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Prima visita guidata nel parco archeologico di Abellinum dissequestrato. FOTO

Pubblicato in data: 12/12/2016 alle ore:07:19 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

abllinum-prima-visita-guidata2Prima visita guidata nel parco archeologico di Abellinum dissequestrato e riaperto al pubblico dalla Soprintendenza. Ad effettuarla ad un mese esatto dal dissequestro è stata l’Associazione “Unione Sportiva Tutta La Vita”  che organizza da anni la manifestazione “Un calcio alla Sla” nel nome di Adriano Lombardi, l’indimenticato Capitano dell’Avellino Calcio. Proprio legata alla manifestazione, giunta quest’anno alla IX edizione e che si è tenuta a fine novembre, una serie di iniziative tra cui anche una lotteria. Cento premi in tutto con la possibilità per dieci vincitori di poter prendere parte ad una visita guidata all’antica città romana di Abellinum.
abellinum-prima-visita-guidata1E così ieri mattina la dottoressa Paola Ricciardelli, responsabile dei servizi educativi della Soprintendenza archeologica, unitamente all’archeologa Sandra Lo Pilato, per oltre due ore ha accompagnato una trentina di partecipanti tra le mura romane per una visita al parco archeologico. «Accedendo dall’ingresso hanno visitato la cinta muraria poi le terme, il decumano e la domus di tipo ellenistico pompeiano – racconta la dottoressa Ricciardelli –.  La città nasce come insediamento sannitico e poi viene conquistata dai romani che ne fanno una colonia. La ricostruzione della città avviene proprio secondo i canoni di architettura romana».  E così ieri mattina, ad un mese esatto dal dissequestro deciso dalla Procura di Avellino lo scorso 9 novembre, sono riprese le visite guidate che potranno essere svolte tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica, previa comunicazione all’ente di tutela.
abellinum-prima-viista-guidata3Era stata proprio la Soprintendenza Archeologica della Campania nel luglio scorso a richiedere il dissequestro al dottor Cantelmo essendo venuti meno i presupposti che nel giugno 2012 costituirono le ragioni del sequestro cautelativo operato dall’allora procuratore capo Di Popolo. Una decisione che ha consente di rendere di nuovo fruibile il sito archeologico di via Manfredi, chiuso al pubblico da anni a seguito di un contenzioso civile e anche penale tra Soprintendenza, Procura e Comune (costituitosi parte civile per i danni) da una parte ed eredi Dello Iacono dall’altra, che stenta a trovare la parola fine.
L’Amministrazione Spagnuolo intanto attende l’incontro con il Soprintendente, l’architetto Francesca Casule, per illustrare i progetti e le iniziative per valorizzare il parco archeologico. Il comune del Sabato ha già posto in essere uno studio di fattibilità per la messa a sistema dell’intero patrimonio dei beni culturali da rilanciare nell’ambito dell’Area Vasta. Un lavoro candidato ad essere finanziato da Fondi Europei che punta a valorizzare gli scavi, circa 2500mila metri quadri estesi su 25 ettari tra mura di cinta perimetrali che racchiudono una domus gentilizia romana, il decumano, una struttura termale con calidarium e il forum sui quali vigilano quattro custodi della Soprintendenza.
«Attendiamo un incontro con il Soprintendente per pianificare gli interventi di valorizzazione del parco – dichiara il delegato alla Tutela e alla Valorizzazioni del Patrimonio dei Beni Culturali, Lello Barbarisi -. L’abbiamo invitata a venire ad Atripalda, sappiamo che è attenta alla valorizzazione dei beni archeologici. Mi risulta che in questa direzione lei si sia già espressa con la volontà di calare sul parco una serie di iniziative anche progettuali. Vogliamo capire e conoscere anche che cosa la Soprintendenza intende porre in essere».

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Una Risposta »

  1. Dalle foto , sono tre ma praticamente sovrapponibili , si potrebbe dedurre che questi reperti venuti alla luce sono ubicati ad una estremità del parco, e occupano all’incirca 3000 mq . Rimane un territorio ancora inesplorato di 25 ettari che equivalgono a 250.000 mq . la mia prima considerazione è : I ‘attuale parco archeologico è vicinissimo ad alcune costruzioni, allora si deve intendere che i 25 ettari si sviluppano alle spalle di chi osserva l’attuale parco? La mia seconda considerazione viene spontanea : si è fatto fino adesso un gran casino gonfiando l’importanza di questi reperti che per la verità non trova alcun riscontro storico. C’ è qualche cattedratico che ci possa dire esattamente cosa c’è ancora da scoprire? Ultima considerazione : vi pare giusto che i proprietari dei 25 ettari , fatta eccezione per i Dello Iacono, non hanno percepito nessun risarcimento ? Ricordiamoci che il parco grava sulle nostre tasche e a guadagnarci sono sempre gli stessi con progetti faraonici ,per gonfiare le parcelle , che non vedranno mai la fine lavori. Ci sono Architetti che ci hanno campato per una vita. Questo è accaduto ad Atripalda , lo stesso è accaduto ad Avellino dove la magistratura, per fortuna , è intervenuta. Questa è la Soprintendeza di avellino !

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