito dopo il Referendum, non parteciperà alla creazione di nuovi equilibri interni al Pd. «Non appartengo a nessuna corrente di partito, ho la tessera del Pd per coerenza del mio curriculum vitae e perché sono convinta sostenitrice della sinistra riformista. Non faccio più politica da diversi anni, sono scesa in campo semplicemente per difendere lo statuto fondamentale del Paese, la sua Costituzione. Il resto non mi interessa» aggiunge l’ex parlamentare.

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Una Risposta »

  1. Brava Alberta.

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