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Referendum, le ragioni del Sì ieri sera in città con lo stato maggiore del Pd. Il sottosegretario Del Basso De Caro: «Il No somma di risentimenti». FOTO

Pubblicato in data: 8/11/2016 alle ore:08:30 • Categoria: Associazioni sul territorio, Politica, Partito DemocraticoStampa Articolo

comitato-per-il-si-de-caro-5«Il No non è una somma di sentimenti ma di risentimenti». Ci va giù duro il sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro intervenuto ieri sera con il Pd al completo ad Atripalda per spiegare le ragioni del Sì al Referendum costituzionale nell’incontro promosso dal “Comitato per il Sì Valle del Sabato” .
Lo stato maggiore dei democrat in tutto le sue articolazioni per dare forza alla riforma voluta dal premier Renzi. «La riforma che si propone è la prima che ha avuto 6 votazioni in Parlamento – ha spiegato il sottosegretario -. Se vince il no resta tutto il Senato. Mettiamo anche mano ad orrori costituzionali come il pareggio di bilancio. Questa riforma è il massimo che si poteva fare. E’ lo sforzo massimo al quale non c’è un testo alternativo ma la negazione assoluta. Il 4 dicembre si tirerà la linea. Dall’altra parte c’è il partito della nazionale, un minestrone indigeribile con reduci e combattenti anche della prima e seconda guerra mondiale, anche soprattutto nelle nostre parti, con la solita logica del mazzo delle carte senza capire che se vince il no se lo intesta solo il M5S. E’ meglio perdere con il partito che vincere contro di esso diceva Nenni. Niente sarà come prima. Noi vogliamo guardare e andare avanti». In sala tanti amministratori e sindaci Pd ed anche l’ex primo cittadino Aldo Laurenzano.
comitato-per-il-si-de-caro-4Una Costituzione che  può essere cambiata secondo il deputato Luigi Famiglietti «avere due Camere che fanno la stessa cosa non è più tollerabile mentre non vengono toccati i poteri dei presidenti del Consiglio e della Repubblica così non vengono toccati i primi dodici articoli e altri. Ci sono stati 6 votazioni e passaggi tra Camera e Senato e molti dei miei colleghi hanno votato per il sì e ora sostengono il no, scambiando questo referendum come un congresso del Pd».
comitato-per-il-si-de-caro-2Una Riforma per non mantenere lo status quo secondo la deputata Valentina Paris che contesta la scelta di Gambacorta di far votare i consiglieri alla Provincia una settimana prima della data del 4 dicembre: «la politica oggi ha detto che avrebbe fatto delle cose, le sta facendo e su questo ora chiediamo di sostenerle con un sì. E sul Senato on concordo su chi non affiderebbe mai ai consiglieri regionali di svolgere il ruolo di senatore».
Il presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio pone l’accento sul superamento del bicameralismo: «nella conferenza dei capigruppo tutti mi dicono ma sei pazza a votare si. Certo una riforma fatta in maniera un po’ affrettata ma è importante votare sì. Pur sapendo che non è perfetta è comunque meglio votarla che non muoverci. Chi lavora per un paese che guardi al futuro non può che non votare sì».
comitato-per-il-si-de-caro-3Il  consigliere regionale Carlo Iannace: «alle persone non è stato spiegato bene che con questa riforma davvero si diminuiscono i costi della politica. Il  dicembre abbiamo solo due possibilità, altre non ce ne sono. Questa riforma fa bene al paese». L’ex senatore Enzo De Luca invece richiama all’unità nel Pd: «il pregio è di accelerare i processi democratici. si fa un passo avanti, poi si può correggere. E’ il passaggio ed una transizione difficile, il Pd è tutto questo. Sono contento della firma messa da Cuperlo. Non si fa un confronto per far saltare Renzi, questa vicenda impone  la coesione del Pd. Il sì ha anche questa prospettiva e in ognuno di noi c’è una grande responsabilità. Una sfida di chi nel Pd ci crede».
comitato-per-il-si-de-caro-7Salvatore Antonacci  invita a guardare avanti: «provo a guardarmi dietro e provo a guardami avanti e attraverso questo Si vogliamo guardare avanti. Ai tifosi del no che continuano a guardare dietro chiedo: qual è la soluzione migliore?Io ritengo di cambiare con il Sì con il quale si costruiscono grandi speranze».
comitato-per-il-si-de-caro-9In avvio i saluti del sindaco Paolo Spagnuolo «per noi è un grande onore poter ospitare tutti i livelli istituzionali del paese, Atripalda ha una sua valenza politica importante. Il referendum ha già raggiunto un primo risultato: coinvolgere tutti in una discussione sulla Costituzione. Forse il premier l’ha troppo enfatizzato. A prescindere da quello che sarà l’esito, l’auspicio che questa sfida riformista continui e lo dico da sindaco con una maggiore attenzione agli enti locali che rischiano di morire. E questo ce lo aspettiamo da un premier che è stato sindaco» e del vicesindaco Luigi Tuccia. Ad introdurre i lavori l’ex assessore comunale Nancy Palladino: «finalmente con questa riforma si dà una stabilità al Paese».
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5 Risposte »

  1. Quanta gente. Il solito pienone.

  2. vi siete resi conto che avete schierato tutta questa gente,e se non fosse stato per un pò di forestiere ,eravate si o no una decina di Atripalda, di cui sette/otto amici del Sindaco.

  3. Tra le quinte, anche il presidente del l’alto calore in trasferta ad Atripalda, per fare numero.

  4. Ma di Atripalda chi erano come pubblico? Tutti sconosciuti se non qualche dipendente stretto del Sindaco.

  5. bello convegno,persone importanti,se sapevo come arrivare ci sarei andato pure io,ma non so a quale paese e stato fatto visto che dalle foto non conosco quasi nessuno e pure sono atripaldese dalla nascita 40 anni.

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