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Quattro testimonianze di impegno quotidiano per la cerimonia di premiazione del “Premio Pasquale Campanello”. FOTO

Pubblicato in data: 12/12/2016 alle ore:09:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

premio-campanello-foto0Quattro storie diverse raccontante dai protagonisti. Quattro testimonianze di impegno quotidiano per la cerimonia di premiazione della seconda edizione del “Premio Pasquale Campanello”, organizzata dal presidio di Libera Atripalda e dalla famiglia Campanello che si è svolta ieri sera presso la chiesa di San Nicola da Tolentino ad Atripalda. Un’occasione che ha puntato a scuotere le coscienze partendo dal ricordo del Sovrintendente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria, in servizio presso la Casa Circondariale di Poggioreale a Napoli, nel padiglione Venezia dove vi erano i detenuti con il 41bis, ucciso l’8 febbraio 1993 da quattro killer con quindici colpi di pistola a distanza ravvicinata in un agguato sotto la sua abitazione a Mercogliano.
premio-campanello-foto3C’è il racconto dell’imprenditore nolano Luigi Leonardi, che per le sue denunce contro il racket oggi vive sotto scorta abbandonato dalla famiglia che ha raccontato il giorno del suo sequestro avvenuto presso le case Celesti alla periferia di Napoli con una pistola puntata alla fronte: «Ho fatto due maxi processi denunciando i clan Russo, gli scissionisti di Secondigliano i Di Lauro. Lotto e ho deciso di lottare. Vivo sotto scorta ma ci ho messo la faccia scegliendo da che parte stare, come Pasquale il papà di questi ragazzi che non ha piegato la testa, pagandola con la vita. So che si vendicheranno con me, ma ho scelto di stare sul territorio. Non sono un eroe. Voi dovete decidere da che parte stare. Voi giovani siete la mia energia e la mia forza, e per voi ce la sto mettendo tutta».
premio-campanello-foto4Premiato poi l’attivista del quartiere di Ponticelli, Pasquale Leone presidente del’associazione “Terre di confine”: «questo premio lo dedico a don Peppe Diana e all’Agesci». Riconoscimento anche al medico del lavoro Franco Mazza impegnato per le sue battaglie a difesa dell’ambiente della valle del Sabato: «Mo’ basta vuole essere la presa di coscienza di più persone che si rendono coscienti di questa difficoltà. Mo’ basta indica che è il momento di cambiare. Un premio che va ad un gruppo di lavoro ma anche ad una popolazione che si è mobilitata».
premio-campanello-foto5Infine premiato il professore dell’Università di Salerno Marcello Ravveduto storico del fenomeno mafioso e autore del libro su Libero Grassi che si è soffermato sulla figura di Pasquale Campanello. «Pasquale è lontano dall’immaginario collettivo sulle guardie carcerarie. E’ stato un’altra cosa. E’ morto perché ha giurato sulla Costituzione. Pasquale come Falcone e Borsellino, patrioti allo stesso modo della Repubblica. Pasquale vittima collaterale della trattativa avviata tra Stato e Mafia, vittima di un gioco più grande di lui. Se non c’è un posto nella giustizia per il suo omicidio, per Pasquale c’è un posto nella storia e nei vostri cuori».
premio-campanello-foto7«Pasquale rappresenta la nostra storia, quell’impegno quotidiano, di una persona semplice che quotidianamente svolge il proprio lavoro – ha spiegato Antonio Di Gisi, referente di Libera Atripalda, presidio Pasquale Campanello  –.Ma per questa storia non c’è giustizia, nessun Tribunale ha emesso una sentenza. Non si conosce il mandante né l’esecutore. Ciascuno di noi deve diventare parte di questo impegno quotidiano. Questa sera si celebra anche la speranza, che è compito nostro mantenerla in vita».
premio-campanello-foto2Il premio è patrocinato dal Comune di Atripalda, dalla Provincia di Avellino, dalla Regione Campania, dalla Fondazione Polis e dal Coordinamento campano familiari vittime innocenti di criminalità. Ad inizio di cerimonia i saluti del sindaco Spagnuolo: «un grazie a Libera per l’impegno sul territorio. La politica e le Istituzioni cosa possono fare? La confisca, la norma del 41 bis. Le norme ci sono, ma c‘è bisogno di un cambio di  mentalità, una mentalità giusta. Alla signora Antonietta e alla sua famiglia dico che svolgono un ruolo fondamentale. Lavorando sulle nuove generazioni, la strada che come Libera state percorrendo è quella giusta».
premio-campanello-foto1AtripaldaA consegnare i premi la signora Antonietta Oliva, vedova del sovrintendente Campanello: «Consegnare questi premi a persone speciali che si impegnano nel quotidiano per il bene comune coniugandolo ai valori dell’onestà, giustizia e legalità. Persone ed esempi da seguire da parte di tutti. Per ciò questo premio ha una doppia valenza anche per non dimenticare la figura di Pasquale. E’ giusto che in questi momenti dove si parla di corruzione vengano presi come esempi chi per la legalità ha dato la vita. Valori a cui Pasquale Campanello non ha saputo e voluto rinunciare. L’impegno è di sostenere queste persone speciali per averci oggi regalato una bella lezione di vita».

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