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Un certificato medico di ricovero fa slittare all’11 novembre l’udienza preliminare sull’inchiesta buste paga gonfiate al Comune di Atripalda

Pubblicato in data: 15/10/2016 alle ore:09:30 • Categoria: CronacaStampa Articolo

polizia 2Un certificato medico di ricovero fa slittare all’11 novembre l’udienza preliminare sull’inchiesta buste paga gonfiate al Comune di Atripalda. Nell’udienza svoltasi ieri mattina dinanzi al Gup Ciccone del Tribunale di Avellino che doveva decidere sul rinvio a giudizio richiesto dalla Procura, uno dei quattro indagati, attraverso il proprio legale, ha presentato certificato medico di ricovero. Così è stato rinviato tutto all’11 novembre. Nell’udienza di ieri  il Comune di Atripalda, rappresentato e difeso dall’avvocato Carmine Freda, si costituito parte civile nel processo per il rimborso delle somme indebitamente percepite e per il danno di immagine subito dall’ente. «Abbiamo depositato l’atto con il quale invochiamo la condanna penale dei quattro dipendenti – spiega l’avvocato Freda – e il risarcimento del danno che con i loro reati sarebbe stato procurato al patrimonio e all’immagine del Comune».
I quattro dipendenti del Comune (V. A. e I. L.  difesi dall’avvocato Luca Penna; I. W. difeso dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo e I. I. difesa dall’avvocato Giovanni Iacobelli) sono ritenuti responsabili di aver posto in essere, in concorso, un’attività illecita consistente nell’inserire nel sistema informatico voci stipendiali non dovute in relazione ai livelli retributivi previsti per le qualifiche rivestite, disponendo altresì mandati di pagamento recanti importi maggiorati che venivano inoltrati alla Tesoreria comunale che procedeva all’accredito dello stipendio. In alcuni casi le buste paga “lievitate” venivano utilizzate dagli indagati per accedere a benefici di credito per la cessione del quinto dello stipendio presso alcune società di finanziamento; tutto ciò avveniva anche creando documentazione falsata a firma degli indagati seppur non competenti all’inoltro di tali istanze.  I quattro sono accusati di essersi appropriati, dal dicembre 2009 al gennaio 2015, complessivamente di 170mila euro.Un’indagine complessa quella condotta dalla Procura di Avellino, diretta dal dottor Rosario Cantelmo, con la Squadra Mobile della Questura di Avellino, guidata dal dottor Marcello Castello, visto la mole di documentazione contabile sequestrata e visionata dagli investigatori.
Inchiesta partita alla fine di febbraio 2015 dalla denuncia presentata in Questura proprio dal sindaco Spagnuolo.

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