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Arriva l’ordinanza di sgombero del fabbricato che fa ad angolo tra piazza Umberto e via Melfi, ma scoppia la polemica sui ritardi del provvedimento

Pubblicato in data: 9/10/2016 alle ore:11:30 • Categoria: Politica, ComuneStampa Articolo

palazzo-in-piazza-umberto-i-da-sgomberareArriva l’ordinanza di sgombero del fabbricato che fa ad angolo tra piazza Umberto e via Melfi, ma scoppia la polemica sui ritardi del provvedimento.
Il responsabile del IV Settore, geometra Raffaele Nevola, ha emesso nei giorni scorsi il provvedimento nei confronti dell’immobile di quattro piani che per decenni ha ospitato nei locali al piano terra la sezione cittadina del vecchio Pci. L’edificio, da tempo non abitato ma che al piano terra presenta attività commerciali, si legge «presenta evidenti fenomeni di degrado con distacchi di intonaci esterni, infiltrazioni di acqua piovana dalla copertura che risulta sostituita con una struttura in legno e onduline, lesioni varie nelle murature portanti del terzo e quarto impalcato fuori terra, costituendo di fatto pericolo anche per i piani sottostanti». Da qui la decisione di far sgomberare il palazzo visto che «un eventuale cedimento di qualsiasi parte strutturale e parte dell’immobile potrebbe provocare gravissime conseguenze per l’incolumità pubblica delle persone nonché danni per i veicoli circolanti nella strada di via Umberto I e via Melfi». Un’ordinanza a carattere urgente al fine di prevenire pericoli per l’incolumità pubblica e con la quale si ordina lo sgombero ad horas dell’agenzia immobiliare al piano terra entro quindici giorni, visto che l’edificio risultata disabitato e l’edicola ha già chiuso da mesi, e ai proprietari l’esecuzione dei lavori necessari alla messa in sicurezza della palazzo entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento. Alla fine dei lavori un tecnico qualificato dovrà certificare l’avvenuta esecuzione dei lavori, con l’eliminazione del pericolo, dandone comunicazione al Comune.
Un provvedimento atteso, contro il quale i proprietari possono ricorrere al Tar Campania, che tuttavia solleva polemiche in città visto lo stato di degrado in cui versa lo stabile da tempo.«C’è stata superficialità da parte dell’Ufficio tecnico comunale – denuncia il consigliere comunale del Psi Ulderico Pacia –. Finalmente oggi arriva quest’ordinanza che dà ragione a quello che ho sempre sostenuto da anni, che il palazzo è pericoloso e che va messo in sicurezza, perché anche se non sono un tecnico, in quel fabbricato è filtrato acqua per anni. Coma mai un mese fa era sicuro l’edificio e oggi no?».
Già a giugno del 2015 il consigliere comunale aveva scritto a sindaco, segretario comunale, Utc e comandante dei Vigili. Poi lo scorso 1° agosto 2016 ha protocollato una nuova lettera indirizzata al Sindaco, al Segretario Generale e al Responsabile del IV Settore, in cui chiedeva di conoscere le condizioni di staticità del fabbricato e se lo stesso non rappresentava, viste le condizioni, pericolo per l’incolumità pubblica. Inoltre, sempre nel documento, il consigliere chiedeva ai destinatari informazioni sul pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico, visto che l’impalcatura attorno al fabbricato, anch’essa malandata, giace da anni con evidente pericolosità per le persone che vi transitano sotto.
«Quindici giorni dopo, il 16 agosto – prosegue Pacia che con carte alla mano ricostruisce tutta al vicenda -, il Comune ha mandato sul posto due tecnici comunali, i quali scrivono che “per quanto è stato possibile accertare a vista”, nulla fosse cambiato dall’ultimo sopralluogo effettuato. Ma io chiedevo però una verifica sulla staticità del palazzo, che non penso possa essere accertata a vista. E poi non è mai pervenuta una perizia giurata. Mi sono arrabbiato anche con il sindaco, che mi ha dato ragione poi con il vicesindaco». Verso fine agosto l’Utc, vista la richiesta ufficiale prodotta dal consigliere Pacia, invia una lettera ai proprietari dello stabile, invitandoli a produrre entro 15 giorni, una nuova perizia e/o certificazione sulle attuali condizioni dello stabile comprensiva dello stato di staticità. Quest’ultima mai pervenuta. Da qui l’emissione dell’ordinanza ai proprietari dell’esecuzione dei lavori a tutela della pubblica e privata incolumità e lo sgombero entro 15 giorni, degli occupanti di qualsivoglia locale ubicato all’interno del fabbricato.

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5 Risposte »

  1. Ma se abita ancora…allora avete consentito di risiedere in un fabbricato inagibile.
    Grossa responsabilità. Penso che sia il momento di intervenire, per porre fine a questa sceneggiata.
    A chi interessa l’abbattimento???
    ULDERICO Pacia, a tutti hai scritto tranne la Procura.

  2. Che rovina.

  3. CHISA’ XKE’ NON SI ENE PROVVEDUTO AD ORA ED TEMPO SEMBRA CHE CI SIA QUALCHE COSA DI RETRO

  4. Forse dimenticare che tempo fa dovevano essere abbattuti l’ultimi due piani, per interesse pubblico, e le quote spostate a via Appia di fronte la Clinica Santa Rita…poi non se ne fatto più nulla

  5. X Alfredo:
    si farà, si farà.

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