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Anna Maria Pennella, la professoressa atripaldese che insegnava a vivere

Pubblicato in data: 12/10/2016 alle ore:14:35 • Categoria: CulturaStampa Articolo

anna-maria-pennellaL’insegnamento come missione di vita. Una vita dedicata alla scuola, sempre vicina agli ultimi e con un forte legame con il territorio per una maggiore partecipazione, socializzazione e lotta alla marginalità. E’ la storia della professoressa atripaldese Anna Maria Pennella, scomparsa prematuramente nel 1996 a 50 anni, in ricordo della quale venerdì pomeriggio, alle ore 16,30, presso il Convitto Pietro Colletta di Avellino, verrà presentato il volume “Ricordi di una Professoressa”, che sarà al centro di un seminario di studi al quale prenderà parte anche il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Un libro che fornisce uno spaccato interessante di una scuola e di un’insegnante, negli anni ottanta e novanta, in un piccolo paese dell’Irpinia, Santo Stefano del Sole. Il libro raccoglie contributi degli studenti, colleghi, amici e familiari tra aneddoti, vicende reali e ricordi, contiene la testimonianza di un’esperienza significativa del passato e fornisce spunti utili per la scuola nel nostro tempo. A presiedere il convegno il giurista e accademico italiano Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale nonché presidente del Centro di ricerca “Guido Dorso” di Avellino, con gli interventi inoltre di Giorgio Brosio, dell’ex sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria,del provveditore regionale Luisa Franzese con le esperienze di scuola aperta delle professoresse Vita Maria Fiore e Ida Grella.
Laureatasi presso l’Università Federico II di Napoli, Anna Maria Pennella incominciò il suo percorso di professoressa di Lettere all’inizio in provincia di Potenza, per poi trasferirsi poco dopo presso il liceo Scientifico di Avellino. Segue il passaggio alla scuola media di Santo Stefano del Sole, dove dopo la sua prematura scomparsa, il Comune decise, per i meriti acquisiti come educatrice di tante generazioni, di intitolarle l’istituto, con l’apposizione di una lapide. «Insegnava Lettere –  racconta il fratello Pasquale – ma insegnava il modo di vivere, come vivere la vita. Aveva un rapporto amoroso con i ragazzi di Santo Stefano, aiutava sempre i più fragili e deboli che sentivano la forza di questa donna che donava tutto se stessa. In questo percorso scolastico importanti erano anche le gite che lei organizzava per portare gli alunni in giro per l’Italia dando vita a gemellaggi con altre scuola in un continuo interscambio. Era una donna aperta a tutte le circostante della vita, dipingeva, era diventata anche una sarta bravissima. Tante le sue battaglie per la scuola e per i ragazzi che lei proteggeva». L’altro fratello, Peppino, docente universitario e docente del Formez, ha raccolto i suoi ricordi nel libro che sarà presentato venerdì. Proprio i fratelli Pasquale, Peppino e l’altra sorella Consiglia, anch’ella insegnante e scomparsa da tempo e con la quale Anna Maria aveva un feeling particolare, hanno ritenuto opportuno dar vita ad una borsa di studio per i ragazzi più meritevoli della scuola media di Santo Stefano. Un premio giunto alla sua ventennale edizione. Anche il giornalino della scuola ricorda la professoressa Pennella come «un’insegnante dallo spirito rivoluzionario e da un forte amore materno per i propri alunni, soprattutto per i più deboli, portando una novità nella scuola secondaria di primo grado di Santo Stefano del Sole». Una borsa di studio che anno dopo anno gratifica il percorso di apprendimento dei migliori studenti che venerdì leggeranno dei passi dal libro dei ricordi della professoressa atripaldese.

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2 Risposte »

  1. Un intelligenza , una sensibilità fuori del normale

  2. La professoressa,non solo ma anche l’unica vera amica a cuore sentita sempre e periodi strani che mi capiva a volo…e manca una parte speciale che avrò sempre nel mio cuore <3

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