sabato 25 novembre 2017
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Sindaci assenti alla manifestazione “Salviamo la valle del Sabato”: tre comuni pronti al ricorso al Tar contro l’ampliamento dello Stir. FOTO

Pubblicato in data: 30/1/2017 alle ore:06:40 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Sindaci assenti e sedie delle istituzioni vuote in prima fila alla manifestazione pubblica promossa ieri mattina dall’associazione “Salviamo la valle del Sabato”.
Un’assemblea a tratti animata e segnata dagli interventi di contestazione di alcuni cittadini ai tentennamenti dei due unici primi cittadini presenti, i sindaci di Montefredane e quello di Prata P.U., nel procedere al ricorso al Tar contro il decreto regionale di ampliamento dell’impianto Stir di Pianodardine, sottoposto a sequestro pochi giorni fa dalla Procura avellinese con Irpiniambiente che dovrebbe metterlo in regola entro 90 giorni.
Un impianto che nel periodo emergenziale ha accolto anche i rifiuti dalla Calabria.
Non c’è Polo Foti, né Paolo Spagnuolo (ci sono però l’assessore all’Ambiente Prezioso e il vice Tuccia che preannunciano l’impegno ad aderire al ricorso) né il primo cittadino di Manocalzati Tirone. Un’assenza che Franco Mazza commenta a margine dell’incontro così: «da sempre alcuni di loro hanno avuto un atteggiamento snobistico nei nostri confronti. Un atteggiamento sbagliato. Per esempio il Comune di Manocalzati è vero che ha votato insieme ad Atripalda un documento di contrarietà, però non ha preso parte alla conferenza dei servizi lì dove poteva contrastare ciò. A me dispiace. Disertare un’assemblea così partecipata non credo che sia una grande partecipazione di democrazia da parte loro».
Nell’aprire i lavori Franco Mazza dedica un pensiero e un applauso alla nuova battaglia di Paolo Pagliuca che «possa scrivere un nuovo libro: linfoma 0, Pagliuca 2».
L’ingegnere Salvatore Piacariello ha illustrato il progetto di ampliamento dello Stir e quali sono i suoi effetti:« rispetto al dramma che sta vivendo Paolo e tante persone della valle a me care dobbiamo dare una risposta se nell’ambiente ci sono delle cause che posso dar vita all’insorgenza di certe malattie. E lo dobbiamo far emettendo in campo tutte le conoscenze scientifiche. Da 15 anni con Mazza cerchiamo di costruire un nuovo modello della valle del Sabato». Ha illustrato il documento sulle criticità di un impianto di compostaggio «criticità ambientali con l’influenza di questi impianti dal punto di vista batteriologico nell’aria. No è vero che ha emissioni zero, ma i volumi messi nello Stir si arricchisce di sostante tossiche  producendo  composti azotati e solforati. Terzo aspetto al produzione di odori sgradevoli. Un cattivo odore che colpisce tutta la Valle. ll primo protocollo d’intesa tra i sindaci della valle del Sabato, la Provincia e l’Asl del 2010 per poi decidere di ampliare lo Stir, aggiungendo un impianto di compostaggio. Un protocollo completamente disatteso. Non so se il ricorso al Tar ci dia una sicurezza al 100%, ma è una possibilità da prendere in considerazione».
L’assessore De Fabrizio in rappresentanza del comune di Pratola Serra preannuncia: «siamo contrari all’ampliamento dello Stir, la nostra posizione è stata sempre chiara. Domani in Consiglio comunale approveremo una delibera di contrarietà all’ampliamento dello Stir e siamo pronto a ricorrere al Tar».
Critiche da parte del pubblico arrivano agli interventi dei sindaci di Montefredane e Prata, rispettivamente Valentino Tropeano e Gaetano Tenneriello che non ci stanno: «volete dimostrare che siamo assenti e disinteressati. Noi il nostro impegno lo dimostriamo con i fatti. Certo che lo faremo il ricorso al Tar».
Il  sindaco Tropeano: «insieme agli altri colleghi sindaci e amministratori siamo impegnati da diverso tempo per produrre azioni affinché ci sia una rivalutazione della valle del Sabato. Non ho mai escluso un eventuale ricorso al Tar ma anche su altri atti successivi alla regione. Abbiamo un tavolo oggi dove sei sindaci prendono delle decisioni in comune su questioni della valle. Siamo sei comuni contrari alla lavorazione dell’umido nello Stir. Noi immaginiamo una delocalizzazione dello Stir. Oggi possiamo valutare di fare il ricorso ma dobbiamo sapere che se va male ci siamo giocati gran parte dell’azione. Ne discuteremo assumendoci le responsabilità». Il primo cittadino di Prata, Gaetano Tenneriello:«la battaglia va fatta tra cittadini e sindaci nei riguardi delle istituzioni. Si deve stemperare il clima».
II deputato Giancarlo Giordano preannuncia che venerdì 3 febbraio presenterà in Consiglio comunale ad Avellino una mozione «per costringere il sindaco a fare il ricorso al Tar. Il comune di Avellino deve prendere una posizione e deve decidere qualcosa anche sulle autorizzazioni visto che nel territorio ricade lo Stir. Bisogna mettersi in sintonia con i cittadini che attendono un gesto politico che rappresenti i sentimenti più profondi. Ai sindaci vedo troppe contorsioni. Se si perde al Tar si può fare appello ma la richiesta che viene dai vostri cittadini è quella di avere la determinazione di vincere questa battaglia non l’incertezza nel compiere il primo atto». L’assessore all’Ambiente di Atripalda, Antonio Prezioso invita ad essere uniti «in questa battaglia abbiamo tutti lo stesso grado di coinvolgimento. Nel consiglio comunale del 2 febbraio proveremo ad approvare un documento congiunto del tavolo de sindaci e ho portato a sindaco e giunta di valutare la possibilità di fare ricorso al Tar».
Il consigliere provinciale e vicesindaco di Atripalda, Luigi Tuccia ribadisce l’impegno in Provincia per dire no:«non appena è arriva la nota che lo Stir diventasse anche trattamento dell’umido io e Gianluca Festa con il gruppo Pd ci siamo opposti da subito. Ad oggi non c’è autorizzazione per fare il trattamento dell’umido. Noi non siamo contrari allo Stir ma è una zona già fortemente inquinata. Viviamo il territorio, quindi ci troverete affianco a voi in questa battaglia. Anche noi siamo pronti a costituirci in giudizio, un ulteriore tassello per questa battaglia».
A conclude i lavori  il dottor Franco Mazza che ha consegnato ai rappresentati delle istituzioni la medaglietta simbolo dell’associazione: «Il livello di preoccupazione che abbiamo è elevato:  si parla di ampliamento di un sito che è già contaminato. Va fatta la bonifica e messa in sicurezza ma non certo l’ampliamento. Invece si pensa di fare una stazione di trasferenza o di far arrivare i rifiuti dalla Calabria o all’ampliamento. Il povero Di Nunno mi disse sul Cdr “mi hanno preso in giro”. Dobbiamo continuare su questo errore e ampliarlo? Questo riteniamo che non si debba fare. Dopo la manifestazione del 27 agosto con 2mila persone non abbiamo ricevuto ascolto dal presidente De Luca e dalla Regione. Il ricorso al Tar è un’arma che abbiamo in questa battaglia e non si capisce perché non usarla in questo momento. Questo chiediamo ai sindaci».  

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