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Primo incontro pubblico delle forze politiche alternative all’Amministrazione Spagnuolo: “vogliamo rappresentare un punto di svolta per la città”. Mea culpa di Federico Alvino ed Enzo Aquino: “5 anni fa abbiamo sbagliato a sostenere il sindaco”. FOTO

Pubblicato in data: 13/2/2017 alle ore:09:11 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Primo incontro pubblico delle forze politiche alternative all’Amministrazione Spagnuolo. I promotori e firmatari del documento politico “Per Atripalda”, sottoscritto da esponenti dell’Udc, Sel, Piazza Grande, pezzi del Pd e Fi, ieri mattina nell’ex sala consiliare gremita, hanno incontrato la cittadinanza «per discutere e partecipare alla definizione di un nuovo ed entusiasmante progetto amministrativo per il futuro di Atripalda». Ad introdurre i lavori il consigliere di Piazza Grande, Nunzia Battista che ha illustrato le ragioni che hanno portato alla stesura del documento politico: «la motivazione che ci ha spinto è una: abbiamo sentito la responsabilità di dire ai cittadini quello che era successo in questi cinque anni in città. Il disagio che si vive. Auspichiamo la presenza soprattutto di forze femminili che con la loro sensibilità e approccio a determinati problemi possono dare una carica alla squadra. Le partecipazioni che arriveranno non saranno marginali ma avranno un ruolo centrale. Cerchiamo un accordo e un’alleanza tra cittadini nella sua accezione più alta. Oggi il primo passo per un ragionamento che deve essere condiviso. Le logiche clientelari hanno annullato la rappresentatività delle persone che sono state elette».

Un incontro che ha registrato un susseguirsi di interventi e sollecitazioni dal pubblico.  

