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Dati preoccupanti sull’inquinamento ad Atripalda dall’assemblea pubblica promossa dal comitato “Salviamo la valle del Sabato”. FOTO

Pubblicato in data: 17/10/2016 alle ore:10:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

salviamo-la-valle-del-sabato-atripalda3Ossido di Azoto e benzene in quantità elevata nell’aria, 64 superamenti solo nel 2015 per le Polveri Sottili Pm10 rilevati dalla centralina dello Stir. Ed ancora percentuale di berillio nel terreno, rilevato dall’Arpac a seguito dell’incendio all’autodemolizioni Urciuoli, superiore ai livelli di sicurezza. Infine l’indice sulla mortalità SRM rilevato dal Crom per decessi legati a malattie tumorali ai polmoni ai livelli di 112 che posiziona Atripalda, insieme a Montoro, tra i comuni più a rischio dell’Irpinia. Sono i dati preoccupanti snocciolati ieri mattina dall’ingegnere Salvatore Picariello durante l’assemblea pubblica promossa dal comitato “Salviamo la valle del Sabato”. Una valle dei veleni sui quali da tempo ha acceso i riflettori anche la Procura di Avellino. La presentazione pubblica si è svolta in una sala gremita della Biblioteca comunale. «Per quanto riguardo l’ ossido di azoto e il benzene per la città di Atripalda in 7 giorni di monitoraggio siamo arrivati ad una concentrazione media nell’aria  di 90 microgrammi su 40 – ha illustrato con slide l’ingegnere Picariello -. Il piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Campania indica Atripalda e Avellino come zone da risanare».
salviamo-la-valle-del-sabato-atripalda1Tra gli interventi anche quello del sindaco Paolo Spagnuolo che ha portato la sua esperienza personale con la scomparsa del padre per un tumore elogiando l’attività della Procura di Avellino: «Come voi avvertiamo l’esigenza di arrivare ad un dunque. Questi dati non sono stati considerati carta straccia ma sono in Prefettura dove sono analizzati. C’è un problema di inquinamento e di sforamento ma dobbiamo essere certi su chi causa ciò. Come Comune abbiamo inviato un questionario a tutte le aziende presenti sul territorio per avere dei dati circa le lavorazioni che fanno. Abbiamo il vantaggio che è arrivata la Procura, attenta e solerte che ha deciso di entrare nelle aziende, ha controllato prima lo Stir poi un’altra azienda. A breve la Procura avrà dei dati e sapremo quali sono le fonti inquinanti, chi inquina  e per cosa».
salviamo-la-valle-del-sabato-atripalda4Sull’istituzione del Registro dei tumori, il sindaco richiama i medici di base ad una maggiore responsabilità: «Sui certificati di decesso non ho ancora trovato scritto per tumore ma il solito arresto cardiaco. Non abbiate paura. Il Registro è stato istituito, in due anni avremo i dati». Una stoccata la riserva infine all’Arpac: «c’era stato promesso di avere due centraline in città. Ma ad oggi, e sono trascorsi ben due anni, nulla di tutto ciò. L’impegno è che sul bilancio comunale dell’anno prossimo porremo queste somme per dotarci in maniera autonoma di una centralina».
Diversi gli interventi tra cui quello di Alberto Alvino che ha contestato l’operato dell’Arpac mentre «Oggi si chiude un cerchio – ha evidenziato l’ex consigliere Ermelindo Romano – allora quando sollevammo negli anni ‘90 tali problemi fummo tacciati come arruffa popolo».
salviamo-la-valle-del-sabato-atripalda2L’impegno del comitato ad andare avanti lo ribadisce in chiusura il dottor Franco Mazza: «Stiamo crescendo e andremo avanti nei rilevi ambientali affidantoci a laboratori accreditati per dimostrare quello che già sappiamo. Ci siamo rivolti alla magistratura. La situazione nella valle del Sabato è drammatica e tragica dal punto di vista ambientale. C’è una situazione di degrado come quella che vive Arcella, per questo abbiamo deciso di tenere lì il 27 agosto scorso la marcia. Bisogna voltare pagine investendo in monitoraggi continui nella valle del Sabato. Noi non vogliamo la chiusura di queste aziende, chi lo dice lo dice in mala fede per metterci in difficoltà. Vogliamo che vengano rispettate le regole, siamo per una riconversione industriale dell’area rispetto alla qualità della vita e alla salute che oggi vede soccombere i cittadini. Abbiamo deciso di non prendere parte ai tavoli tecnici per la loro inconcludenza. Su questa linea, che abbiamo ribadito al Prefetto, ci muoveremo puntando a sensibilizzare l’opinione pubblica. Non siamo qui per fare politica».
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2 Risposte »

  1. Questa manifestazione mi e’ sembrata solo una passerella con alcuni presenti con problemi esistenziali. Si e’ parlato solo dei danni che la popolazione continuamente subisce. Nessuno ha parlato di rimedi. Si e’ capito che non esiste un monitoraggio di base per poter fare un confronto con i dati pervenuti dopo l’incendio dell’0fficina urciuoli. Chi di competenza, L’arpac in primis doveva immediatamente intervenire bloccando le coltivazioni dei terreni limitrofi garantendo ai coltivatori un equo risarcimento . tutto questo non e’ stato fatto. I cittadini continuano a mangiare verdura inquinata. l’unica ” consolazione” e’ che il TUMORE non guarda in faccia a nessuno. PU0′ COLPIRE CHIUNQUE. NON ACCETTA RACCOMANDAZIONI O BUSTARELLE . La cosa giusta da fare è quella di fare una manifestazione di dissenso contro L’ARPAC . Sarebbe utile, tanto per cominciare verificare le esalazioni che emana la NOVOLEGNO se sono nella norma . L’ARPAC puo’ dirci qualcosa in tal senso? Credo che tutti i cittadini sarebbero curiosi di conoscere il carico di lavoro giornaliero dei dipendenti ARPAC.

  2. L’INQUINAMENTO ESISTE ED ESSSERE TEMPO CHE FINISCA ALTRIMENTI I MORTI SI VEDRANNO E SARANNO TANTI LA MORTE NON GUARDA IN FACCIA NESSUNO MA ATTENZIONE AI CIBI CA SIANO DEI SANI

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