Superare le diversità per elaborare un progetto comune  è stato obiettivo perseguito in questi mesi dai promotori secondo l’ex assessore democrat Tony Troisi «persone con appartenenze politiche anche diverse che in passato ci hanno visto anche su banchi diversi per elaborare un progetto comune per il futuro della nostra città. Noi non siamo altro che i promotori. Il documento è il sunto di una riflessione di un confronto iniziato otto mesi fa. Ci siamo confrontati su come è Atripalda e su come potrebbe essere. E’ una piccola proposta che deve essere arricchita. Atripalda in passato era riferimento a livello sovracomunale. Un prestigio che va recuperato». L’ambiente, il sociale sono per Troisi gli ambiti da cui ripartire «dove si è vista scarsa incisività. Perciò auspichiamo una forte sinergia con i cittadini e con chi opera in questa città, dal sociale al commercio alla scuola».
L’ex assessore Luigi Adamo di Sel ha spiegato le ragioni di una presenza: «Partiamo da una base condivisa, valori che sono stati fissati dopo un lungo confronto. Abbiamo superato le diffidenze che c’erano tra noi. Vogliamo invitare a ripartire da questa base e intessere una partecipazione al governo di questa unità. In questi 5 anni c’è stata una copertura politica che mi ha infastidito che ha segnato un decadimento etico e morale». E’ mancata un’idea della città secondo il capogruppo di Fi Massimiliano Del Mauro: «In 5 anni hanno gestito solo l’ordinario. Abbiamo un’idea di città che vogliamo condividere. Atripalda va pacificata dopo l’indice di litigiosità che si è registrato tra l’amministrazione, i carabinieri e altre istituzioni».
Arrivano i mea culpa di autorevoli esponenti del pd locale. L’ex segretario cittadino Federico Alvino: «quando 5 anni fa demmo vita  a quella lista (di Spagnuolo ndr.) il principio ispiratore era di ricreare quello spirito di comunità. Purtroppo da segretario del Pd dovetti registrare dopo pochi mesi che un sindaco eletto con un partito passò ad un altro partito e poi ad un altro ancora. Successivamente nel riflettere su cosa era diventato il Pd, ho dovuto prendere una decisione. Per concretizzarsi questo progetto deve strutturarsi con un organismo terzo».
L’ex assessore e consigliere provinciale Enzo Aquino che auspica un ruolo più alto dei partiti «anch’io dovrei fare il mea culpa per aver sostenuto con forza e convinzione quest’amministrazione. Sto qui perché voglio dare un contributo positivo. Ci vorrebbe anche una rivoluzione nel personale comunale dove non ci sono le professionalità che necessita una progettazione di cui ne è stata denunciata l’assenza».
Portare al centro del dibattito il lavoro è il suggerimento del segretario Fiom Cgil Sergio Scarpa: «bisogna discutere su come rilanciare il commercio qui ad Atripalda e quindi su come far crescere la cittadina e i livelli occupazionali. Una discussione sul lavoro credo che va fatta visto che tanti cittadini sono in cassa integrazione».
Anche Manlio Berardino fa un mea culpa: «il fallimento era già insito nella costituzione di quella lista in cui Spagnuolo ha più volte dichiarato che voleva fare il sindaco senza confrontarsi con i partiti. E’ stata un’amministrazione pessima, bisogna parlare dei problemi concreti. I cittadini innanzitutto».
Bocciatura senza appello dell’Amministrazione Spagnuolo arriva dal consigliere comunale di Fi Vincenzo Moschella: «quest’amministrazione ha palesemente fallito sotto ogni aspetto. Con un delegato ai Lavori pubblica che ogni giorno annuncia di tutto ma il risultato sta a zero. Gli atripaldesi chiedono una città normale. Ci consegnano una città che vive uno scoramento. Bisogna recuperare il rapporto con la base».
Il consigliere dell’Udc Geppino Spagnuolo evidenzia come: «oggi avviamo un discorso, un manifesto che vuole essere il punto di partenza per suscitare un po’ di interesse alla città a ragionare sulla situazione di attuale e su cosa abbia bisogno. Noi offriamo alla città un punto di partenza per la discussione. Ci sono da discutere sui problemi del lavoro, di quelli quotidiani ma anche su come la città voglia incidere su situazioni sovracomunali. Oltre a Federico e Enzo, un’autocritica tocca anche a noi dell’Udc. Il mia culpa personale è di aver partecipato per ultimo alla costruzione della lista del sindaco eletto Paolo Spagnuolo avendo saltato tutto un percorso di costruzione che aveva all’interno dei punti chiari di criticità che si sono poi rivelati tali. Su quest’amministrazione noi che ci ritroviamo ora all’opposizione abbiamo una valutazione netta, chiara e negativa: uno un’amministrazione che era nata con l’impegno del sindaco di confrontarsi con la città e aprire la partecipazione ai cittadini. Ma ovviamente in questi 5 anni nessuno si ricorda di questo se non quella obbligatoria sul Puc di cui poi non si ricorda che fine ha fatto. Questo non meraviglia molto visto che è un’amministrazione che si regge da subito avendo staccato il rapporto con i cittadini, avendo il sindaco cambiato il partito che lo ha eletto e che si regge anche sul voto di un consigliere eletto nella lista opposta. Un’Amministrazione che non è andata  ad amministrare sul comune ma a comandare, in un atteggiamento di forza. Il vero fallimento e che non troviamo un solo problema che è stato risolto con uno studio, una progettualità, una verifica con la città e un controllo dei risultati. C’è un atteggiamento di superficialità sulle cose come è accaduto sul regolamento del mercato: dire che lo si vuole portare in piazza senza una progettazione che oggi sta più indietro del passato. Si è voluto mandare un messaggio che pure questo è stato risolto, ma se si continua così  si arriverà tra 5 o 7 anni. Vogliamo perciò invertire la rotta».
L’ex vicesindaco dell’amministrazione Capaldo, il dottor Antonio Tomasetti: «il vostro è un percorso corretto ma un po’ vecchio. La città vuole sapere chi sarà il candidato sindaco. Certo vedere questa decadenza ci addolora. Dissi proprio qui nel mio ultimo discorso che bisognava superare gli steccati dei partiti. In 5 anni non ho avuto nessun invito a partecipare a qualcosa che potesse aiutare l’amministrazione. Dal trasformismo alla decadenza Atripalda è diventata un grande supermercato scoperto. E sul sociale si è fatto un passo indietro e stiamo ancora aspettando che si intitoli a Biagio Venezia piazza Alpini d’Orta. Qui c’è anche un distretto sanitario che sta morendo. E un primo cittadino una giunta non si sono preoccupati di ciò. Ci sono punti da affrontare, sarà una fatica enorme. I promotori, meritevoli, devono strutturarsi e immaginare di potersi cimentare anche con le primarie. E poi fissare dei punti programmatici».
A chiudere gli interventi l’ex consigliere di Piazza Grande Lello La Sala che non ha nascosto il percorso non facile per arrivare alla stesura del documento politico: «abbiamo discusso anche in modo severo ma questo è una garanzia per la città. Non è un difetto, ma un pregio. Sella vendita del Centro Servizi si è fatto un falso in bilancio così come si è immaginato di risolvere il problema di Alvanite aumentando la densità abitativa, un progetto scellerato. Alvanite va invece smantellata, certo ci vorranno 20 o 30 anni. Al Comune abbiamo un contenzioso: è stato negato l’accesso agli atti pure ai consiglieri comunali, e questo io non l’ho mai consentito. In questo progetto abbiamo bisogno di giovani, donne e uomini. Di una partecipazione più ampia. Dobbiamo accendere questo fuoco, poi possiamo anche non candidarci ed avere la generosità di farci da parte. Vogliamo rappresentare un punto di svolta insieme alla città, ai giovani e alle persone più esperte. Lo vogliamo fare con tutto l’entusiasmo di cui siamo capaci».

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10 Risposte »

  1. AVANTI TUTTA!!!!!!!

  2. In queste foto (vedo delle comparse…) c’e’ gente che dovrebbe rappresentarmi, in quanto Atripaldese?????!!!!! Voglio pensare che sia uno scherzo di carnevale!

  3. Alla grande.

  4. Non funziona. Tutti i personaggi presenti non hanno concluso nulla di più nulla di meno rispetto all’amministrazione Spagnuolo nella loro carriera politica… hanno saputo fare solo ostruzionismo. L’accozzaglia di diversi partiti politici risuono con la stessa gravità del trasformismo politico di Spagnuolo o di altri esponenti politici locali e nazionali: non si possono avere due pesi e due misure, non si è credibili. Aspetto di vedere qualche proposta, di confrontarla con i programmi elettorali del 2012… e di farmi qualche risata…

  5. Scusate ma sono io che ricordo male o ogni volta che arriva il periodo dell’elezioni comunali troviamo sempre le solite facce di quelle stesse persone che ci hanno già proposto magnifici programmi e che ci hanno già fatto numerevoli promesse, naturalmente mai mantenute ??? Ahaha non so voi ma la cosa mi fa molto ridere per un semplice motivo: ma ogni volta che si candidano ci credono realmente in quello che sostengono oppure sperano di farci fessi per l’ennesima volta?? Che dire poi delle loro promesse ogni anno ne inventano di nuove ora hanno il problema che non sanno più cosa promettere, quest’anno secondo me punteranno sul commercio marittimo ahaha ma dai rendiamo navigabile il fiume Sabato, Atripalda così potrebbe diventare un grande porto e centro di snodo per il commercio ahahaha
    Miei cari politici atripaldesi

  6. Miei cari “politici” atripaldesi io vi voglio bene, mi fate tenerezza, vi prego se dovete esaudire il vostro desiderio di protagonismo ci sono tante associazioni che hanno bisogno di una mano ma la politica e la gestione del comune lasciatela stare non fa per voi.
    Con affetto

  7. La paura fa 90.
    comunque l’ultima parola la deve ancora esprimere il gran capo, per cui, è solo un esperimento.

  8. il ritorno degli zombie tutta gente che ha governato per 20 anni come se atripalda e’ una schifezza la colpa e’ soprattutto la loro……non siete credibili state a casa in pensione

  9. SOSTENIAMO il vice del sindaco(TUCCIA)ENE ANCHE CONSIGLIERE DELLA PROVINCIA MA PARE CHE KIU SI SAPE COMPORTARE INOLTRE E’ ANCHE UN GEOMETRA

  10. LO STRISCIONE ALLE SPALLE E’ PROPRIO ADATTO “TANA” SPERO SIA UNO SCHERZO

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